Morire di dolore.

E’ una notizia triste, ma piena d’amore e di dolcezza. Ve la riporto così come l’ho letta, senza altri commenti:

Dopo sessant’anni passati insieme, ogni singolo gesto richiama un significato. Per Giovanni Battista Puppo svegliarsi significava allungare un braccio e sentire a fianco la presenza dell’amore di sempre: la moglie Teresa. Una mattina di pochi giorni fa, la sua mano ha trovato solo il letto vuoto. Un po’ frastornato ha chiesto spiegazione alle figlie, che gli hanno risposto a occhi bassi: «La mamma è andata a fare una visita, torna presto». L’uomo, alla bella età di 93 anni, non ci ha creduto nemmeno un minuto. Sabato la famiglia ha celebrato il funerale della donna senza dirglielo, per evitargli questo trauma. Lui ha aspettato due giorni e lunedì si è lasciato morire.

Lo dicono i manifesti funebri, attaccati uno a fianco all’altro, su un muro di Voltri: «Ha improvvisamente raggiunto in cielo l’amata moglie Teresa». E lo ripetono commosse le figlie Rosa e Antonietta: «Abbiamo provato a evitargli questo colpo durissimo, lui non stava più bene. Ma non è servito a niente: in cuor suo sapeva cosa era successo: la notte si è svegliato nel sonno e invocava il suo nome. Se n’è andato la mattina dopo».

viaPerde la moglie, muore di dolore- Il SecoloXIX.

Nella foto “L’Angelo del dolore (Angel of Grief)”, l’ultima opera creata dallo scultore americano William Wetmore Story nel 1894. Si trova nel Cimitero acattolico di Roma. (LINK)

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2 risposte a Morire di dolore.

  1. marisamoles ha detto:

    La stessa cosa è successa agli zii di mio marito: è morta prima lei mentre lui era in ospedale. I figli non gli hanno detto nulla ma lui ha capito e si è lasciato morire.
    Storie tristi, è vero, ma testimonianze dell’amore per sempre che ormai, purtroppo, non esiste quasi più.

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