Il messaggio di Fine Anno del Capo dello Stato.

 
Non è stato un bel discorso, anche se ha fatto registrare ascolti record: 13 milioni di Italiani davanti alla tv. Come per una finale di Coppa del Mondo di calcio. Brutto segno: quando la gente si aggrappa alla speranza di sentire cose nuove, vuol dire che ha perso la certezza nelle cose di tutti i giorni.

Che cosa ha detto:

Che la gente non ha più fiducia nella politica. E’ vero. Non può averne con questi attori al governo e all’opposizione. Non costruiscono nulla, né gli uni, né gli altri. Ha parlato di «distacco allarmante tra politica, società, forze sociali e giovani generazioni» e ha detto: «Ribadisco l’esigenza di uno spirito di condivisione – da parte delle forze politiche e sociali – a fronte delle sfide che l’Italia è chiamata ad affrontare; e l’esigenza di un salto di qualità della politica». Non si illuda, con quelli che ci sono non ci saranno né spirito di condivisione né salti di qualità. Solo polemiche e contrapposizioni per partito preso. Per molti anni ancora.

– Che non dobbiamo farci «paralizzare dall’ansia della crisi economica». Non è l’ansia che ci paralizza è che proprio mancano i presupposti per le nuove iniziative. Da troppi anni il Paese ha perso di competitività e, quindi, di attrattività.

– Che il debito pubblico rischia di soffocarci. Possiamo di questo dire grazie a chi ce l’ha lasciato in eredità con anni dissennati di politica sociale (pensioni e sanità) e di sperpero di denaro e risorse che non potevamo permetterci. L’invito è che tutti paghino le imposte. Ma siamo uno dei Paesi con il più alto prelievo fiscale in percentuale sul reddito e il redito poco a poco non c’è più. Le aziende chiudono, i piccoli e medi commercianti spariscono, i consumi si contraggono. Combattere l’evasione è cosa giusta, ma è una goccia in un mare che sta asciugandosi.

– Ha parlato di “Reggere la competizione in Europa e nel mondo” e ha detto che per “accrescere la competitività del sistema-paese, comporta per l’Italia il superamento di molti ritardi, di evidenti fragilità comporta lo scioglimento di molti nodi,riconducibili a riforme finora mancate” Non basta “reggere”. Mentre noi “reggiamo” gli altri corrono. Occorrerebbe cambiar marcia. Non abbiamo il tempo per “sciogliere” i nodi, occorrerebbe tagliarli, ma non lo può far nessuno.

– Ha parlato di Napoli dicendo: «lasciatemi rivolgere queste parole di incitamento a una città per la cui condizione attuale provo sofferenza come molti in Italia. Faccia anche a Napoli la sua parte ogni istituzione, ogni cittadino, nello spirito di un impegno comune, senza cedere al fatalismo e senza tirarsi indietro». Non è fatalismo: è Mafia . E non è solo a Napoli.

– Ha parlato di violenza dicendo “A tutti rivolgo ancora la più netta messa in guardia contro ogni cedimento alla tentazione fuorviante e perdente del ricorso alla violenza” E’ la parte del discorso che più mi preoccupa, perché lo riconosce: la violenza esiste e i burattinai non mancano.

– Si è rivolto spesso e sopratutto ai giovani ed è stato giusto: sono loro la nostra unica speranza, ma non quelli che salgono sui tetti o spaccano le vetrine e incendiano le auto in sosta. Sono quelli che studiano e lavorano in silenzio e che, purtroppo, in molti se ne andranno all’estero.

Questo ha detto il Capo dello Stato. Avrei voluto sentirgli dire che siamo un grande popolo di un grande Paese, ma non proprio potuto dirlo. Avrei voluto sentirgli fare un discorso di Capodanno, ma è stato solo un discorso di Fine d’ anno.

Questo il video del Messaggio

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Una risposta a Il messaggio di Fine Anno del Capo dello Stato.

  1. elisabetta ha detto:

    Che dire…. Ha fatto un discorso da buon padre di famiglia…

    E, il Presidente Italiano, è il nostro buon padre … ma purtroppo non ha ne mezzi propri ne potere assoluto, quindi non può far altro che fare un elenco (e in questo caso purtroppo solo negativo) di tutto ciò che il nostro Paese avrebbe bisogno….

    Sono tutte cose che ognuno di noi conosce, che ognuno di noi vorrebbe veder realizzate, che ognuno di noi auspica che vengano lette e ascoltate da chi può prendersene carico e soprattutto da coloro che vogliono metterci tutta la buona volontà, l’onestà e la dignità…..

    A noi, che abbiamo ascoltato e condiviso questo messaggio e queste speranze, non resta che fare a noi stessi l’augurio che anche il nostro Presidente fa a tutto il Paese.

    eli

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