Le pagelle ai professori.

A pag 34 del Corriere di ieri, l’ importante pagina degli articoli di fondo del quotidiano, ho letto questo interessante parere a firma Giorgio De Rienzo (1) su un tema che ho più volte trattato e che mi sta particolarmente a cuore.

VALUTARE ILMERITO DEI PROF: UN PASSO AVANTI PER LA SCUOLA.

Dice:

La sperimentazione del sistema di valutazione dei docenti voluta dalla Gelmini probabilmente non partirà.

Su 625 scuole a Napoli a cui era stata proposta hanno accettato solo cinque, su 118 a Torino una sola. Si ha l’impressione di un’alzata di scudi corporativa o di una risposta indispettita alla politica dei tagli, ma i docenti hanno qualche ragione: che senso ha premiare i colleghi più bravi con una quattordicesima mensilità da parte di una commissione formata dal preside e da due docenti eletti dal Consiglio d’istituto, più da un rappresentante dei genitori che farà praticamente da spettatore? Il criterio va riveduto, se si vuole salvare il principio della valutazione effettiva del merito, tenendo conto, per esempio, delle situazioni di partenza oggettive delle singole classi e dei risultati relativi raggiunti (grazie all’impegno dei docenti) in base alla situazione di partenza.

Un’altra via molto più avanzata potrebbe essere quella deliberata l’anno appena passato dal Consiglio d’istituto di alcuni licei milanesi secondo cui anche i genitori (e, dove possibile, gli studenti) potranno dare entro la fine dell’anno le pagelle ai loro professori.

Una delibera che è stata presa all’unanimità, cioè con il consenso di tutti e quindi anche dei professori, i quali così dimostrano di accettare serenamente un giudizio sul loro insegnamento e non si chiudono più in una difesa corporativa. Certo, sarebbero da definire tutte le modalità. Ma intanto, anche se per ora solo in teoria, sarebbe un bel passo avanti nel confronto leale di chi vive nella scuola. Alla lunga aprirebbe un vero dialogo tra chi impartisce un insegnamento e chi l’apprende.

Sarebbe un passo avanti che potrebbe portare molto di buono. Non ci si attendono rivoluzioni né tanto meno giochi meschini di ritorsioni: le controparti dovrebbero cercare di impegnarsi a premiare l’impegno e magari a denunciare casi di assenteismo. Sarebbe un passo gigantesco che porterebbe finalmente in primo piano il merito effettivo, non solo di competenze, ma anche di efficacia didattica e di dedizione da parte chi sta in cattedra.

Leggo che la Gelmini sta faticosamente annaspando alla ricerca di consensi per la sua sperimentazione e ha coinvolto anche Milano e Cagliari, dopo aver tentato, inutilmente, di ampliare la proposta alle province di Torino e Napoli .

I suo progetto, tuttavia mi pare che abbia ben poche speranze di successo vista l’opposizione della maggior parte degli insegnanti

Non c’è speranza, caro De Rienzo. Se gli insegnanti si oppongono alla sperimentazione del progetto degli esperti della Gelmini, figuriamoci cosa direbbero di un progetto «secondo cui anche i genitori (e, dove possibile, gli studenti) potranno dare entro la fine dell’anno le pagelle ai loro professori», tanto più se a questo fosse legata una parte di retribuzione.

Ciò che vogliono gli insegnanti è la quattordicesima per tutti, e non un premio da conquistare anno per anno in base ai meriti dimostrati.

E pensare in tutte le attività il giudizio del cliente è fondamentale e, come ho scritto quasi due anni fa in questo post, “Maturità. E se dessimo i voti ai professori?”, gli alunni e i loro genitori sono i veri “clienti” della scuola.

E la customer satisfaction non è un optional. Sarebbe, sì, «un passo gigantesco che porterebbe finalmente in primo piano il merito effettivo», ma forse gli insegnanti pensano che i “clienti” sono loro e non faremo mai nemmeno il passo della formichina.

.
(1) Giorgio De Rienzo è nato e vive a Torino, dove ha insegnato Letteratura italiana contemporanea all’Università. Collabora al “Corriere della Sera”. Studioso dell’Otto e Novecento ha pubblicato numerosi saggi su Manzoni, Carducci e Fogazzaro, sugli scrittori toscani e piemontesi dell’Ottocento, su Panzini e Gozzano. (da questa fonte)

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10 risposte a Le pagelle ai professori.

  1. Pingback: Le pagelle ai professori. | Frz40's Blog

  2. Quarchedundepegi ha detto:

    Come dici giustamente le Famiglie sono i veri clienti della scuola…
    Più volte, anche quando facevo il medico, mi son trovato a dire al paziente che, nello stesso modo come lui aveva bisogno del medico, il medico aveva bisogno del paziente
    Nella scuola il “docente” ha bisogno del “discente”. È quindi la Famiglia il vero cliente che, anche se non ha sempre ragione, avrà qualcosa da dire.

    • frz40 ha detto:

      Capita spesso che i “clienti” non abbiano ragione. Ma questo non vuol dire che il cliente debba passare in seconda o terza linea e non debba essere ascoltato e, se del caso, magari anche educato.

      Cercare la soddisfazione del cliente è fondamentale per essere apprezzati. E la maggior parte delle famiglie sanno benissimo quali insegnanti apprezzare e quali no.

  3. marisamoles ha detto:

    La maggior parte delle famiglie sa apprezzare docenti come il “nostro” Matteo Veronesi che si presenta così: «Con me sono tutti contenti, dato che faccio andar bene tutti per non avere noie, e alunni e genitori non chiedono altro: i primi perché non desiderano davvero acquisire una formazione culturale, specie umanistica, che oggi non serve a nulla e non viene apprezzata, semmai derisa, i secondi perché sanno benissimo che il futuro professionale dei loro figli non dipende certo dalla conoscenza del latino, ma dalle raccomandazioni di cui potranno dotarli.»

    Se poi aggiungiamo anche la valutazione dei titoli, tanti come lui che «con un perfezionamento, una specializzazione, un dottorato di ricerca e ottanta pubblicazioni, una quattordicesima la meriterei, credo», ecco il ritratto del docente che sarebbe premiato per il “merito”.

    Avvilente.

    P.S. Per i tuoi lettori che non hanno seguito la discussione sul mio blog e non sanno di chi sto parlando, ecco il link del post

    • frz40 ha detto:

      Lascio a te ogni apprezzamento su Mateo Veronesi, ma dissento dall’affermazione sulla maggiro parte famiglie.

      Questo non vale per la mia famiglia e, credo, per moltissime altre. Ricordo ad esempio, ne avevi parlato sul tuo blog, il caso di una classe che si era ribellata ad un prof scalda cattedre che non preparava gli allievi per la maturità.

      Se poi fosse vero che il sistema scuola è degradato a tal punto, non ci sarebbe altro da fare che da chiedersi di chi sia la maggior colpa di averlo lasciato degradare così. Di chi lo gestisce dall’interno o di qualcun altro?

  4. Quarchedundepegi ha detto:

    Il Signor Matteo Veronesi “personifica” l’italiano medio e dimostra che in Italia le cose potrebbero andare meglio (anzichè dire che vanno male).
    Questo signore mi è veramente molto simpatico. È il classico furbetto e “dritto” che fa ben poco di positivo, non costruisce nulla, contribuisce sicuramente al PIL dato che probabilmente paga la benzina (o il gasolio) ma, quando bisogna protestare, se è pericoloso manda avanti gli altri, se la situazione è tranquilla si ritrova in prima fila.
    Se continuerà così e, un bel giorno, dovesse decidere di diventare ricco, potrebbe anche ben figurare a Montecitorio…
    Mi fermo qui.

  5. marisamoles ha detto:

    Sì, ricordo quel fatto e ho riletto il post in questione. Ma in quella circostanza avevo sottolineato che è perfettamente inutile protestare dopo l’esame di stato, meglio farlo prima e discutere con il docente interessato su una possibile soluzione. Però, e il “però” c’è sempre, finché il prof dava voti alti, non interrogava quasi mai e lasciava che si copiasse durante le verifiche, alla classe tutto ciò andava bene. E credo che, nel caso fosse stata richiesta una valutazione di quel professore durante l’anno – o gli anni -, pochi avrebbero scritto le cose su cui DOPO hanno protestato, mandando la lettera ad un quotidiano. Dalla maggior parte degli studenti, probabilmente, sarebbe stato un considerato un bravo professore. E sai perché? Perché l’esame di stato lo dovevano ancora fare. 😦

    A parte che io tutto questo “degrado” nella scuola attuale non lo vedo -non esageriamo, facendoci condizionare da quello che scrivono i giornali o dalle statistiche che, come ha sottolineato più volte qualche esperto, lasciano il tempo che trovano – tuttavia, se, diciamo così, la scuola sta attraversando un brutto momento è perché solo ora, presumibilmente per motivi politici, si sta gettando fango su di essa. Senza contare che, come capita spesso in questo tipo di corcostanze, non si parla mai di ciò che funziona ma solo di ciò che non funziona. E quarchedundepegi potrà confermare che anche per la Sanità vale lo stesso “principio”.
    In ogno caso, ammettendo la crisi della scuola, soprattutto come istituzione, credo che la colpa sia dovuta al fatto che NESSUNO controlla mai il buon funzionamento degli istituti, i presidi spesso coprono situazioni negative per mantenere il buon nome della scuola e c’è la tendenza ad approfittarsi di questo mancato controllo, da parte di alcuni, ovviamente. Per questo approvo l’ipotesi, esposta dal professor Israel, di affidare il compito di valutare i docenti agli ispettori, unici in grado di dare un giudizio oggettivo e disinteressato, basandosi, ovviamente su dei parametri prestabiliti. Anche se … il dubbio che gli ispettori possano essere, diciamo così, facilmente influenzabili, magari con qualche “premio”, rimarrà sempre. Io, tuttavia, sono una persona fiduciosa, in questo caso. Del giudizio spassionato di studenti e famiglie mi fido molto meno.

  6. frz40 ha detto:

    Per degrado della scuola mi riferisco ai prof scalda cattedre e a famiglie ed alunni felici se non imparano nulla ma hanno buoni voti. Se così non è, meglio. Ma sei tu Marisa che hai detto “la maggior parte delle famiglie sa apprezzare docenti come il “nostro” Matteo Veronesi”.

    Quanto alle ispezioni e controlli, concordo. Ben vengano.

  7. marisamoles ha detto:

    Io non ho detto che la maggior parte degli insegnanti siano come Veronesi (caso mai lui sostiene che noi “missionari” siamo una minoranza) ma, nel caso ci siano docenti come lui, la maggior parte dei genitori sarebbero ben pronti ad apprezzarlo. Spero di aver chiarito.

  8. Pingback: UN SISTEMA DI VALUTAZIONE NELLA SCUOLA???? « gpsmogliano

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