Due casi: gemelle, undici anni dopo, e l’utero di Elton John

Cosa ne pensate di questa notizia? La riporta Il Corriere di oggi in questo articolo a firma Isabella Bossi Fedrigotti :

Sorelle, ma a distanza di 11 anni
Nate tutte e tre grazie all’inseminazione artificiale,le prime due nel 1999, la terza nel 2010

C’è chi rimarrà sbigottito, sbalordito, senza parole di fronte a un evento come questo, mai accaduto prima al mondo, una terza gemella venuta alla luce undici anni dopo le prime due, e somigliantissima a loro, quando erano in fasce. Nate tutte e tre naturalmente grazie all’inseminazione artificiale, le prime due nel 1999, la terza quando i genitori – una coppia inglese, Adrian e Lisa Sheperd – hanno avuto desiderio di un altro figlio e sono ricorsi a uno dei dodici embrioni «di riserva» che erano stati congelati undici anni fa.

C’è poi chi si strapperà le vesti, dirà che il mondo va alla rovescia, che l’ardire degli uomini e delle donne ha passato i limiti, che egoismo e senso di onnipotenza violano le più profonde regole della natura, che i figli non sono merce che si ordina su catalogo fissando la data di consegna quando fa più comodo, che chi presiede a queste strabilianti macchinazioni altri non è se non il dottor Frankenstein in persona.

E poi ci sarà chi dice che un figlio è un figlio, che sia venuto al mondo alla vecchia maniera tradizionale, che sia arrivato – per adozione – da un Paese lontano o che, invece, sia sbucato dal gelo tecnologico di una provetta. Né saprà dire, quest’ultimo, quali siano i genitori più egoisti e quali, invece, i meno: quelli che, pur di avere un bambino, si sottopongono a interminabili ostinate cure, quelli che affrontano attese di anni prima di essere giudicati idonei ad adottarne uno oppure quelli ai quali i figli vengono così, spontanei come regali, al primo tentativo, magari senza neppure averli particolarmente desiderati?

Si possono ben comprendere tutti quanti, gli sbalorditi, gli indignati e i compiaciuti: ognuno ha le sue ragioni, forse impossibile trovare un giudizio comune. E se per un verso viene da condividere con tutto il cuore il pensiero positivo di chi dice che un figlio è un figlio, per l’altro è difficile che non baleni nella mente l’immagine di quegli undici potenziali fratellini delle tre gemelle destinati a rimanere nel ghiaccio: soltanto grumi di cellule o già infinitesimale, microscopica umanità?

Io, lo confesso, sono molto perplesso, ma se una cosa posso dire è che questa cosa non mi piace.

Aggiornamento del pomeriggio:

Ma c’è anche di peggio !!! Ed ecco la notizia ANSA delle ore 12:

Elton John diventa papà
Il bimbo nato da madre surrogata in California

Elton John (ndr: 63 anni) e il suo partner sono diventati i genitori di un bimbo nato da una madre surrogata in California il giorno di Natale. Lo ha riportato US Weekly.

Zachary Jackson Levon Furnish-John è il primo figlio per la rockstar britannica e il regista canadese David Furnish (ndr: 48 anni), che stanno insieme dall’inizio degli anni Novanta. “Siamo sopraffatti dalla felicità e della gioia in questo momento davvero speciale”, hanno detto i due.

Non chiedetemi chi è il padre. Avranno “fatto a mezzo”?

PS – Di un terzo caso parlo nei commenti, ai quali rimando chi ne fosse interessato. Cinque anni fa un ragazzo di allora 15 anni, tale Charlie Lowden venne convinto da due lesbiche, la zia Sarah e la sua compagna Claire, a donare loro, segretamente il proprio seme.Dalla donazione sono nati due bambini ora di 5 e 2 anni. Il destino ha voluto che Charlie morisse , all’età di 20 anni, e la morte improvvisa del ragazzo ha indotto la zia a raccontare la verità alla mamma di Charlie, sua sorella Lynn, per consolarla dal dolore per la perdita del figlio. Ed è così che Charles Lowden e la moglie Lynn hanno scoperto di essere nonni.

Via:  Il CorriereANSA

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12 risposte a Due casi: gemelle, undici anni dopo, e l’utero di Elton John

  1. marisamoles ha detto:

    Sono d’accordo con te: anch’io sono molto perplessa. Non mi schiero contro l’inseminazione artificale tout court, purché non venga fatta a cinquant’anni. Quello che non approvo è il congelamento degli embrioni il cui destino, almeno per la maggior parte di essi, è quello di finire nelle immondizie. La Fedrigotti si chiede: «soltanto grumi di cellule o già infinitesimale, microscopica umanità?» e provocatoriamente non risponde. Per me un embrione è già vita e, con tutto il rispetto per le scelte altrui, non puoi fartene una scorta.

  2. Quarchedundepegi ha detto:

    Anche a me non piace. Trovo però molto interessante constatare a quali livelli riesca ad arrivare l’egoismo. Anche l’amore può essere egoismo (dovrebbe essere altruismo!).
    In ultima analisi dato che potrebbero aver tutti ragione, entra in azione il Manzoni. Ve lo ricordate?

  3. frz40 ha detto:

    Ma non c’è limite al peggio. Leggete l’aggiornamento: Elton John, ndr: 63 anni, e il suo partner David Furnish, 48, sono diventati i genitori di un bimbo nato da un utero preso in prestito da madre surrogata in California.

  4. frz40 ha detto:

    Tanto per completare l’informazione:
    1) non ho idea di quanto costi tenere per 11 anni dodici provette, ma di sicuro mi vien da pensare che dietro le quinte si nasconda, anche in questo caso, un bel business.
    2) leggo invece che il mercato degli uteri in affitto ha prezzi ben precisi: negli Usa si va da 120 mila a 200 mila dollari (90-150 mila euro). Meno in Canada con 90-120 mila dollari (70-90 mila euro) o in India – nuova mecca per le inseminazioni – dove si scende a 20 mila euro.

  5. Quarchedundepegi ha detto:

    Quella di Elton John è proprio bella. Avremo presto la multinazionale dello spermatozoo o un nuovo tipo di “Sette sorelle” che anzichè vendere petrolio metteranno uteri a disposizione…
    Questo è il momento buono per andare a caccia delle azioni più o meno “privilegiate”.
    Avrei bisogno di un antiemetico.

    • frz40 ha detto:

      Mi vien da ripensare a certe povere storie del nostro Sud, venute alla luce anni fa e forse non del tutto sparite, in merito a certi bambini procreati al solo scopo di essere ceduti a qualche coppia che non ne poteva avere. Una sorta di puerpera per conto, insomma. Nulla di nuovo sotto il sole dunque, salvo i “mammi” gay, il contributo della chimica e il fatto che costassero molto meno. Ma che tristezza.

  6. marisamoles ha detto:

    Ammiro la finezza “professionale” di quarchedundepegi e ne condivido il concetto.

    Che tristezza. lo dico anch’io.

    PS. per frz

    Attento che qualcuno di nostra conoscenza potrebbe partire all’attacco! 🙂 Ma forse è andato a festeggiare lontano l’anno nuovo. Peccato, perché con il supporto del nostro amico di Pegli ci sarebbe da divertirsi.

  7. Quarchedundepegi ha detto:

    @Marisa
    Mi fa molto piacere essere “divertente”. Infatti credo che, di fronte a certe notizie, ma ancor più di fronte a scenarii commerciali che avremo nei prossimi anni, ci sarebbe molto di più da piangere.
    La Famiglia sulla quale dovrebbe poggiare una società sana diventa sempre di più un’”opinione”.
    Ha ragione Frz40; non è il caso di polemizzare oltre. Non saremo sicuramente noi a fermare l’ingordigia imperante in questo campo.
    Il nostro pensiero non sarà però inutile.
    Purtroppo, per ragioni di salute (niente di grave), non ho potuto andare in Liguria.

  8. frz40 ha detto:

    Completa il trittico di questo tipo di storture la notizia riportata dal Corriere di oggi che proviene da Bedlington, nel Northumberland, in Inghilterra.
    Cinque anni fa un ragazzo di allora 15 anni, tale Charlie Lowden venne convinto da due lesbiche, la zia Sarah, alla quale il ragazzo era molto legato, e la sua compagna Claire, a donare loro il proprio seme dopo che quest’ultima aveva avuto un aborto in seguito alla fecondazione di un altro donatore.
    Dalla donazione sono nati due bambini ora di 5 e 2 anni e le due donne si sono sposate con rito civile a luglio dell’anno scorso, dopo 14 anni di relazione.
    La donazione, che era stata sempre tenuta segreta, è venuta alla luce perché il destino ha voluto che Charlie morisse nel dicembre scorso, all’età di 20 anni, per le complicazioni sopraggiunte dopo una banale operazione di ernia.
    La morte improvvisa del ragazzo ha indotto la zia a raccontare la verità alla mamma di Charlie, sua sorella Lynn, per consolarla dal dolore per la perdita del figlio.
    Ed è così che Charles Lowden e la moglie Lynn hanno scoperto di essere nonni.
    Da un lato un fatto commovente, ma che pasticcio !!!!!
    La notizia

  9. quarchedundepegi ha detto:

    A questo punto credo proprio di dover prendere in considerazione il detto:
    IL SILENZIO È D’ORO.

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