Un figlio a cinquant’anni


 

Marisa Moles tocca, nel suo blog, questo è il link,  un tema d’attualità, che può essere di un certo interesse anche per i miei lettori: “FARE UN FIGLIO A CINQUANT’ANNI: GIUSTO O SBAGLIATO?

Questo il mio commento.

Cara Marisa,

Tocchi un tema molto delicato, al quale ognuno può rispondere secondo la propria coscienza, ma non prima di aver attentamente preso in considerazione alcuni dati oggettivi.

I figli hanno bisogno di crescere in un ambiente che, per un lungo periodo che spesso va ben oltre i 20-25 anni, garantisca loro il futuro, sotto il profilo economico, sotto l’aspetto educativo e, ancor più sotto l’aspetto affettivo.

Se non si è in grado di ragionevolmente garantire queste tre cose sarebbe meglio pensare ad altro.

Ora, quando si è sulla soglia dei 50 anni, la speranza di vita, che pure si è negli ultimi anni di molto allungata, è molto minore rispetto a quando si è sotto la trentina e le probabilità di lasciare al proprio destino una creatura sono assai superiori. Così come sono assai superiori le probabilità di essere colpiti da gravi malanni che riducono l’uomo a poco più di una larva umana.

Se, a fronte di questi rischi, possono trovare soluzione gli aspetti economici, non è così per gli aspetti educativi ed affettivi ai quali, morte e gravi malattie troncano ogni possibilità di provvedere.

E la cosa è tanto più rischiosa quando si è single. Al di là del rischio salute, qui, però, subentrano altre considerazioni. Una volta si diceva: «voglio che tu sia la madre (o il padre) dei miei figli». Adesso pare che tutto questo sia superato e che l’irrefrenabile desiderio di maternità (o di paternità) possa essere tranquillamente sostituito da un’anonima banca del seme o da un utero preso in affitto in qualche parte del mondo.

Non è così. L’uomo e la donna,  meglio farei a dire la famiglia, anche se questa istituzione parrebbe essere ormai cosa d’altri tempi, hanno ruoli ben precisi per l’educazione e la crescita dei figli. Ruoli insostituibili, complementari che possono essere surrogati né essere trascurati.

Da ultimo voglio parlare della voglia di giocare. I bambini ne hanno un disperato bisogno e non è colmabile con ore passate davanti alla TV. A 55-60 anni la voglia di giocare di un adulto, per giovanile che sia, o per quanta salute abbia, non è più la stessa di un 30-35enne. Così come troppi salti generazionali, nel periodo dell’ adolescenza, non possono non portare che ad acuire quelli che già sono i grossi problemi di un solo salto di generazione.

Ovviamente, intorno a noi ci sono moltissime valide eccezioni di figli ben cresciuti, anche in mancanza di qualcuno dei presupposti accennati. Ma mettere al mondo dei figli è, prima di tutto, una grossa responsabilità e ci penserei bene prima di decidere che saremo un’eccezione.

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6 risposte a Un figlio a cinquant’anni

  1. elisabetta ha detto:

    Argomento già fin troppe volte toccato e al quale si scontrano molte vedute e opinioni contrastanti…

    Io, sono sempre dell’opinione che si tratti di una scelta, sì, una scelta ragionata e razionale ma anche soggettiva e nel rispetto di chi la prende non me la sento di criticarla.

    E, sapete una cosa? Mi preoccupa di più per i bambini, non avere genitori cinquantenni, ma soprattutto (visto il ruolo oggi insostituibile dei genitori dei genitori) per la mancanza dei nonni: sono quelli che sarebbero troppo vecchi.

    eli

  2. Lou ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo con te! Penso anche io che oltre una certa età (e qui si potrebbe sindacare quale) si debba pensare ad altro che a mettere al mondo figli, perché diventa davvero una scelta troppo egoistica. Non hai tenuto conto del fatto che, maggiore é l’età della madre e maggiori sono le possibilità di avere un figlio con problemi fisici…e anche qui é davvero molto egoista pensare di provarci e poi rinunciare in caso ci fossero complicazioni. Dopo i 50 anni é davvero il caso di lasciar perdere.

  3. tania ha detto:

    mi chiedo perche ‘ non fanno i figli ,non dico come me che sono diventata mamma a 18 anni , bellissimo tra l’altro anche se ho bruciato la giovinezza m a 40 anni mi prendevano per la sorella dei miei figli. , ma a almeno a 30aaanni !!!!!!!!!!!!!!

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