I figli non sono mobili d’arredo.

A volte mi trovo un po’ perplesso di fronte a qualche sentenza della nostra Corte di Cassazione.

Questa volta no.

La sentenza 41142 del 22 novembre 2010 ha respinto il ricorso di un uomo condannato per maltrattamenti ai danni della moglie e dei figli.

L’imputato aveva proposto appello avverso la condanna nella parte relativa ai maltrattamenti sui figli poiché i piccoli non erano stati direttamente vittime ma si sarebbero limitati ad assistere alle violenza dell’uomo.

L a Corte rigettando la tesi dell’imputato, ha ricordato che “ai fini della configurabilità del delitto di cui all’art. 572 del codice penale “ lo stato di sofferenza e di umiliazione delle vittime non deve necessariamente collegarsi a specifici comportamenti vessatori posti in essere nei confronti di un determinato soggetto passivo, ma può derivare anche da un clima generalmente instaurato all’interno di una comunità in conseguenza di atti di sopraffazione indistintamente e variamente commessi a carico delle persone sottoposte al potere dei soggetti attivi, i quali ne siano tutti consapevoli, a prescindere dall’entità numerica degli atti vessatori e dalla loro riferibilità ad uno qualsiasi dei soggetti passivi.”

Fin qui la sentenza.

Il riferimento che mi pare chiaro è quello degli atti di sopraffazione indistintamente e variamente commessi a carico delle persone sottoposte al potere dei soggetti attivi, in questo caso il coniuge, ma mi chiedo se, ad esempio, frequenti violente liti tra coniugi non configurino una responsabilità degli stessi per la sofferenza inflitta ai minori costretti ad assistervi.

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2 risposte a I figli non sono mobili d’arredo.

  1. MammaDolce ha detto:

    E’ chiaro che ci deve essere un distinguo in certe situazioni. In questo caso specifico la vittima principale della violenza di quest’uomo (ma definizioni ne userei ben altre!) era la moglie ma, avvenendo tali violenze in presenza dei figli, il reato per la sofferenza causato a questi ultimi non è di poco conto! Mi sembra che questa sentenza non faccia una piega!

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