1° Dicembre, Giornata mondiale contro l’AIDS

Oggi. 1° Dicembre, si celebra la Giornata mondiale contro l’AIDS, dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV. La ricorrenza è stata scelta in quanto il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1º dicembre 1981. Da allora l’AIDS ha ucciso oltre 40 milioni di persone.

L’unica reale difesa contro il contagio rimane, per ora, oltre all’astinenza, l’uso del preservativo.

A Parigi, nell’ambito di un operazione denominata ”cafè capote” (il nome francese del preservativo è “capote anglaise” più di 250 bar e brasserie della capitale francese distribuiranno preservativi gratis per tutto il giorno ai loro clienti. I baristi offriranno anche sottobicchieri per la birra con la scritta ”Parigi protegge l’amore”. Inoltre un nastro rosso di 10 metri sarà srotolato sulla facciata del municipio, l’Hotel de Ville, per l’occasione illuminato di luci rosse.Testimonial radiofonica della giornata mondiale contro l’Aids sarà la première dame Carla Bruni.

Smanettando sul web mi sono imbattuto in un gustoso pezzo  pubblicato sul sito di Giorgio Dell’Arti, ALTRI MONDI, nel quale riporta, nella prima parte, questo articolo “Amore, Eros e Pregiudizio” di Natalia Aspesi, per laRepubblica, a recensione del libro “Storia del preservativo” di Aine Collier(edizione Odoya):

Le signorine degli anni ’50 non ne conoscevano l’esistenza, o almeno facevano finta, per dimostrare la loro spesso simulata innocenza. In ogni caso, non lo si nominava mai, era una diavoleria peggio del peggio, che era poi lasciarsi intrappolare su un prato o chissà dove da uno svelto giovanotto: che naturalmente non ne era provvisto e se poi succedeva l’irreparabile, con conseguenze tragiche quali ritrovarsi incinta, beh, peggio per lei, fosse stata davvero una brava ragazza, avrebbe preferito la morte piuttosto che cedere. L’innominabile preservativo, che divenne sussurrabile quando si diffuse la dizione inglese, condom, che lo faceva sembrare meno diabolico, era cosa che non riguardava le ragazze dette da marito, ma solo le favoleggiate prostitute, anche loro, a quei tempi, invisibili in quanto indaffarate nelle case chiuse, se non nei film in cui erano sempre sanissime e buonissime e morivano affinché l’amato potesse sposare la candida fidanzata.

Il solo scopo del misterioso oggetto di cui non si conosceva la materia(morbida, ferrea, di gomma, di plastica?), né la forma, avendo anche poca dimestichezza con ciò che doveva contenere (un cappellino, un grosso tubo, il dito di un guanto?), era quello di proteggere l’uomo conquistatore dalle malattie veneree, pestilenza lontana che non poteva riguardare le brave ragazze, neppure se, pur mantenendosi vergini per un futuro matrimonio, non disdegnavano giochi con gli amici di famiglia, quelli scartati perché privi dei numeri necessari per diventare dei comodi mariti. Che l’uomo prima di sposarsi avesse il diritto di esercitare una nebulosa sua vita sessuale, era scontato: con peccaminose signore sposate, o con donne di vita, o compagni di scuola (cosa che neppure si immaginava), non aveva importanza, purché in questa sua necessaria e non deprecata abitudine non gli venisse in mente di sfiorare le ragazze che poi avrebbe eventualmente sposato.

Anche nei decenni successivi, mentre le ragazze si emancipavano e cominciavano a perdere la verginità non solo dopo il matrimonio, ma sempre più precocemente, attestandosi adesso tra i 14 e i 16 anni, il preservativo non è riuscito a diventare un prezioso e fidato amico, evocando orrori che nulla hanno a che fare con l’amore, reso ancora meno allettante dalle ultime confuse dichiarazioni del Papa: solo le più svelte ne hanno sempre un paio in borsa (anche le previdenti ragazze di Sex and the city), conoscendo la distrazione e impreparazione dei maschi di passaggio. Stessa malavoglia, pare, negli incontri omo. Soprattutto i giovanissimi e le giovanissime, che del resto col loro innamorato, se coetaneo imbranato, non saprebbero neppure come usarlo, lo vedono come un impedimento alla spontaneità, all’accecamento d’amore. Magari le mamme hanno già rimpinzato di pillola le loro bambine, ma si sa che non basta. E infatti mentre calano le vendite dei condom (115 milioni nel 1999, 100 milioni nel 2009), si raddoppiano le infezioni, compreso l’Aids.

Eppure, il disprezzato preservativo ha una sua meravigliosa storia sin dal momento in cui il primo uomo si è accorto di quel suo indocile pendaglio.

Nella seconda parte riporta alcune gustose curiosità che trascrivo:

VERBI «Che verbo è “Non sarebbe dovuto nascere?”. Preservativo imperfetto» (Ezio Greggio). [1]

NOMI In Italia il profilattico viene chiamato preservativo ma pure guanto, goldone, hatù; in Inghilterra condom (probabilmente dal latino condere, custodire); in Francia capote anglaise (impermeabile inglese), in Spagna gorro (berretto), in Portogallo camisinha (camicetta), in Corea woosan (ombrello), in Cina bai yan to (canestro contraccettivo). [2]

NOMI/2 Shakespeare chiamava il profilattico «guanto di Venere». [3]

LIBRI Su Amazon ci sono 425 libri sui preservativi, dall’Enciclopedia del condom a 101 usi insoliti per un palloncino di cui non sapete più cosa fare. [2]

GOOGLE Cliccando su Google, il motore di ricerca mostra 116 mila pagine sui profilattici in italiano e otto milioni di pagine in inglese. [2]

METODI Il metodo contraccettivo preferito dagli italiani è il coito interrotto (31,6%), seguito dal preservativo (28%). [4]

NUMERI In Italia si vendono poco più di due condom all’anno per ogni adulto. Il giro d’affari nel 2009 era di 89 milioni di euro. [5 e 6]

MUSICALE Il preservativo musicale brevettato da un medico ucraino: si mette a suonare non appena l’uomo raggiunge l’orgasmo. [7]

PARLANTE Anni fa ebbe successo in Usa l’Amazing talking condom, cioè il preservativo parlante. Quando si apriva la confezione, una vocetta trillava: «Ciao, facciamo l’amore?» oppure «Ti voglio bene», ecc. [8]

VIBRANTE Va forte in Giappone il preservativo-vibratore: alla base c’è un anello di plastica che contiene un piccolo vibratore a pila. [9]

VESCICA DI PESCE Stando al mito, re Minosse di Creta usava come preservativo una vescica di pesce. [2]

VESCICA DI CAPRA Gli egiziani avevano profilattici di tela di lino, i cinesi arrotolavano intorno al pene sottili fogli di carta imbevuti di olio. I giapponesi li facevano col carapace delle tartarughe, i romani con la vescica delle capre. [10]

FOGLI DI LINO In Italia si cominciò a usare il profilattico durante l’epidemia di sifilide del 1555: il medico Gabriele Falloppio consigliava di arrotolare intorno al pene fogli di lino imbevuti di estratti di erbe astringenti. [10]

NASTRI Nell’Inghilterra del diciassettesimo secolo nobili e cortigiani usavano preservativi di seta o velluto da legare con un nastrino in modo che non si srotolassero sul più bello. [2]

ACQUA Giacomo Casanova riempiva d’acqua i suoi preservativi, prima di indossarli, per verificare che non fossero bucati. [2]

PREPARAZIONE Preparazione di un preservativo a metà Ottocento: «Prendete un intestino cieco di pecora; immergetelo in acqua, rivoltatelo da ambo i lati; ripetete poi l’operazione in una soluzione di soda che cambierete ogni 4-5 ore, cinque o sei volte. Togliete poi la membra mucosa con l’unghia; solforate, risciacquate, lavate con acqua e sapone; risciaquate, soffiate, fate asciugare. In seguito tagliate della lunghezza desiderata e attaccate all’estremità aperta un pezzo di nastro». [11]

MULTI-USO I profilattici di una volta erano utilizzati più volte fino all’auto-distruzione. [2]

GOODYEAR Nel 1839 in America Charles Goodyear (quello dei pneumatici) scoprì il metodo di vulcanizzare la gomma, rendendola elastica senza romperla. Era la reinvenzione della ruota, ma pure del preservativo, che poteva così tendersi senza lacerarsi. I nuovi profilattici di gomma furono lanciati nel 1844; nel 1920 iniziò la produzione di massa. [2]

SAPORE DI FRAGOLA Oggi i preservativi sono disponibili in lattice e poliuretano, in diverso formato (small, medium, large, extra-large), profumati, colorati (dal bianco al nero, dal rosso al rosa, dal giallo limone al verde pisello), al sapore di fragola, vaniglia, cioccolato, liquirizia, ultrasottili come una seconda pelle per chi vuole dimenticare di indossarli, ultraspessi per chi desidera l’effetto ritardato, lubrificati o da lubrificare, eccetera. [2]

PIACERE Madame de Sévigné, la celebre femme savante della Francia barocca, considerava il profilattico «una ragnatela contro la malattia e una corazza contro il piacere». [2]

ALLEGRIA Le donne che fanno sesso senza preservativo sono più allegre di quelle che lo usano. Motivo: la vagina assorbirebbe dallo sperma delle sostanze antidepressive (studio pubblicato su Archives of Sexual Behavior). [12]

VELOCITA’ In Croazia anni fa si svolse la «gara mondiale di velocità nell’indossare il preservativo». La competizione, a cui parteciparono dodici nazioni europee, consistevava nell’estrarre una confezione da un cassetto, scartare un condom e indossarlo. Il vincitore, un finlandese, ci mise 4,7 secondi. [13]

EXTRA SMALL La Lifestyle Condom, che produce profilattici extra small, offrì a Enrique Iglesias un contratto da un milione di euro per averlo come testimonial. L’idea era nata dopo che il cantante, in un’intervista ad Esquire, aveva confessato di non essere «particolarmente dotato»: «Non riesco mai a trovare dei profilattici adatti a me». [14]

EXTRA LARGE Il profilattico più grande in commercio è il Durex XXL, lungo 235 millimetri e largo 60 (in media un condom è lungo 190 millimetri e largo 52). [15]

SOTTILISSIMO Il condom più sottile del mondo (0,03 millimetri di spessore) è prodotto dalla ditta giapponese Okamoto Iketa. [13]

MONICONDOM Negli Stati Uniti lo scandalo Lewinsky ispirò la produzione di 3.000 gadgets tra cui il Monicondom, preservativo sottilissimo studiato apposta per il sesso orale. [16]

IMBARAZZO L’incarico più imbarazzante di Paul Burrell, valletto per vent’anni a Buckingham Palace: «Quella volta che il principe Carlo mi ordinò di comunicare ai reali di Spagna, ospiti a palazzo, di non buttare assorbenti e condom nel gabinetto per non danneggiare l’apparato fognario del giardino». [17]

REGALI L’anno scorso l’attore Zac Efron, 23 anni, ha ricevuto dalla madre, come regalo di Natale, una calza piena di preservativi. [18]

CASI ESTREMI «Il ministro Buttiglione dice sì al preservativo ma solo in casi davvero estremi, per esempio nel caso estremo che Buttiglione rimedi una tipa che ci sta» (Gene Gnocchi). [19]

Note: [1] Gente 28/9/2006; [2] Enrico Franceschini, la Repubblica 4/12/2005; [3] Marino Niola, la Repubblica 25/11; [4] salute24.ilsole- 24ore.com; [5] Michele Smargiassi, la Repubblica 20/3/2009; [6] pharmaretail.it; [7] Edoardo Camurri, il Riformista 21/2/2005; [8] Lia Quilici, L’Espresso 1997; [9] Vanity Fair 25/11/2004; [10] Corriere della Sera 2/12/2000; [11] Paolo Sorcinelli, Storia sociale dell’acqua. Riti e culture, Bruno Mondadori 1998; [12] Macchina del Tempo settembre 2002; [13] Monica Maggi, Grazia 19/9/2006; [14] Agi 29/8/2007; [15] secure.condomania.com; [16] Stephen Glass, The New Republic – Courrier International 29/4/1998; [17] Davide Burchiellaro, Panorama 25/3/2004; [18] magazine.foxtv.it; [19] Onda Tv 13/1/2006.

Massì, sorridiamo anche un po’ pensando se “gestante” sia un participio presente o un preservativo imperfetto, ma non dimentichiamoci mai dell’utilità di questo prezioso oggetto!!!!

Via: ALTRIMONDI.IT

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2 risposte a 1° Dicembre, Giornata mondiale contro l’AIDS

  1. elisabetta ha detto:

    A nessuno è venuto in mente di chiamarlo “bavaglio”… peccato… eppure è un termine oggi tanto di moda!!!!!!
    eli

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