Uno dei tanti pozzi senza fondo.

Ormai lo sapete: mi piacciono i numeri. A leggerli dicono molte cose. Questi sono quelli relativi alla quantità di invalidi che percepiscono una pensione. Li pubblica La Stampa con un articolo del 17 febbraio a firma Paolo Baroni.

Si riferiscono ad un elaborazione della Fondazione Hume su dati Istat 2005.

La provincia di Lecce è quella dove si registra il tasso più alto di pensioni di invalidità: 178 ogni mille abitanti. In pratica, quasi due pensioni ogni 10 abitanti. Seguono Benevento con 170, Oristano e Potenza con 161, Nuoro con 158, poi Pesaro-Urbino con 154, L’Aquila con 153. A chiudere la classifica delle dieci «peggiori» province, Reggio Calabria a quota 149, Agrigento a 147 e Catanzaro a 145.

Dall’altro capo della classifica tutte città del Nord[..] e il dato che balza all’occhio è che tutte le prime dieci città più «virtuose» presentano un numero di pensioni di invalidità che in alcuni casi non arriva a raggiungere un terzo di quelle erogate nelle «peggiori» dieci province. Il primo posto spetta a Milano, con 52 assegni versati ogni mille abitanti, seguono Venezia e Varese con 59, Como con 62, Mantova con 63, poi Verbano-Cusio-Ossola, Savona, Novara e Bergamo con 64 e Torino, al decimo posto con 65.

Quale potrebbe essere il maggior costo delle invalidità fasulle per il nostro Stato? Lo stesso articolo ci dà la risposta:

Applicando in ogni regione le «migliori pratiche» si potrebbero risparmiare 4-5 miliardi di euro all’anno su un totale di 15,5. Cifra che sale a 8-10 miliardi di euro se si considera che una platea di 5-6 milioni di persone, oltre all’invalidità, percepisce a vario titolo anche altri assegni.

Servono commenti?

Via La Stampa

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2 risposte a Uno dei tanti pozzi senza fondo.

  1. Quarchedundepegi ha detto:

    Troppi “furbetti” e troppi “dritti”. W l’Italia.

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