Sette vite sull’asfalto.

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Sette morti e tre feriti gravi tra un gruppo di ciclisti che stava percorrendo in direzione sud la Statale 18, nel comune di Lamezia Terme, al chilometro 372.

Il gruppo è stato investito in pieno da una Mercedes condotta da un marocchino, drogato,  con un bambino a bordo, rimasti a loro volta feriti.

Le condizioni dei tre superstiti, ricoverati uno all’ospedale di Catanzaro e gli altri due all’ospedale di Cosenza, sono gravi. Le condizioni dell’investitore e del bimbo che viaggiava insieme a lui, invece, non destano preoccupazioni.

Questa la fredda, terrificante notizia.

Come commentarla? Non lo so. E’ grossa la tentazione di parlare di certi risvolti dell’immigrazione, ma me ne astengo perché non ho dati sulla frequenza e sulla gravità degli incidenti stradali causati da immigrati. Forse le Compagnie d’Assicurazione ne sanno di più. Lo dicano.

Diciamo allora che poteva capitare a chiunque? No. A chiunque no, ma a troppi sì. Non dimentichiamo mai che quando abbiamo un auto in mano, abbiamo un ordigno potenziale innescato pronto ad esplodere e usiamo la testa. Non c’è nulla al mondo che possa giustificare un assassinio sulle strade, perché di assassinio si tratta.

Ricordiamocelo.

 

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8 risposte a Sette vite sull’asfalto.

  1. Quarchedundepegi ha detto:

    Sono d’accordo con te quando dici che non sai come commentare la notizia. Io mi faccio però una domanda:”Come mai quando si viaggia in autostrada non si incontra quasi mai la POLIZIA STRADALE? Come mai se si va a prendere un caffè all’Autogrill allora sì che si incontra la pattuglia che prende il caffè (o altro)? Mi è già successo di percorrere più di trecento chilometri senza incontrare l’ombra di polizia o carabinieri. Come mai?”.
    Non voglio dire che sia colpa degli “Angeli Custodi”, ma se si facessero vedere un po’ di più credo non ci sarebbe niente di male.
    Inoltre, qualche controllo sistematico non ci starebbe male

  2. Quarchedundepegi ha detto:

    Non ho voluto restringere il “dovere” della polizia solo sulle autostrade. In ogni caso la polizia non dovrebbe essere qui solo per reprimere, ma anche per controllare. Se controlla quando ci sono sette cadaveri stesi sull’asfalto…
    La “presenza” può agire anche come deterrente.

  3. patrizia ha detto:

    la colpa
    è nostra che non mettiamo limiti a chi guida ubriaco o drogato il ritiro della patente dovrebbe essere definitivo o almeno per 5 anni compreso il sequesrto della macchina,le pene quali pene non ha nemmeno gli occhi per piangere…..certa gente

  4. elisabetta ha detto:

    La strage di Lamezia Terme, hai ragione tu, non è commentabile e la si può annoverare proprio come assassinio di massa….

    Ma vorrei anche rendere evidente la difficoltà che si ha, quando si viaggia su strade provinciali, spesso troppo strette, e si incontra un folto gruppo di ciclisti (e ciò succede soprattutto in primavera ed estate) e non poter per lunghissimi tratti superarlo…. perchè il gruppo è troppo folto (e a volte viaggia non in fila indiana)…. e anche quando finalmente ti riesce ad avere la strada libera superi sempre col timore di trovarti improvvisamente quello che si sposta più al centro e devi fare molta attenzione a non urtarlo.
    Certo che nelle strade, in molte strade (e parlo delle statali e provinciali non sufficientemente larghe) questo inconveniente lo abbiamo provato tutti (ciclisti compresi, perchè pure i ciclisti quando non siedono sul sellino, andranno in auto)… e queste strade non sono strutturate con piste ciclabili che fovorirebbero e renderebbero più sicuri gli automobilisti e gli amanti delle due ruote.

    Termino con un doloroso e triste pensiero a quelle sette vittime e a tutti una doverosa preghiera.

    eli

  5. Quarchedundepegi ha detto:

    Certamente le strade strette sono pericolose.
    Se ci fossero più controlli, almeno gli ubriachi potrebbero essere scoperti facilmente, bloccati e “ammoniti” in modo tangibile. Si potrebbe evitare qualche morto; inoltre il passaparola potrebbe agire da deterrente.
    È meglio prevenire o curare?

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