113 bambini da Haiti a Parigi

La notizia mi era francamente sfuggita ed ho anche fatto fatica a rintracciarla.

E’ del 22 dicembre u.s. ed è quella dei 113 bambini haitiani giunti all’aeroporto parigino di Roissy, con i genitori francesi adottivi pronti ad abbracciarli.

E’ una bella notizia, anche se tardiva, che apre il cuore alla speranza e mi piace farvene parte per aprire questa settimana.

Non è priva di aspetti negativi. Haiti è dilaniata dai saccheggi, dal colera, da bande criminali, dalla corruzione e i programmi di aiuto e di adozione sono ostacolati dalla burocrazia interessata. Che pena.

La Repubblica (questo il link) aveva riportato la notizia con un servizio fotografico dal quale ho tratto la foto, con questo commento:

«Spaventati, in lacrime, abbracciati ai loro nuovi genitori. Sono arrivati stamattina a Parigi i primi bambini haitiani che sono stati adottati dalle famiglie francesi dopo il terremoto nell’isola del gennaio scorso. Oltre trecento piccoli rimasti orfani hanno viaggiato a bordo di un aereo di Stato per raggiungere la loro nuova casa in Francia. All’aeroporto di Roissy, un’apposita area del Terminal 2 è stata riservata per loro, con l’assistenza di medici e psicologici per accoglierli. Scene di commozione, quando i neo-genitori hanno per la prima volta, dopo una lunga attesa, potuto abbracciare i figli adottivi. Le famiglie francesi chiedevano da tempo di velocizzare le procedure, ma il ministero degli Esteri temeva di non rispettare tutte le regole e garanzie per i bambini previste nel caso di adozioni internazionali (di ANAIS GINORI)»

Non so quali siano le “regole e le garanzie”, forse l’amico Giorgio ne sa di più, ma so che anche le famiglie italiane ne sono interessate e mi stringe il cuore pensare a quanti piccoli, nel frattempo, il colera abbia cancellato la vita.

E’ degli stessi giorni la notizia del bimbo di Elton John ai quali i nostri media hanno dato ben altro risalto.

Delle due cose parla Marcello Veneziani in un suo editoriale per Il Giornale, in questi termini:

«È finito l’anno di Elton John neo-mamma. Tutti a congratularsi con la rock star e con suo marito per il figlio in provetta. Nessuno che abbia avuto il coraggio di indignarsi per la mortificazione della donna, ridotta ad animale sfruttato, anzi a macchina per sfornare figli e poi cederli al danaroso acquirente. Il dogma gay schiaccia anche i diritti della donna e la denuncia dello sfruttamento biologico dei ricchi sui poveri. A proposito di figli, meglio l’esempio delle 113 mamme francesi che qualche giorno fa sono andate a prendersi i rispettivi bambini adottivi, rimasti orfani per il terremoto di Haiti. Erano belle a vedersi quelle mamme raggianti che hanno dato un futuro a quei bambini.

Erano belli a vedersi quei bambini benvestiti che guardavano con stupore l’aereo e poi Parigi, nei loro occhi splendeva l’incanto di una rinascita dopo il dolore e il terrore. Piuttosto che i capricci di una gay- star che vuole un bambolotto tutto suo e lo commissiona a un utero in affitto, meglio quelle mamme che hanno salvato dalla miseria e dai ricordi atroci quei bambini. Benvenuti in Europa, bentornati alla vita».

Sì, benvenuti, ben arrivati !!!
.

L’articolo completo di Veneziani che tratta di molti temi di fine d’anno, “E’ finito l’anno delle escort”, lo trovate qui, via I diritti del cittadino. it

 

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11 risposte a 113 bambini da Haiti a Parigi

  1. Quarchedundepegi ha detto:

    Mi è piaciuto molto “Elton John neo-mamma”.
    Evviva per quei bimbi haitiani fortunati nella sfortuna.
    Nausea per il gay neo mamma.

  2. tania ha detto:

    DESIDERO ABBRACCIARE VIRTUALMENTE UNO PER UNO QUESTI TENERISSIMI BAMBINI CHE AMO, AI GRANDI SI DEVONO DEI RIGURDI , MA A LORO SOLO LA VERITA ‘ !!!!!!!!IL MIO CUORE SCOPPIA D’ AMORE PER VOI VORREI ESSERE A PARIGI PRONTA A CONOSOLARE , COCCOLARE , DONARE TUTTA ME STESSA ANCHE SOLO PER UN SORRISO DI QUESTI ADORATISSIMI GIOIELLINI , CHE SANNO DARE TANTO AMORE !!!!!! AI GENITORI LA MIA STIMA LA MIA SIMPATIA , ANZI UN AFFETTO PROFONDO PER QUESTO NOBILE. GESTO PER QUESTO DEDICO LORO QUESTA POESIA : UN DONO
    ACCENDI UN SORRISO. REGALALO A CHI NON L’HA MAI AVUTO . PRENDI UN RAGGIO DI SOLE , FALLO VOLARE LA DOVE REGNA LA NOTTE . SCOPRI UNA SORGENTE, FA BAGNARE CHE VIVE NEL FANGO . PRENDI UNA LACRIMA , PASSALASUL VOLTO DI CHI NON SA LOTTARE . SCOPRI LA VITA , RACCONTALA A CHI NON SA CAPIRLA, PRENDI UNA SPERANZA, E VIVI NELLA SUA LUCE , PRENDI LA BONTA’ E DONALA A CHI NON SA DONARE , SCOPRI L’AMORE E FALLO CONO0SCERE AL MONDO GANDHI

  3. Giorgio ha detto:

    @ frz
    Come ben sai, colgo volentieri gli inviti! 🙂 Se poi è l’argomento della mia vita, ancor di più!
    Primo post, tecnico.
    Cerco di non entrare troppo nel dettaglio delle procedure e dei controlli che vi sono per l’adozione internazionale, tentando di dare un panorama generale.

    A fissare i principi per la protezione dei minori e la cooperazione internazionale in materia di adozione vi è la Convenzione dell’Aja del 1993.
    I Paesi ratificanti (tra cui l’Italia, nel 2000) hanno promulgato leggi che disciplinano i modus operandi sul tema, ovviamente in applicazione della convenzione stessa.

    Il principio cardine della convenzione è: L ’Adozione Internazionale è consentita solo se per quel bambino abbandonato non si è trovata, dopo aver tentato tutto il possibile, altra soluzione. Deve essere, insomma, l’”ultima spiaggia”.

    Ne consegue che l’operato degli Stati, delle Associazioni che si occupano di adozioni, dei potenziali genitori deve essere improntato alla centralità dei diritti del bambino, con attivazione di iniziative concrete e verificabili per:
    1. Prevenire l’abbandono (progetti umanitari, sostegni a distanza, campagne di aiuto e di formazione)
    2. Favorire il ritorno dei minori nei nuclei familiari d’origine (progetti come sopra)
    3. Cercare per i minori una famiglia adottante nel paese d’origine (cosiddetta adozione nazionale)
    4. Cercare per i minori una famiglia adottante all’estero (adozione internazionale)

    Il primo passo da parte delle Autorità, sia del paese del bambino che del paese della famiglia, deve essere la verifica dell’effettivo stato di abbandono. E per effettivo si intende proprio quello che dicevo: deve essere un bambino per il quale si è tentato di tutto.
    Comportamenti come questi o questi possono anche avere una qualche giustificazione umanitaria, ma non possono essere accettati perché lasciano generalmente spazio a traffici poco chiari.

    Il problema fondamentale resta purtroppo che applicare la Convenzione garantendo così il diritto al bambino di crescere in una famiglia, a causa delle scarsissime risorse economiche ed umane messe in campo dai vari paesi, fa sì che i tempi si allunghino notevolmente. In tal maniera il diritto resta spesso disatteso, semplicemente perché il minore abbandonato nel frattempo cresce e diventa adulto.
    Oppure, in nome del mito dell’appartenenza di “sangue”, si insiste a tutti i costi per il ricongiungimento con la famiglia d’origine o per l’adozione nazionale anche davanti alla palese impossibilità di riuscire nell’opera.

    Insomma, siamo sempre al solito problema: nessun controllo si accorciano i tempi ma si lascia ampio spazio ai delinquenti, maggior controllo si limitano i delinquenti ma si allungano i tempi.
    I tempi si allungano, come dicevo, perché i fondi destinati a questo tema sono insufficienti, siano essi trasferimenti da paesi ricchi a paesi poveri, siano essi assegnati all’interno dei bilanci dei vari paesi.
    Per fare solo un paio di esempi, se non ci sono i soldi per pagare gli assistenti sociali sul territorio come si potrà stabilire legalmente se il bambino è effettivamente in stato d’abbandono? E se non ci sono i soldi per pagare un giudice minorile come si potranno smaltire le pratiche che da anni giacciono sui tavoli dei tribunali?

    L’associazione con la quale ho fatto (e sto facendo) le mie adozioni ha definito l’abbandono dei minori una vera e propria emergenza umanitaria che, però, non ha la visibilità mediatica delle emergenze “classiche” (terremoti, carestie, guerre, etc.).
    E’ un’emergenza che spesso si preferisce negare ed insabbiare, nessuno parla volentieri di oltre 168 milioni (stima ONU 2010) di bambini abbandonati nel mondo. Meglio tenerli nascosti negli istituti o nelle case famiglia. Per molti è sufficiente non siano per strada, non ha importanza se non crescono in una famiglia, con una mamma ed un papà. E l’Italia non fa eccezione.
    Un’ultima considerazione: la volontà politica si esplica anche nelle scelte dei paesi “ricchi”. Nel caso specifico la volontà del governo francese di pagare aerei, accompagnatori, psicologi e spese per il controllo che questi bambini non fossero oggetto di traffico è stata importantissima. Si tratta, tra l’altro, di adozioni il cui iter era stato sottoposto ai dovuti controlli e l’intervento finale è stato deciso per garantire in sicurezza l’arrivo in Francia ai bambini ed ai loro genitori in un momento così tumultuoso per Haiti (colera, scontri per le elezioni…).

    Qui mi fermo: si potrebbero scrivere centinaia di libri con tutte le storie, quelle belle e quelle terribili, che sono accadute e accadono ai bambini abbandonati, ma..il tempo ora mi manca…per fortuna dei lettori! 🙂

    • frz40 ha detto:

      Grazie per le tue precisazioni. E’ più o meno quel che m’immaginavo e capisco che si tratti di un problema serio e difficile da risolvere.

      Da un lato i controlli sono indispensabili per prevenire gli abusi, dall’altro se sono troppi o sono impraticabili finiscono con l’essere controproducenti,

      Peccato che di mezzo ci siano dei poveri innocenti. 😦

  4. Giorgio ha detto:

    @frz
    Secondo post, emotivo.
    Per quanto riguarda gli articoli da te citati non posso che essere d’accordo con il loro contenuto.
    Aggiungo solo che Veneziani ha dimenticato una vittima: il figlio (vedi che pochi ci pensano, ai bimbi?).
    Al bimbo auguro ovviamente tutto il bene possibile, ma ho forti dubbi sul fatto che possa crescere veramente amato, come dovrebbe.
    Un rapporto genitore figlio che nasce già con il genitore che vuole solo soddisfare la sua voglia di genitorialità e la compera, perché di questo si tratta, diventa fin dall’inizio un rapporto sbagliato.

    Si sa, di solito si comperano gli oggetti, non le persone…e gli oggetti non si amano, si possiedono.
    @tania
    Grazie!

  5. tania ha detto:

    Grazie Giorgio , a ricordarci che l’Italia non fa eccezione, Haiti sta nelle nostre citta’ ! Sapessi quando vado nelle case famiglie quanti italiani si trovano nelle stesse condizioni dei bambini stranieri , abbandonati dalle famiglie di origine , oppure seviziati ecc. per fortuna ci sono tante persone di buona volonta’ come te ! ancora grazie e buon pomeriggio

  6. marisamoles ha detto:

    @ Giorgio

    «… se non ci sono i soldi per pagare gli assistenti sociali sul territorio come si potrà stabilire legalmente se il bambino è effettivamente in stato d’abbandono? E se non ci sono i soldi per pagare un giudice minorile come si potranno smaltire le pratiche che da anni giacciono sui tavoli dei tribunali?»

    Triste constatare che per le cose importanti non ci sono mai i soldi. I Paesi “ricchi” dovrebbero prendere esempio dalla Francia, compresa l’Italia.

    @ Tania

    Grazie per la bella poesia ma soprattutto per l’impegno che profondi per aiutare chi non è fortunato come noi.

  7. Giorgio ha detto:

    @tania
    Grazie ancora a te.
    Io…non merito ringraziamenti.
    Come ho già avuto modo di dire, sono quel che sono, il risultato dell’educazione dei miei genitori (ricevuta e non richiesta 🙂 ) e delle vicende della vita (più spesso capitate che cercate 🙂 ).
    @marisa
    già, sempre così. 😦
    Leggendo il bilancio del Ministero della Difesa Italiana, si prevedono di acquistare:
    – ultima tranche di 121 caccia Eurofighter (5 miliardi di euro, già spesi in passato 13)
    – 131 caccia F-35 (14/15 miliardi di euro) per l’aviazione
    – 10 Fregate Fremm (5,7 miliardi di euro) per la marina militare
    – 100 elicotteri NH90 (4 miliardi di euro)
    e la guerra in Afghanistan sta costando (solo all’Italia) circa 2 milioni di euro al giorno.
    😦 😦 😦

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