La scuola del “fate poco fratelli” siamo già i migliori!

Sono uno di ieri e uno di oggi due articoli di Flavia Amabile per La Stampa che la dicono lunga sulla qualità e le prospettive della nostra scuola.

Quello di ieri (LINK) titola:

“Alla maturità con la calcolatrice”

Pare che nell’anno di grazia 2011 si sia formato finalmente, e sorprendentemente, almeno secondo l’articolo, un certo consenso per l’uso della calcolatrice all’esame di maturità. Forse tra qualche anno sarà autorizzato.

“In molti Paesi europei – spiega Flavia Amabile– gli studenti possono portare con sé una calcolatrice, dalla Finlandia alla Danimarca passando per Norvegia, Svezia e Svizzera. Paesi che difficilmente potrebbero essere considerati scarsi in matematica visto che i loro risultati nei test internazionali sono notoriamente superiori ai nostri”.

Ma noi teniamo duro. Evidentemente perché pensiamo che i nostri metodi di insegnamento siano di gran lunga superiori a quelli di quei trogloditi finandesi, danesi, norvegesi, svedesi e persino svizzeri.

La prima calcolatrice tascabile è una Hewlett Packard del 1972. E, che diavolo, sono passati solo 40 anni !!! Nel 1989 è nato internet. Possiamo allora sperare che entro il 2030 agli esami di maturità (per me, peraltro, costosi e inutili – leggi QUI) si possano portare anche un piccolo portatile e una chiavetta?

Nel frattempo però i nostri ragazzi continueranno a fare i conti a mano anche nelle superiori. Forse lì li impareranno, visto che, a quanto pare,  stante il divieto, elementari e medie non servono a nulla.

Il secondo articolo (LINK) titola:

“Boicottare l’Invalsi?”

E dice:

Domani l’Unicobas di Roma organizza un incontro che avrà come tema conduttore il boicottaggio delle prove Invalsi di maggio. Da quest’anno si terranno in tutte le scuole d’Italia, anche le secondarie, ma non tutti sono d’accordo.Da due mesi i Cobas hanno lanciato la campagna «Inutili, anzi dannosi – Boicottiamo l’Invalsi”.

Sull’”inutili e dannosi” ho già più volte commentato in passato. L’Invalsi è un ente di ricerca che lavora in collaborazione con l’Accademia della Crusca e l’Unione Matematica Italiana e propone i test sulla base di esperienze internazionali. Ma deve trattarsi di un covo di imbecilli visto che sono “inutili e dannosi”.

O forse è proprio l’uso dei test, per validi che siano, che è sbagliato? Così la pensano in molti. Peccato che funzionino in tutto il mondo. Ma da noi, no! Noi e i nostri metodi d’insegnamento siamo superiori.

O non è forse che i test permettono di valutare non solo gli allievi, ma la scuola e i prof? E già. Ad essere valutati non ci sta nessuno. O, almeno, così avevo creduto ingenuamente di capire. Ma adesso si aprono le porte del Paradiso. Sì, perché leggo: «trattandosi di un lavoro straordinario, esso non potrebbe in alcun modo essere imposto ai docenti». Lo affermano sempre i Cobas.

Ma allora ?????? Basterebbe pagare gli straordinari e i test diventerebbero “utili e ricchi di benefici”?

Povera scuola, che brutta immagine ne vien fuori! Quella del fate poco fratelli, fate poco! Siamo già i migliori! E lo dico con tanta amarezza sapendo di quanti si impegnano con passione ed entusiasmo.

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3 risposte a La scuola del “fate poco fratelli” siamo già i migliori!

  1. Vincenzo ha detto:

    Caro Frz, temo che le tue conclusioni siano purtroppo vere. Senza togliere nulla a quegli insegnanti che, amando il loro lavoro, sarebbero da applaudire.
    Scrivo questo perchè mia figlia, quinta ginnasio (classico) ha degli insegnanti di prim’ordine.
    Probabilmente alcune “eccellenze” non faranno testo e ci limitiamo a ritenerci molto fortunati.
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      So che tua figlia frequenta uno dei migliori licei d’Italia e non mi stupisce che gli insegnanti siano eccellenti.

      Molti lo sono, anche in altri licei e molti sono veramente da applaudire.

      Ed è un peccato, a mio avviso, che la scuola sia sempre così in ritardo rispetto ai tempi.

  2. Pingback: La scuola del “fate poco fratelli” siamo già i migliori! | Frz40's …

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