Brindiamo anche noi all’Italia bombardiera.

La decisione del governo di partecipare ai bombardamenti in Libia ha avuto anche il sostegno del presidente Napolitano. Non il mio. Conta poco, ma il mio no.

Non credo che Francia ed Inghilterra avessero bisogno di noi; non credo agli scopi umanitari di questa guerra; speravo che almeno una volta tanto saremmo riusciti a mantenere un posizione defilata. Tanto da guadagnarci non abbiamo nulla. Altri, come sempre, faranno la parte del leone e se siamo disposti ad uccidere per evitare gli sbarchi di migranti siamo dei pazzi.

Non credo che ci limiteremo a bombardare i carri armati di Gheddafi: a quest’ora non ne avrà più nessuno. Non credo che ci limiteremo «specifici obiettivi militari selezionati sul territorio»: ormai ne resteranno solo di così piccoli che, dal cielo, sarà come sparare ad una zanzara col cannone.

Non credo che non arriveremo ad un intervento di terra se vorremo eliminare Gheddafi.

La guerra è un’escalation di crudeltà e spero solo che non ritorneremo a scrivere pagine come quelle che riporta oggi Gian Antonio Stella sul Corriere , in un pezzo che titola  “Le bombe e la storiaIl passato coloniale” e così inizia:

Non dimenticare l’orrore di Taizerbo: ecco cosa deve tenere in mente ogni pilota italiano nel momento stesso in cui dovesse scaricare una bomba in Tripolitania.

Stella riporta nel suo articolo diversi esempi di che cosa sia una guerra: in uno di questi ci ricorda quel che scrisse al tempo Vincenzo Biani, nel libro di memorie Ali sul deserto, «entusiasta di falciare pastori al pascolo»:

«Gli equipaggi, navigando a pochi metri da terra, poterono seguire le piste dei fuggiaschi e trovarono finalmente sotto di sé un formicolio di genti in fermento; uomini, donne, cammelli, greggi; con quella promiscuità tumultuante che si riscontra solo nelle masse sotto l’incubo di un cataclisma (…) e su di essa piovve, con gettate di acciaio rovente, la punizione che meritava. Quando le bombe furono esaurite, gli aeroplani scesero più bassi per provare le mitragliatrici. Funzionavano benissimo. Nessuno voleva essere il primo ad andarsene, perché ognuno aveva preso gusto a quel gioco nuovo e divertentissimo. E quando finalmente rientrammo a Sirte, il battesimo del fuoco fu festeggiato con parecchie bottiglie di spumante».

Brindiamo anche noi all’Italia bombardiera.

Questo l’articolo di Gian Antonio Stella: Le bombe e la storia

Questa voce è stata pubblicata in Libia e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Brindiamo anche noi all’Italia bombardiera.

  1. vincenzo ha detto:

    Caro Frz,
    L’articolo che riporti, come si sa, è tratto da cronache del nostro passato coloniale fascista.
    La cosa che più trovo orrenda è lo scoprire la soddisfazione per non dire il godimento di quegli assassini nel commentare le grandi imprese belliche consistenti nel massacrare popolazioni con così tanta efficacia e senza rischi di sorta.
    Un word game ante litteram!
    In effetti bene ha fatto Stella a riportare quel terribile articolo la cui lettura comporta, come prima riflessione, il fatto che chi scriveva queste cose allora non provasse certo l’orrore che proviamo noi nel leggerle, il che fa facilmente desumere la propensione dei lettori di allora a condividere, almeno in buon numero, questi racconti raccapriccianti ritenendoli “successi” italiani!
    La poesia di Dannunzio, poi, offre a quelle gesta anche la gloria della cultura imperante del tempo….. che vergogna!
    Come seconda riflessione penso di potere affermare che l’opinione pubblica attuale, rispetto a quella di allora, dovesse venire a conoscenza di simili nefandezze promuoverebbe manifestazioni di protesta a non finire.
    Cocluderei che l’Italia democratica di oggi, malgrado tanti difetti, è ben cresciuta rispetto a quella fascista di allora!
    Riflessioni a parte, auguriamoci che questa avventura si possa concludere nel più breve tempo possibile visto che oramai non si può certo dire “nel migliore dei modi”.
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Non c’è dubbio, la realtà attuale non è più quella di allora, almeno qui da noi, ma la guerra è sempre guerra, con tante crudeltà. Speriamo che finisca presto. Sì.

  2. elisabetta ha detto:

    Sono d’accordo con te…. questa partecipazione dell’Italia ai bombardamenti in Libia, mi sembra una follia e, ancora di più, una incongruenza.
    Come? Li bombardiamo e poi li soccorriamo e li accogliamo in casa?…. Non vi pare che qualcosa stride in tutto ciò?
    Ancora una volta dimostriamo di essere inaffidabili e ancora una volta ci mettiamo in ridicolo.
    Ma le P….e. dico… quelle vere … l’Italia non le ha?

    eli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...