Una vita normale. E’ chieder troppo?

Dal Corriere del 18 aprile 2011 questo articolo di Francesco Alberoni, per la sua rubrica Pubblico & Privato (LINK):

“Il sogno del buon cittadino: una vita ordinata e solidale”

C’è il desiderio diffuso di coltivare valori ed educazione

Le elezioni amministrative sono l’occasione per sentire i disagi della gente comune, per percepire il malessere diffuso, la sofferenza che non viene detta nei dibattiti televisivi o gridata nelle manifestazioni politiche, ma che cogli nelle conversazioni private, nelle confidenze all’amico o al vicino. Quest’anno io percepisco un grande bisogno di moralità, di serietà e di rispetto.

Il popolo ha subito tre traumi. Il primo è la crisi economica con l’impoverimento, la disoccupazione e l’incertezza del futuro. Il secondo è vedere coloro che l’hanno prodotta, i grandi banchieri, i finanzieri e i loro amici politici che, anziché venir puniti, si regalano buonuscite di decine di milioni di dollari. Il terzo è l’interminabile rissa fra i massimi esponenti della politica italiana che arriva nelle case amplificata dalla televisione.

Una rissa che si svolge all’interno della élite del potere e della cultura, ma che ha pochi rapporti con i problemi della vita di ogni giorno. Molta gente non trova più fra gli ottimati, i potenti che dovrebbero dare la guida e l’esempio, un modello ideale e rassicurante, e si scopre sola ad affrontare i problemi vecchi e nuovi. Vecchi problemi come la tradizionale inefficienza e le lentezze degli uffici pubblici e nuovi problemi creati da ditte privatizzate che non si prendono cura del cliente e pensano solo al guadagno.

La vecchia oppressione della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra, a cui si sono aggiunti la maleducazione, l’indifferenza, gli automobilisti ubriachi, la droga, il frastuono sguaiato delle movide. E il peggioramento delle relazioni umane dove sono spariti e disprezzati i valori tradizionali, prima di tutto il rispetto della parola data. C’è gente che si fa prestare i soldi e non li restituisce, ditte che ti fanno lavorare e non ti pagano, persone e imprese che non pagano la merce che hanno acquistato. Un tempo l’avrebbero fatto ma o se ne sarebbero vergognati.

Da qui nasce il desiderio diffuso di una vita più ordinata, dove ci sia ancora la buona educazione, l’aiuto reciproco, la cortesia, l’amicizia, dove si va in soccorso di chi ha bisogno, di chi è in pericolo. E l’esigenza di amministratori, funzionari, magistrati che lavorano seriamente e usano il buonsenso. E di politici competenti che studiano i tuoi problemi e li risolvono davvero.

Sì, condivido. Questo è proprio anche il mio desiderio: una vita più ordinata,

–  dove ci sia ancora la buona educazione, l’aiuto reciproco, la cortesia, l’amicizia,

– dove si va in soccorso di chi ha bisogno, di chi è in pericolo.

– dove amministratori, funzionari, magistrati  lavorano seriamente e usano il buonsenso.

– dove i politici sono persone competenti  che studiano i  problemi e li risolvono davvero.

Ma questa, in fondo, altro non sarebbe che una vita normale. E’ chieder troppo?

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5 risposte a Una vita normale. E’ chieder troppo?

  1. vincenzo ha detto:

    Se tutti desiderassero una vita “normale”, beninteso che non vuole dire grigia, ma si riferisce ai modelli di comportamento così bene tratteggiati da Alberoni, come si spiega il consenso maggioritario verso governanti per nulla protesi verso reali progetti di sviluppo del Paese, bensì amministratori spregiudicati, dissipatori e libertini?
    Governanti che essendo tutt’altro che “NORMALI”rappresentano esattamente il contrario rispetto ai modelli di comportamento tanto auspicati?
    Si badi che non sostengo una opposizione che, come ho già scritto, è confusa e inconcludente.
    Forse però si pensa che il mantenimento di una situazione del genere portata avanti sine die e senza scosse possa essere il male minore?
    Io ho i miei fierissimi dubbi: l’immobilità per definizione è un cancro che semmai si radicalizza sempre più senza soluzione di continuità.
    Un saluto un pò sconsolato a tutti.
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Non credo che gli amministratori spregiudicati e dissipatori stiano tutti da una parte.

      Ho più volte espresso il mio parere su quali credo che siano le cause della drammatica situazione che attraversa il nostro Paese, e sono tutte cause che vengono da lontano. Purtroppo non vedo soluzioni, né con l’attuale amministrazione, né con eventuali cambiamenti.

      PS sul “libertini” non mi esprimo. Non salgo su quel pulpito e chi è senza peccato scagli la prima pietra. Anche quì, peraltro, credo che le cause vengano da lontano e che la storia avrebbe molto da dirci.

      Ricambio il saluto, altrettanto sconsolato.

  2. vincenzo ha detto:

    Non ho detto che gli amministratori ec.etc… siano tutti da una parte ma che la maggior parte degli italiani a loro dà il consensoli etc.etc….
    Anche sui libertini le medesime risposte: nessuno si erge etc.etc…. ma certo è che siamo loro ostaggi e li votiamo… è vero o no?
    E come cambierebbero le cose? ….. riconfermandoli!

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      E come cambierebbero le cose non riconfermandoli? Io non ho risposte certe. Soprattutto non ho risposte sulla possibilità che risolvano i problemi mai risolti, che sono, credo, i veri problemi. Sono, caro Vincenzo, molto pessimista su qualunque strada gli elettori vorranno scegliere. Molto pessimista. Molto.

  3. vincenzo ha detto:

    Caro Frz, anche io
    Vincenzo

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