Orrore, orrore: le lezioni si ascoltano da casa e i compiti si fanno a scuola!

Non mi sembra che, tra gli addetti ai lavori, abbia sollevato grandi entusiasmi  la proposta-provocazione di Matteo Viviani, de Le Iene,  andata in onda mercoledì 23 marzo.

La proposta è quella di “registrare le lezioni scolastiche in classe, per renderle disponibili su Internet, per tutti e gratis, con il permesso delle persone interessate”.

L’idea sembra piacere agli studenti che ne vedono il vantaggio:
– per chi è stato assente di poterle vedere tranquillamente a casa;
– di poterle riascoltare, studiare e prendere facilmente appunti;
– di poterle confrontare a casa con amici di classi differenti.

E’ stato detto anche che la cosa potrebbe consentire di controllare la preparazione dei professori per darne un giudizio oggettivo e c’è stato anche chi ha aggiunto  che i professori, sapendo di poter essere verificati, si preparerebbero meglio.

Molto freddi al riguardo, mi sono sembrati, per contro, i professori, e posso anche capirne le loro più o meno nobili ragioni.

Dico subito che, così com’è stata formulata, la proposta non mi convince, ma che mi sembra un’idea sulla quale riflettere.

Bisogna, in proposito, prender atto che non sempre gli insegnanti hanno la giusta carica d’entusiasmo, la preparazione e l’autorevolezza necessari per rendere interessanti, appassionanti e coinvolgenti le loro lezioni. Spesso poi capita anche che la classe sia mal frequentata e che chi vorrebbe ascoltare con attenzione la lezione finisca con non poterlo fare. A questo si aggiungano le assenze e i giorni di scuola persi per motivi vari (elezioni, scioperi, etc.) che non permettono di svolgere o completare l’intero programma.

Insomma: Garibaldi finisce con non essere spiegato e studiato da tutti come lo stesso eroe dei due mondi.

Mi chiedo allora perché non pensare di realizzare le lezioni sotto forma di singoli video, realizzati professionalmente da docenti particolarmente preparati, con il supporto e l’ausilio, tra l’altro,  di mezzi tecnici (filmati, testimonianze, strumenti grafici, etc.) non normalmente disponibili durante le tradizionali spiegazioni nelle aule scolastiche.

Il tutto da inserire su internet e da far seguire agli allievi come normali lezioni del programma scolastico. Non sarebbero forse mediamente più interessanti, oltre che sempre disponibili?

In pratica: le lezioni si ascolterebbero a casa e a scuola si farebbero gli approfondimenti, i compiti e le verifiche. Un po’ come già avviene oggi per certi qualificati e costosi corsi manageriali d’inglese.

Sento già i tuoni e i fulmini della classe insegnante che si sentirà in parte sminuita nel diverso ruolo, ma non mi pare che sia proprio così ed, anzi, mi pare che possa meglio svolgere il proprio compito discutendo criticamente le lezioni-video, approfondendole, fornendo chiarimenti e spiegazioni, valutando l’apprendimento dei singoli allievi con le interrogazioni e le verifiche e consigliando come recuperare le insufficienze e i punti deboli, andando magari anche a rivedere le lezioni degli anni precedenti.

E’ un’idea troppo peregrina? Occorrerebbe fare molti distinguo da materia a materia?

Forse! Ma mi sembra che sia un terreno tutto da esplorare, che possa portare a indubbi benefici.

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Nota: questo è il video de Le Iene

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10 risposte a Orrore, orrore: le lezioni si ascoltano da casa e i compiti si fanno a scuola!

  1. Vincenzo ha detto:

    Avere la possibilità in internet di potere disporre di lezioni preparate da professionisti con la possibilità di arricchimenti filmati su materiale integrativo, documentazioni, pareri in materia forniti da più “docenti-esperti”, costituirebbe una miniera ricchissima e di valore enciclopedico, auspicabile in qualsiasi materia ed argomento dello scibile.
    Ciò premesso, rendere pubbliche le lezioni di classe, con la possibilità di comparazioni su gli insegnanti, equivarrebbe alla costituzione di materiale che, potenzialmente, potrebbe mettere alla gogna qualsiasi docente e non solo loro.
    A suo tempo, e non lo dico per vantarmi, (oramai non conto più niente) sono stato a capo di alcune aziende ed ho sempre avuto l’abitudine di ricorrere ad esempi e calcoli scritti su lavagne a fogli mobili, per meglio chiarire le mie scelte ai diretti collaboratori.
    Questi fogli venivano poi conservati in azienda e, a distanza di mesi od anni mi capitò di essere ancora contattato ove poteva essere sorta qualche necessità di chiarimento o integrazione.
    Il che voleva indirettamente dire che il mio lavoro veniva consultato e costituiva ancora interesse.
    Malgrado questo io non avrei mai acconsentito ad essere filmato e “offerto” in pasto a chiunque.
    Jean Paul Marat andava predicando: datemi un solo scritto di una persona e riuscirò a farlo condannare! …Figuriamoci!
    Tutto ciò per difendere le probabilissime reazioni negative del Corpo insegnante, davanti alla proposta di rendere di dominio pubblico le lezioni in classe.
    Nessun altro professionista lo accetterebbe.
    Un saluto a tutti.
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Concordo e credo di aver chiaramente espresso la mia contrarietà alla registrazione delle lezioni in classe e alla loro diffusione su internet.

      Mi sembra invece che l’utilizzo di lezioni preparate potrebbe essere un vero e proprio nuovo metodo di insegnamento e, se fossi io il responsabile di un istituto e ne avessi la possibilità, non esiterei quanto meno a sperimentarle.

  2. marisamoles ha detto:

    Concordo con Vincenzo e aggiungo: non sono telegenica. 😦

    • frz40 ha detto:

      Beh, telegenia a parte, sui moduli d’insegnamento professionali che potrebbero sostituire le lezioni in classe, da te mi sarei aspettato un commento più ficcante, quasi certamente di netta contrarietà.

      • marisamoles ha detto:

        Conosci già il motivo del mio commento lapidario e ironico. Se proprio mi tiri per i capelli (la giacca no, fa troppo caldo!), dirò che i nostri ragazzi appartengono alla generazione dei nativi digitali quindi è bene che passino meno tempo davanti al pc. A scuola possono prendere appunti in tempo reale, fare domande, ottenere risposte, confrontarsi con gli altri … insomma, per ripetere le lezioni o studiare una lezione persa perché assenti gli appunti dei compagni, quelli più bravi e ordinati, rimangono lo strumento migliore.
        Se invece parliamo di moduli preparati ad hoc e liberamente accessibili a tutti in varie forme, dal word, al powerpoint, ai video ecc., c’è sempre il GOLD di cui ho parlato più volte e che raccoglie le migliori esperienze dei docenti italiani, regione per regione.

      • frz40 ha detto:

        Ohhhhhh !!! Mi mancava. Adesso sono più tranquillo.

        Un abbraccio

  3. Silvia ha detto:

    Anche secondo me non e’ una proposta di cui scandalizzarsi – si tratta di pensare come le “nuove tecnologie” possano essere integrate nella scuola. Ad esempio perché non sperimentare dei moduli di insegnamento preparati dai massimi esperti di una materia con la collaborazione di pedagogisti e informatici. Tali moduli potrebbero essere messi in rete e usufruiti da n scuole. Il compito degli insegnanti potrebbe essere quello di coadiuvare e rinforzare l’apprendimento tramite esercitazioni e lezioni mirate. Così facendo si potrebbe estendere il tempo scuola risparmiando anche sul costo del personale poiche’ non sarebbe necessario utilizzare personale docente durante le ore dei moduli. Lo so questa proposta fara’ rabbrividire: e’ logico, tutto sta nella scelta del materiale didattico, ad esempio, se nella spiegazione di un diverso periodo storico si forniranno diverse interpretazioni non si scadrà nell’indottrinamento.

    Penso anzi che certe materie come la matematica si prestino a questo metodo di insegnamento, e l’attivita dell’insegnante non ne verrebbe sminuita, anzi potrebbe concentrarsi nel seguire meglio le individualita’ dei ragazzi.

    Non ho la minima idea di quanto potrebbe costare ma secondo me varrebbe sicuramente la pena di sperimentare questo sistema. Tra l’altro questi moduli potrebbero essere scambiati con le scuole e le universita’ di altri paesi, permettendo agli studenti di seguire le lezioni di autorità nella materia…..vera diffusione del sapere!

    • frz40 ha detto:

      Non penso che i soldi sarebbero troppi e, comunque, sarebbero ben spesi. Soprattutto se gli stessi moduli fossero utilizzati da tutte le scuole dello stesso ordine grado.

      Ma contro l’immobilismo tecnologico della nostra scuola e la presunzione che tutto sia già il meglio immaginabile, non credo che ci siano speranze.

  4. marisamoles ha detto:

    @ frz

    Non so perché ma colgo una vena di sarcarsmo nella tua replica … e anche nel titolo del post.

    • frz40 ha detto:

      No, Marisa, niente dell’ animosità tipica del sarcasmo. Solo un po’ di delusione per sentirmi sostanzialmente dire che tutto va bene così com’è.

      Se proprio vogliamo, di sarcasmo un po’ ce n’era nel pezzo di ieri, ma è stato dettato solo dalla volontà di combattere per vedere, un giorno, una scuola migliore. Me lo perdonerai.

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