Sugli sbarchi

North-Eastern cliffs of Lampedusa, photo by Ar...

Image via Wikipedia

Riporto questo articolo dal Cucù diMarcello Veneziani, che non mi pare dica cose troppo sbagliate

Chiuso per “tutto esaurito”, prego rivolgersi altrove

Ma non è possibile creare ai bordi del le acque internazionali una Lampedusa2, ovvero una piattaforma per arginare, filtrare, smistare e rispedire gli immigrati? Mi pare l’unica scelta per governare i flussi migratori e impedire altri sbarchi a Lampedusa o altrove. Dovrebbe essere una piattaforma europea, ma siamo stati lasciati soli dai nostri partner ché usano le nostre basi aeree, calpestano i nostri interessi di area ma poi ci escludono dalle conferenze e scaricano su di noi la gestione dei profughi. Noi, a questo punto, visto che buona parte de gli emigrati è di lingua francese, proviene da ex- colonie francesi e vuole andare in Francia, potremmo magari accompagnarli verso l’agognata Francia.

Poi se la vedano loro ad accoglierli o a respinger li. Dovremmo tentare di governare i flussi con realismo, senza a priori ideologi ci, siano essi di tipo utopistico-umanitario o di tipo leghista-sciovinista. Stabili ta la quota d’accoglienza a noi possibile, ripartita d’ufficio per Regioni, oltre quella cifra non si va. Si avvertono governi, media e popolazioni di quel tetto, si avvia una politica per aiutarli in loco, sia come Paesi sia come individui. Ma poi, dopo aver ottemperato con realismo ai nostri obblighi morali e civili di accoglienza e aiuto, sbarramento sulle eccedenze. Non possiamo oltre, tutto esaurito. Che tentino di sbarcare altrove. L’impressione di questi giorni è desolante: vedo un branco di sciacalli che in Italia accusa il governo di ogni cosa e del suo opposto,di respingerli o di farli sbarcare a Lampedusa, più codazzo di me dia che intervistano arroganti santoristi africani,che ci accusano, mentre li accogliamo, di essere razzisti e fascisti.

E poi vedo gli egoisti egemoni del nord Europa che se ne fottono della tragedia: noi bombardiamo e voi gestite gli effetti e le vittime. Uno schifo. Il governo è lasciato solo con gli italiani, dai potenti di fuori e dagli sciacalli di dentro. E senza essere apocalittici, il flusso crescerà, con tutti quei Paesi in rivolta. Sposiamo una norma evangelica: dividiamo il pane con l’affamato,ma non possiamo con torme di affamati. Anche perché una briciola ciascuno non sfama nessuno.

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8 risposte a Sugli sbarchi

  1. Vincenzo ha detto:

    Tutte cose a prima vista condivisibili.
    Peccato che si ignori l’esistenza di un accordo in vigore e preso, credo, addirittura alla costituzione dell’Unione Europea e che delega alle nazioni confinanti la responsabilità dei controlli per gli ingressi nell’Unione stessa.
    Pertanto quando la Francia, ad esempio, restituisce a Ventimiglia gli irregolari provenienti dall’Italia, è nel pieno rispetto delle regole a suo tempo sottoscritte in seno all’Unione.

    • frz40 ha detto:

      Si, certo. Ma mi sembra che le emrgenzedi tipo umanitario, anche se fatte da “irregolari”, meritino qualche eccezione alle regole. Se sono irregolari per la Francia, lo sono anche per noi. Li dobbiamo respingere anche noi fuori dalle acque terrtoriali?

      • elisabetta ha detto:

        Si Franco, penso proprio che a questo punto dovremmo anche noi respingere questo flusso che diventa sempre più numeroso e difficile da gestire.
        Con tutto il rispetto per la solidarietà umanitaria (che mi pare sia andata anche oltre le possibilità dell’Italia) dobbiamo mettere lungo la linea che separa le nostre acque territoriali una barriera di navi che respingano qualunque tentativo di ulteriori infiltrazioni…. Se cominciassimo a fare ciò questi immigranti (molti dei quali perseguiti dalla legge del loro paese) sarebbero scoraggiati dal tentare ancora
        altri sbachi.
        Insomma mi pare che davvero il nostro Governo non abbia il polso e il coraggio di prendere una decisione ferma e risoluta e che questo buonismo e senso umanitario venga fatto pagare soprattutto ai cittadini meno tutelati e in questo mi sento solidale con la popolazione di Lampedusa che ha tollerato anche troppo questo stato di cose….
        Ma non è imbarcando tutta quella gente in 6 navi per smistarle lungo tutta la penisola (ho già sentito che ogni comune al quale è stato assegnato un contingente di profughi, non ne vuole sapere e la popolazione è già sulla difensiva) che si potrà risolvere il problema: ripeto il problema è a monte, DOBBIAMO FERMARE I BARCONI CHE VOGLIONO ANCORA ENTRARE E RISPEDIRE AL MITTENTE QUELLI CHE SONO GIà ARRIVATI.

        eli

      • frz40 ha detto:

        Non lo so. Non vorrei essere io a dover decidere cosa fare. Da un lato, per la maggior parte, si tratta di povera gente che meriterbbe di trovare aiuto; dall’altro, visto che le opportunità di lavoro sono comunque molto scarse, mi chiedo cosa si metterà a fare la maggior parte di loro, che è costituita da giovani sotto i 35 anni. Senza contare le infiltarzioni indesiderate.

  2. Vincenzo ha detto:

    Anche quello che dici è condivisibile, hai ragione.
    Davanti a disgraziati che fuggono da una situazione di guerra civile non solo dovremmo predisporci a qualche forma di accoglienza ma anche attenderci una certa “collaborazione” da parte di tutte le nazioni dell’Unione europea.
    Esiste però il precedente a cui tutti, in seno europeo, fanno riferimento, cioè quello della Germania che accolse dall’est europeo, dopo la caduta dell’URSS, circa un milione di persone.
    La Germania non pretese nè chiese aiuti a nessuno e se li accollò inserendoli gradatamente nella società.
    Noi siamo al collasso per un fenomeno di ben più ridotte dimensioni e, per giunta previsto.
    Non parliamo poi di quelle centinaia di stranieri che, sfuggiti ai controlli dei centri di accoglienza, stanno percorrendo con tutti i mezzi, anche a piedi, le vie per raggiugere i nostri confini al nord.
    Siamo perennemente in contro-piede.

    • frz40 ha detto:

      No, per fortuna credo anch’io che non siamo al collasso e molti, di riffa o di raffa, passeranno i confini verso Nord. Tieni però presente che nessuno li vuole e il peso maggiore rimarrà in casa nostra in un momento non certo favorevole, economicamente e socialmente.

  3. GPS Mogliano ha detto:

    Come espresso anche nell’altro tuo post, la cosa che mi spiazza di piu’ e’ la totale mancanza di un pensiero europeo (non parlo nemmeno di azione, ma del pensiero che dovrebbe anticiparla). Probabilmente sono io che non ci arrivo, ma non mi sembra che la Francia abbia troppo meditato prima dell’intervento in guerra. Forse sono i media che non approfondiscono, ma io non ho ancora capito chi stiamo aiutando in Libia. In questi giorni si parla anche della Siria , secondo me un po’ troppo sbrigativamente: so per certo che ci sono un sacco Di siriani che non si sentono affatto sotto un regime, e’ brutto dirlo, ma non possiamo pensare di applicare la nostra idea Di democrazia anche a quei contesti, come se fosse una bacchetta magica che risolve ogni problema. Poi a me fa sorridere l’idea di Internet come strumento per le rivoluzioni, per farle riuscire le rivoluzioni ci vuole una struttura molto solida e articolata, qualcuno che le guidi…e non mi e’ chiaro chi e’ quel qualcuno in questo momento.
    Circa le persone che sbarcano qui in Italia: non mi e’ chiaro, nonostante le miriadi di chiacchere sul tema, come funziona la procedura di riconoscimento e come intendano garantire la sicurezza dei cittadini vicino ai centri di accoglienza, da cui mi sembra questi signori sono libero di uscire a loro piacimento.

    • frz40 ha detto:

      Quando si fanno le guerre e le rivolte, di qualunque colore esse siano, “va in onda la disinformazione”. Non so se hai avuto modo di ascoltare sul tema il parere di Giuliano Ferrara, ieri sera, dopo il TG1. Lo puoi trovare qui, se ti può interessare.

      Sulla Libia, in particolare, dici bene, quando affermi:«io non ho ancora capito chi stiamo aiutando». Io credo che non stiamo aiutando nessuno, nel senso che l’aiuto umanitario è l’ultima delle motivazioni che ha indotto Francia e Inghilterra, in primis, a sganciare bombe e ad impiegare risorse che costano miliardi e miliardi di Euro. Si stanno facendo i loro interessi in modo losco e l’aiuto umanitario non è nulla più che la “scusa buona” per giustificarli. La “scusa” che, come ho sostenuto più volte in questo blog, non dovremmo mai usare se vogliamo essere onesti con noi stessi.

      E vedrai che l’azione “d’aiuto” non si fermerà alla non-flying zone, ma, prima o poi sfocerà in azioni di terra. Mi chiedo già chi abbia fornito, e continui a fornire, ai ribelli le armi di cui dispongono: un vero e proprio arsenale che qualcuno avrà di certo sovvenzionato e pagato il conto.

      Non mi sembra nemmeno di poter credere che sia la maggioranza della popolazione a voler la fine di Gheddafi. Vedo Tripoli troppo tranquilla. Ma credo che la “disinformazione” non ci aiuti di certo a capire.

      Quanto al “pensiero europeo” credo che sia politicamente del tutto inesistente. Ognuno pensa prima di tutto ai propri interessi economici; il resto vien tutto dopo. Gli sbarchi e i respingimenti ne sono una testimonianza e se l’aspetto umanitario fosse effettivamente prevalente i comportamenti dei vari Paesi sarebbe ben diverso.

      Sulle procedure di riconoscimento mi chiedo anch’io come possano aver luogo con un minimo di serietà. E’ gente che arriva da ogni dove, spesso senza documenti o con pezzi di carta di nessun valore. Voglio pensare che si tratti, almeno per la maggior parte di loro, di poveracci in cerca di fortuna. Ma anche di questo incomincio a dubitare, viste le pretese che accampano appena sbarcati.

      E intanto sui muri di Torino si incominciano a leggere le scritte “Italiani di merda”. Non mi sembra il miglior approccio al problema.

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