La spazzatura di Roberto Saviano

Ho capito.

Napoli s’era inventata fin dal 1832 la raccolta differenziata, poi per colpa di non si sa bene chi, probabilmente degli invasori piemontesi, e di che cosa, se ne è “scurdata”. Me ce l’ha detto ieri sera Roberto Saviano che ci “ha imparato” che l’inventore della raccolta differenziata è stato nientemeno che Ferdinando II di Borbone, anno Domini 1832, monarca che invitò i concittadini a tenere separati «i frammenti di cristallo e vetro» pena l’arresto.

«Non siamo predisposti alla monnezza» ci ha detto don Roberto. Peccato che si sia dimenticato, ad esempio, la diffusione del colera, a Napoli, nel 1973.

Poi ci “ha imparato” anche altre cose. Ad esempio che è tutta colpa del Nord se in Campania non c’è più un centimetro libero per i rifiuti. Già, è per questo che a quei poveri 960mila abitanti di Napoli non resta che  scaraventare sulle strade non solo scatoloni di carta o rifiuti non deperibili, che potrebbero essere temporaneamente conservati in casa o in cantina, ma anche materassi sfondati, vecchie poltrone, lavatrici e frigoriferi rotti, mobili inservibili e chi più ne ha più ne metta, magari anche la suocera.

Mi chiedo, tra l’altro, dove vada a finire la spazzatura degli altri 5 milioni di abitanti della regione Campania per i quali i casi sono due: o hanno trovato un angolino nel quale risolvere il loro problema o vanno a Napoli per gettare i loro rifiuti.

Tutta colpa del Nord mi “ha imparato”. Già perché quelli che hanno visto arrivare tutto il pattume in casa propria, o che hanno contribuito a trasportarcelo, di colpe non ne hanno? Se qualcuno viene a casa vostra col sacchetto della sua spazzatura, voi lasciate che ne lo versi sul tavolo in cucina?

Poi, certo, ci “ha imparato” che è tutta colpa di Berlusconi e Bertolaso se da sedici anni a Napoli esiste l’emergenza rifiuti. Ma questo lo sapevamo già. Eggià, perché Napoli loro l’avevano ripulita un anno fa, ma la promessa di tenerla pulita non l’hanno mantenuta. Loro no, ma gli altri?

Un po’ d’autocritica sig, Saviano non le parrebbe opportuna? O i torti, come sempre stanno tutti da una sola parte?

Leggo, oggi, un redazionale che dice:

“No, Saviano, non è cosa e’ niente. Ho sentito i camion scaricare di notte pattumiere di veleni nella mia terra. Ho visto troppa gente nel mio paese morire di malattie nuove e misteriose. Il mio cimitero è una Spoon River di fanghi tossici e tra quei nomi c’è anche mia madre. Ho letto le carte delle Asl che parlano di valori anomali per tumori e leucemie. Ho toccato la rassegnazione di chi vive a Sud del Liri, lì dove un tempo correva la nostra Mason&Dixon, la linea che divide il Nord dal Sud. Ho sentito la puzza della camorra bussare ai confini della mia valle. Non è cosa e’ niente.
Solo che nel 2010 non possiamo continuare a tirare fuori la vecchia scusa. Sono stati i piemontesi, i Savoia, i fascisti, i lùmbard, i veneziani, i barbari, gli yankee, i marziani. Tutti tranne che noi.”

Lo scrive Vittorio Macioce per Il Giornale. Se vi fa schifo questo quotidiano fermatevi pure qui, se no continuate a pag.2

Questa voce è stata pubblicata in Disinformazone e faziosità, Politica e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a La spazzatura di Roberto Saviano

  1. Vincenzo ha detto:

    Caro Frz,
    Pur concordando su qualche punto con il tuo commento, faccio fatica a comprendere perchè tu debba ricorrere allo sfottò mettendo in bocca a Saviano una parlata dialettale, sinonimo di incoltura, che non gli è propria. Non gli ho mai sentito usare impropriamente la frase “ci ha imparato”.
    Ritengo Saviano persona istruita che scrive e parla l’italiano come me o molto probabilmente anche meglio e non merita di essere fatto passare per illetterato.
    Secondo punto:
    Saviano ha parlato degli ultimi sedici anni di crisi sottolineando quello che sappiamo tutti: uno stato di crisi non può durare sedici anni! Peraltro ha attribuito le responsabilità a governi sia di destra sia di sinistra… ricordo benissimo che tra i responsabili ha nominato anche Bassolino.
    Pertanto non è assolutamente vero che abbia attribuito quelle responsabilita solo a Berlusconi e Bertolaso.Semmai ha sottolineato che l’unico ad avere fatto dichiarazioni trionfalistiche è stato più volte Berlusconi mentre, almeno credo che siamo tutti oramai d’accordo, che portare via la “monnezza” non differenziata per cacciarla in un nuovo “buco” equivale al nascondere sotto un tappeto lo sporco ma, così agendo, non si fa un solo passo verso la soluzione; infatti ora che le grotte, le cave e quant’altro sono stati riempiti la spazzatura non differenziata non permette neanche all’inceneritore di funzionare …. cosa che sta succedendo puntualmente ad Acerra mentre contemporaneamente e parallelamente i terreni a contatto con rifiuti indifferenziati si avvelenano : il trionfalismo “è tutto risolto” l’ho sentito con le mie orecchie e più volte in tempi diversi … non è invenzione malevola.
    Terzo punto:
    L’articolo tratto da ” Il Giornale” che tu riporti, travisa completamente il senso che Eduardo De Filippo, molto sottilmente, invece usa ma in senso autoironico, il … “non è cosa e’ niente” non minimizza … tutt’ altro …. è ripetuto come commento di un fatto grave …”non è cosa e’ niente” stigmatizza quella rassegnazione deleteria un pò fatalista che, per viltà o disperazione non dà spazio alla reazione… al cambiamento.
    Punto quattro:
    Le responsabilità di alcune industrie del Nord sono innegabili ma in molti casi le Bolle di accompagnamento venivano irresponsabilmente sostituite cosicchè i “rifiuti nocivi e speciali” diventavano rifiuti “normali” e questo veniva fatto a cura delle imprese appaltatrici del servizio (imprese mafiose meridionali).
    Hai anche ragione quando scrivi: Già perché quelli che hanno visto arrivare tutto il pattume in casa propria, o che hanno contribuito a trasportarcelo, di colpe non ne hanno? Se qualcuno viene a casa vostra col sacchetto della sua spazzatura, voi lasciate che ne lo versi sul tavolo in cucina?
    Ed io aggiugo … te lo vedi un nostro contadino che vede portare in zona …fossati o quant’altro … della spazzatura … cosa farebbe?!
    Un’ultima cosa: la ndrangheta, la mafia, la camorra e la sacra corona unita quando e dove sono nate?
    Il nord Italia, con l’annessione, ha ricevuto anche questi bei “regalini” e questo credo sia innegabile.
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Sono un po’ di fretta, scusami, pubblico riservandomi una piccola ma sentita replica

    • frz40 ha detto:

      Mi fa piacere leggere che su qualche punto concordi; non è poco ed eccomi a te.

      Chi usa la locuzione “mi ha imparato”, caro Vincenzo, non è quello che ha parlato, ma quello che ha ascoltato e lo dice al posto di dire “ho imparato”. Con questo sfottò non intendevo dunque riferirmi al Sommo Predicatore ma al livello medio culturale di chi ha ascoltato il Verbo e ritiene di aver appreso qualcosa di nuovo e di fondamentale importanza.

      In effetti don Roberto non detto nulla di nuovo né di fondamentale; ha solo posto gli accenti al posto sbagliato.

      Così, ad esempio, e vengo al tuo secondo punto, ha posto l’accento, anzi ne ha posti ben sette, sull’enfasi data da Berlusconi alla soddisfazione di aver risolto (e risolto è forse troppo ) una situazione di grande criticità (ti ricordo che per le strade di Napoli allora c’erano 150mila tonnellate di rifiuti, contro le 3mila di adesso), senza porre accento alcuno su chi non ha dato seguito alle azioni che avrebbero dovuto consentire di passare da una soluzione temporanea, forse la meno peggio, ad una più definitiva, ammesso che in quel contesto ne esista una.

      E qui vengo al tuo terzo punto. Al di là del fatto che Vittorio Macioce abbia usato più o meno volutamente l’espressione di Eduardo De Filippo, il tema di fondo è che chi ha visto perpetrare questi scempi in casa propria li ha accettati ed, anzi, a mio avviso li ha appoggiati. E su questo punto don Roberto di accenti non ne ha messi proprio nessuno.  Giampaolo Pansa, su Rifondazione di sabato 20, in un pezzo dal titolo “I rifiuti? Napoli si arrangi.” ha scritto:

      Che cosa dovrebbero fare, oggi, gli abitanti di Napoli, con le strade invase da tonnellate di rifiuti? Limitarsi agli scongiuri nella speranza che il pattume non gli porti di nuovo il colera? No, penso che dovrebbero fare cose assai diverse. Avverto i lettori che sto per scrivere parole spiacevoli. Ma non posso evitarlo, perché la mia educazione di ragazzino del dopoguerra è stata dominata da un verbo: arrangiarsi.
      È stato l’imperativo categorico che risuonava di continuo in casa nostra. Mio padre, mia madre, e soprattutto la mia nonna analfabeta, cercavano di aiutare noi bambini, ma soltanto fino ad un certo punto. Poi ci dicevano: arrangiati! Prova a fare da solo, non chiedere sempre soccorso, datti una mossa e cerca di risolvere il tuo problema senza chiamare sempre la Crocerossa. Nel nostro caso, era la nonna che, tuttavia, si mostrava anche più dura. Aveva un motto crudele: ricordatevi che il piatto di minestra non si riempie da solo.
      Perché i napoletani non provano ad arrangiarsi? Cominciando a non fare quanto stanno facendo da settimane. È da suicidi gettare la spazzatura per le strade, sperando che qualcuno la raccolga. Almeno gli scatoloni di carta o i rifiuti non deperibili potrebbero essere conservati nella cantine, sui balconi, nei garage. Invece i telegiornali ci mostrano materassi sfondati, vecchie poltrone, lavatrici e frigoriferi rotti, mobili inservibili: tutto scaraventato sulla pubblica via.
      Non riesco a immaginare in che modo Napoli riuscirà a guarire dal gigantesco cancro del pattume. E come lo risolveranno altre grandi città del Sud, come Palermo, dove pare stia emergendo la stessa crisi. Da solo, nessun governo ce la farebbe mai. Mi sembra anche difficile sperare nell’aiuto dell’Italia del nord. Con i tempi che corrono, non vedo la Lega del Bossi precipitarsi al soccorso. I rifiuti di Napoli se li smazzi Napoli: questo è il pensiero delle gente dalla Toscana in su.
      La verità è che siamo diventati un paese di menefreghisti. E con la vocazione all’autolesionismo. È sufficiente entrare a Roma dalla via Nomentana per vedere, in piccolo, lo spettacolo desolante di Napoli. Uno sfasciume circondato dai rifiuti e reso grottesco da un’infinità di vecchi manifesti elettorali, strappati e ricoperti da schizzi di fango o di altre sostanze immonde. Ecco il biglietto da visita della capitale d’Italia.”

      Insomma chi è causa del suo mal, prima di tutto, pianga se stesso. Ed è quello che il buon predicatore non ci ha imparato. E con questo credo di avere risposto anche al quarto dei tuoi punti, sul quale concordo.

  2. Vincenzo ha detto:

    Punti uno e due:
    Anche se Savianio non avesse detto nulla di nuovo, quasi 10.000.000 di Italiani oramai hanno capito che senza iniziare la raccolta differenziata i conti non potranno mai cambiare di segno: l’unica strategia per risolvere è il riciclaggio dove vetro, carta, plastica, e lattine, potranno, venire reimpiegati.
    In tal modo i volumi finalmente si ridurranno e inizierà a crearsi il rapporto Produzione/Smaltimento: basterà smaltire nell’unità di tempo più di quello che si produce e ….. col tempo e con la paglia….. fino al completo esaurimento delle ….scorte.
    Questa strategia che in altri luoghi ha risolto ogni problema, a Napoli non è mai neanche iniziata!
    Gridare vittoria pur SAPENDO che si trattava solo di cambi di ubicazione a costi spaventosi di trasporto (treni di spazzatura persino in Germania!) e di inquinamento del territorio, è equivalso ad una colossale presa tutti per il C++o per tutti gli italiani!
    O …. no?
    Capisco e non posso condividere che la colpa di avere messo noi italiani nella condizione di fare queste considerazioni possa avere dato fastidio … ma chiamarlo anche “don” come se fosse “persona di rispetto” mi sembra più che altro uno sberleffo al coraggio, dal momento che per tutta la vita Saviano dovrà guardarsi dai veri “don”!
    E’ inutile proseguire …

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Grande merito, allora, al Sommo Narratore: se non fosse stato per lui 10 milioni di italiani avrebbero continuato ad ignorare l’importanza della raccolta differenziata. Anche se non ne ha fatto cenno e ha posto gli accenti su tutt’altri temi.

      Quanto al fastidio, sì, me ne ha dato parecchio, come tutte le prediche (di qui il “don”, e dalle c.d. persone di rispetto) che vogliono prenderci per il culo, deformando le realtà e dando peso a certe cose che fanno godere gli allocchi, ma che non sono il cuore del problema.

      Se la differenziata e i termo-valorizzatori sono la soluzione, ci spieghi perchè gli amministratori locali non hanno voluto né la prima né i secondi, e non da adesso. (tra parentesi: a Berlino di termo-valorizzatpri ce ne sono ben cinque).

      Guardi la sua gente, prima di tutto. In altra puntata ha avuto il coraggio di dire che se mai si sconfiggerà la ‘ndrangheta sarà per la parte sana dei calabresi. Qui faccia lo stesso. Anche se è inutile.

  3. elisabetta ha detto:

    Posso porre una domanda?
    Chiunque può rispondermi e meglio spiegarmi: ma desidero che la risposta e la spiegazione non sia sulla base politica, ma logica e la spiegazione sia chiara e ragionevole.

    Il problema spazzatura si è già più volte presentato: ricordo che è stato diversi anni fa un problema che aveva visto anche la mia Milano invasa di rifiuti, e in quella occasione non ricordo il motivo, ma era stato risolto e da allora Milano ha le sue regolari raccolte e sui marciapiedi si cammina senza problemi.

    Questo problema però sembra che continui ad esserci nella città di Napoli, e non per la prima volta.

    Ed ecco la domanda:
    Come fanno le altre città ad essersi organizzate e ad avere una regolare raccolta e regolare smaltimento? Perchè questo non avviene a Napoli? E perchè ogni volta deve intervenire il Governo (quindi a carico di tutti) a mettere a posto le cose?

    Grazie a chi me lo spiega meglio.

    eli

    • frz40 ha detto:

      Io non ne son capce, ma col senno di poi, al posto del governo li avrei lasciati tutti nella spazzatura, fin dalla prima volta. Sono certo che una soluzione l’avrebbero trovata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...