A margine di uno stupro – Dominique Strauss Kahn

Merita qualche commento la vicenda dello stupro che avrebbe perpetrato Dominique Strauss Kahn ai danni di una cameriera in una camera dell’Hotel Sofitel, a Manhattan.

La vicenda è sulle prime pagine di tutti i giornali.

Secondo l’accusa la donna sarebbe stata aggredita da Dominique Strauss Kahn mentre si accingeva a riassettare la camera da lui occupata e costretta ad un rapporto sessuale. Secondo le leggi americane, DSK rischia oltre 70 anni di carcere per reati che vanno dalla violenza sessuale, all’aggressione sessuale, al tentato stupro, al sequestro di persona di secondo, ai palpeggiamenti forzati.

Anche se sono sempre piuttosto scettico sul considerare questo tipo di reato in quanto normalmente fondato sulle dichiarazioni di una sola delle due parti, su prove facilmente costruibili (un po’ di liquido seminale messo su una gonna, i residui di qualche leggero graffio sotto le unghie, un indumento intimo strappato, etc), e facilmente destinabili a varie forme di ricatto, in questo caso mi pare di poter pensare ad una possibile colpevolezza, stanti le prove particolarmente consistenti e i precedenti di DSK; saranno comunque solo gli atti processuali che ci diranno quale sia stato l’effettivo svolgimento dei fatti nella stanza 2806 e quale sia stata l’effettiva entità dei reati.

Per ora mi limito a sottolineare alcuni aspetti della vicenda.

La tempestività con la quale si è proceduto all’arresto del presunto colpevole: Alle 12,50 la donna entra nella camera di DSK dove avvengono i fatti dopo i quali i responsabili dell’albergo  chiamano la polizia, mentre lei viene ricoverata al pronto soccorso del Roosevelt Hospital e curata per «ferite minori», alle 14,15 la polizia emette l’ordine di ricerca, alle 16,40 la polizia blocca DSK sul volo Air France in partenza per Parigi. Complimenti.

La tutela della privacy della vittima. Di lei sappiamo pochissimo: appena cognome e nome, Nafissatou Diallo, Ophelia per gli amici, l’ età, 32 anni, che è una mamma  single di colore, originaria della Guinea, che è musulmana, che vive nel Bronx in un povero palazzo normalmente abitato da malati di HIV e che prestava servizio al Sofitel da circa tre anni. Non abbiamo sue immagini ufficiali,  vive ora in una località mantenuta segreta e anche dopo la deposizione in tribunale è stata scortata e celata agli sguardi con un lenzuolo. Da noi sarebbe su tutte le prime pagine dei giornali.

L’elevatezza della cauzione, 6 milioni di dollari complessivamente,  per la concessione degli arresti domiciliari, con obbligo di braccialetto eletronico al polso e sorveglianza 24 ore al giorno con spese a carico dell’imputato (oltre 200 mila dollari al mese). Così si fa! E da noi?

La crudezza con la quale la Giustizia Americana tratta questi imputati. Mi riferisco al perp walk (da perpetrator = perpetratore, responsabile): la camminata fatta fare, fuori dal commissariato, a colui che avrebbe perpetrato il crimine. Non è un uso previsto dal codice, ma una pratica voluta , negli anni Ottanta, da  Rudolph Giuliani, all’epoca procuratore generale di Manhattan. Su questo trattamento si sono accese le polemiche. «Linciaggio – gridano gli intellettuali francesi (e non solo quelli) – Noi e gli americani non apparteniamo alla stessa civiltà». Risponde Bruce Crumley dalle colonne del Time, il settimanale che ha pubblicato la celebre copertina a lato, affermando che questa reazione «riflette una realtà più profonda e la differenza che separa la società francese e americana: l’avversione e il fastidio molti francesi hanno ancora a vedere dei membri delle loro elite che ricevono un trattamento duro come quello regolarmente elargito a criminali comuni». D’altra parte non stupiamoci troppo. Sono la norma le immagini che da noi appaiono in TV a testimoniare,ad esempio, la cattura di qualche capo mafia e di qualche personaggio importante della finanza e del mondo dello spettacolo. Si tratta, ovviamente di immagini costrite ad hoc, su appuntamento, e mi chiedo, tra l’altro, quanti non vorrebbero vedere quelle immagini anche, ad esempio, per il Caimano.

La figura di Dominique Strauss Kahn. Non è uno qualunque. Francese di 62 anni, era il Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale ed era “una delle personalità più apprezzate, in patria e all’estero, per la competenza economica, sorretta da raffinata cultura umanistica e lucida visione politica, messe al servizio di un moderno progetto riformista per tutta la sinistra. I suoi libri hanno suscitato riflessioni non solo in Francia” (Così Il Corriere del 16 maggio a pag 38 – Ascesa e caduta di un leader – di massimo Nava) Soprattutto era  il più accreditato rivale di Sarkozy, dalla sinistra,  nella corsa alle presidenziali. E i recenti sondaggi gli accreditavano un 60% di probabilità di successo anche se, in passato, non erano mancati  scandali e pettegolezzi sulle sue presunte ossessioni sessuali, ma “DSK era riuscito a convertirli in una simpatica fama di seduttore e marito infedele, con moglie aperta, informata e complice. E su questo capitolo erano già pronte le biografie, come quella, già in libreria, che gli riconosce il merito di «non dissimulare» gusti e comportamenti” (Il Corriere, stesso articolo).

Già, aveva questo piccolo difetto. Era malato di sesso. Così almeno pare stando alle cronache dei suoi precedenti, sui quali, peraltro, non vi annoio e vi rimando a questo articolo del Corriere (LINK):  IL CATALOGO DELLE «IMPRESE» DI STRAUSS-KHAN Da Tristane a CarmenCronaca di un’ossessione. Tutti sapevano, nessuno denunciava: perché?

Così come adesso non sono pochi quelli che cercano di minimizzare l’accaduto – per tutti Carmen Llera, ex   col suo: ««Ama il sesso, so what , e allora?» (*) – o di compararlo ad altri sex affairs che hanno colpito, o colpiscono,  altri leader internazionali. Così ad esempio E così si mettono sullo stesso piano vicende che hanno sì, qualcosa in comune: la tracotanza del successo e l’attrazione per le belle donne, ma queste sono una cosa, le molestie e la violenza un’altra.

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(*)    Vedi in proposito Questo aricolo a firma Maria Grazia Rodotà (Politicamente scorretti Conformisti Pericolosi) o questo a firma  Mario Giordano (Lo Stupro diventa chic se a farlo è la gauche)

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30 risposte a A margine di uno stupro – Dominique Strauss Kahn

  1. quarchedundepegi ha detto:

    Vedremo come andrà a finire. Se qualcuno ha voluto toglierlo di mezzo, c’è riuscito.

  2. Silvia ha detto:

    Sono rimasta colpita dal commento del conduttore di una trasmissione radio rai – mi sembra che il programma fosse Start, la notizia non puo’ attendere: a caldo ha definito il fatto “imbarazzante” per DSK. Sinceramente sono rimasta un po’ spiazzata – probabilmente il conduttore non trovava il quel momento altre parole adatte…oppure sotto sotto è la solita questione culturale
    A presto

    Silvia

  3. LUCA ha detto:

    Si tratta di una situazione tutt’altro che chiara, anche quanto alla tempistica dei presunti fatti all’interno della camera (suite) del SOFITEL e al fatto che DSK ha pur sempre 62 anni e non é molto alto, mentre la cameriera ne ha 32 e sembra che sia alta un metro e ottanta. Sarebbe quindi intessante sapere quanto sia forte fisicamente DSK (ha fatto dello sport, del body building, delle arti marziali?). Ho letto decine di articoli in questi giorni su DSK sia in italiano che in inglese e francese, ma non mi risulta che nessuno abbia trattato questo argomento.

  4. vincenzo ha detto:

    Grazie al segreto istruttorio che nagli States è cosa seria e guai a chi non lo osservi, ne sappiamo troppo poco per potere sviluppare teorie.
    Interessante però che si stanno già delineando alcune categorie di commentatori.
    Staremo a vedere …. ma ho il sospetto che data la “Statura” dell’inquisito ci scommetterei che la giustizia farà molto fatica a seguire il suo corso con tutte le pressioni che ad altissimo livello verranno esercitate.
    Ecco anch’io appartengo ad una categoria mentale: quella dei cinici. Temo veramente che l’imputato in un modo o in un altro finirà per “sgamarla” .
    Come ho già scritto … staremo a vedere.

    • frz40 ha detto:

      Come ho già detto tendo anch’io a ritenere che DSK abbia effettivamente abusato, o cercato di abusare, della povera Ophelia. Più che i precedenti di DSK mi induce a pensarla in questo modo il fatto che a chiamare l’ambulanza e a denunciare l’accaduto alla polizia sia stata, almeno secondo il Center for Public Integrity (un’agenzia giornalistica non profit) la direzione del Sofitel, dopo che quattro dipendenti riferirono di aver visto la donna, in stato di agitazione, che faticava a parlare e a respirare, mentre cercava di vomitare e sputava più volte sul pavimento, terrorizzata dall’idea di perdere il lavoro. (Il Corriere di oggi, 23 maggio, a pag 13)

      E’ chiaro che la direzione dell’hotel avrebbe invece avuto tutto l’interesse a coprire l’accaduto.

      Non so come finirà la vicenda e se, come dice Vincenzo, «la giustizia farà molto fatica a seguire il suo corso con tutte le pressioni che ad altissimo livello verranno esercitate», oppure se farà molta fatica a non cedere alla pressione della vox populi che vorrà vedere nella condanna di DSK la capacità della giustizia USA di difendere i diritti di tutti i suoi cittadini, anche quelli delle classi più povere. Tanto più che l’accusato è un francese.

      Ma a quel giudizio io crederò, senza riserve.

      Quello che invece mi lascia molto perplesso, anche se ne capisco bene le ragioni, è l’atteggiamento di feroce condanna a priori di certa parte della nostra cultura, quando la stessa assunse tutt’altro atteggiamento nei confronti di Roman Polansky. Lui sì reo confesso di stupro e sodomia nei confronti di una tredicenne e, a furor di popolo, tutt’ora uccel di bosco.

  5. vincenzo ha detto:

    Caro Frz, ho letto solo ora i rimandi che tu suggerisci in calce: quello della Rodotà e quello di Mario Giordano.
    Mi riferisco in particolare a quello di Mario Giordano avendo “scoperto” che, al di là del fatto, sul quale esistono come noto diverse chiavi di lettura, il Giordano sviluppa in modo settario e bilioso un attacco odioso di matrice politica contro la sinistra.
    Quando dico “odioso” mi riferisco al tono ed ai riferimenti di tutto lo scritto.
    Mi ha fatto schifo per la sua faziosità!
    Volevo che lo sapessi perchè il mio intervento in questo post era stato solamente spinto dal fatto di cronaca ma assolutamente estraneo alle sue strumentalizzazioni politiche.

    • frz40 ha detto:

      Caro Vincenzo,
      La faziosità politica non è estranea ai commenti su questo fatto di cronaca. Tutt’altro. A me ad esempio ha fatto schifo per la sua faziosità questo commento di Eugenio Scalfari che a te piacerà moltissimo. Con questo ritengo anch’io eccessivi i toni ed i riferimenti di Mario Giordano, ma sul fatto che certi atteggiamenti seguano la banderuola concordo.

  6. vincenzo ha detto:

    Caro Frz,
    Forse non mi sono spiegato, ma permettimi di dubitarne: perchè introdurre la politica …e poi questi estremismi inaccettabili DA QUALSIASI PARTE PROVENGANO?
    L’articolo di Scalfari non lo leggo: Non mi interessa!
    Si può avere il diritto di essere di parte ma non condivido le violenze verbali spinte oltre ogni limite … si cade nella beceraggine.

    • frz40 ha detto:

      L’articolo di Scalfari non è becero e nemmeno violento. Solo fazioso. Ed era per dirti che su questo fatto non esiste commento che non abbia anche un forte contenuto politico, Sul becero condivido.
      Ciao a domani 🙂

  7. frz40 ha detto:

    Sui fatti (dal Corriere di oggi 24 maggio):

    L’ultima rivelazione su Dominique Strauss-Kahn arriva da una fonte vicino all’inchiesta: un poliziotto anonimo che ha fornito alla rete Fox nuovi dettagli su quanto è avvenuto nella suite del Sofitel.

    Dominique Strauss-Kahn (Imagoeconomica)L’AGGRESSIONE – Ophelia entra nella suite convinta che non vi sia nessuno. Un suo collega ne è appena uscito dicendole che «è libera». Invece c’è Strauss-Kahn. Forse si è nascosto nel bagno per cogliere di sorpresa la cameriera. Ed è quello che – secondo l’accusa – avviene. Il politico francese esce nudo e si avvicina alla cameriera. Lei, profondamente religiosa, sostiene di essersi coperta gli occhi. Poi cerca di fermare Strauss-Kahn con una bugia: «C’è il mio superiore nel corridoio». È inutile. Allora lo implora: «Basta. Non voglio perdere il mio lavoro. Non mi faccia questo. Perderò il mio posto». Il politico francese risponde: «No, baby. Non ti preoccupare, non perderai il tuo lavoro. Ti prego, baby, non ti preoccupare». Poi aggiunge due volte la frase: «Non sai chi sono io?». Probabilmente voleva convincerla che essendo un uomo influente avrebbe potuto aiutarla a tenere nascosto quanto era avvenuto.
    LA SPINTA – Ophelia tenta di fuggire ma scivola su un sacchetto di plastica. Strauss-Kahn le è di nuovo addosso, la trascina verso il letto. La violenza si conclude – sempre secondo la ricostruzione di Fox – quando la donna spintona Strauss-Kahn. Il politico francese urta con la schiena uno spigolo e si procura dei graffi. La cameriera esce dalla camera ed è soccorsa da un addetto alle pulizie e da altri colleghi. È in stato di choc, trema. Cercano di consolarla. Poco dopo Strauss-Kahn esce dalla suite, le passa accanto e i due si guardano in silenzio. Il politico francese sparisce nell’ascensore.

    IL DNA – La rivelazione sul dialogo si aggiunge a una notizia trapelata dalla Francia e poi confermata da fonti investigative americane. Sull’abito di Ophelia sono state trovate tracce di liquido seminale.

  8. elisabetta ha detto:

    Non dico e non credo che il protagonista sia un Santo e nemmeno completamente innocente, ma credo che l’episodio abbia avuto una regia di fondo e mi domando quanto sarà stata pagata quella cameriera per indurre o meglio sedurre Dominique ?…..

    Oramai questi scandali o meglio stupri organizzati sono all’ordine del giorno e sembra che siano il miglior modo per demolire coloro che si vogliono eliminare.

    Il bello è che, nonostante ciò, ci sono ancora quelli che ci cascano.

    Ma non è detto che sia così, ripeto, è solo una mia convinzione….

    Una personale convinzione che non fa testo.
    eli

  9. frz40 ha detto:

    Aggiornamento del 24 maggio:

    Mhhhhhhhhhhhh !!!! Secondo il il New York Post alcuni emissari dell’ex direttore dell’Fmi hanno segretamente, e ben lontano dall’ufficio della procura di Manhattan, contattato la famiglia di Ophelia, in Guinea, offrendo un assegno a sette cifre, per indurre la donna a ritirare la denuncia per violenza sessuale.

    Sarà vero? E se sì come andrà a finire davanti ad una somma da capogiro per gente che a stento riesce a comprarsi un paio di scarpe, vive sotto la soglia della poverta’, in un villaggio in cui mancano strade asfaltate, l’elettricita’ e le linee telefoniche? Persone, scrive il Post, che non sapevano nulla dell’accaduto fino a quando i giornalisti non sono piombati in zona per informarli.

    Lo riferisce Affaritaliani.it Questo è il LINK

  10. marisamoles ha detto:

    Caro frz,

    intervengo al volo, senza aver letto tutti i commenti, solo per fare un’osservazione.
    Di fronte a questo caso, immaginavo che tirassi fuori la vicenda di Polanski. Lungi da me il pensiero di difenderlo (lo sai bene), mi permetto, però, di mettere in evidenza le differenti situazioni in cui si è verificata la violenza (nel caso recente, sempre che …): le adolescneti contattate dal regista, con la speranza di una spinta nel mondo del cinema, si erano recate in casa sua, spontaneamente e con la piena coscienza di trovarsi di fronte un uomo potente che avrebbe anche potuto esercitare su di loro il suo potere. Ma avrebbero ottenuto qualcosa in cambio.

    Questo caso, però, mi sembra completamente diverso: la povera cameriera, a quanto pare, era entrata nella camera del “mostro” per fare il suo lavoro, probabilmente ignorando chi fosse l’illustre ospite.

    Fossi in lei e mi trovassi nelle sue condizioni, accetterei l’assegno. E’ triste ammetterlo, ma la necessità, a volte, val più dell’onore e della dignità.

    • frz40 ha detto:

      Beh, dire che una ragazzina di 13 anni avesse piena coscienza di quel che sarebbe potuto accadere, mi sembra azzardato. 13 anni son pur sempre 13 anni. Ma non è tanto a lei che dobbiamo guardare; è a lui. Voler abusare di una bambina, dal punto di vista dell’uomo, mi sembra ben più grave che cercare di abusare di una donna matura. Nel primo caso oltre a tutto drogandola per sodomizzarla.

      Non ho mai capito e mai capirò l’accondiscendenza di chi l’ha protetto.

      Accetteresti un bell’assegno? Probabilmente finirà così, ma allora c’è veramente da cambiare un vecchio proverbio: non è più chi trova un amico, ma chi trova un assetato di sesso che trova un tesoro.

      • marisamoles ha detto:

        Se non ne era pienamente cosciente la ragazzina di 13 anni, lo era la madre, credo. E poi non scommetterei sulla piena innocenza di quella ragazzina. Tantomeno su quella delle altre che hanno atteso che scoppiasse il caso per parlare. Ma questo l’ho già detto.

        Credo che l’amicizia sia ancora il tesoro più prezioso, ma purtroppo in questo caso conta di più lo stupratore e il suo conto in banca. Sarò cinica ma questo è il mio pensiero.

      • frz40 ha detto:

        Tredici anni, Marisa. Cosa dici ?!?!. Tredici anni, una bambina di seconda media !!!

  11. marisamoles ha detto:

    @ frz

    Sei tu che in un articolo su Polansky hai scritto che all’epoca ha negato lo stupro in quanto la ragazzina “era consenziente e aveva già avuto rapporti”. L’età non conta quanto l’ambiente in cui uno vive e i modelli che si hanno di fronte agli occhi. Ripeto, non giustifico il regista ma mi chiedo che madre avesse la tredicenne.

  12. frz40 ha detto:

    L’intera storia la trovi qui

    Lui dice che era consenziente, non vuol dir nulla. Anche DSK lo dice

    • marisamoles ha detto:

      Ho letto la testimonianza della ragazzina ed è lei stessa che ammette di aver avuto rapporti sessuali prima dell’incontro con Polansky. Inoltre, si è prestata spontaneamente a posare per le foto mezza nuda ed è descritta, nell’articolo inglese, come “aspirante modella”.

      Nel post che hai linkato, fai le mie stesse considerazioni sulla madre della tredicenne.

      Detto questo, confermo che le due situazioni sono molto differenti.

  13. LUCA ha detto:

    C’é chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese e chi di soldi né ha così tanti che non sa nemmeno esattamente quanti ne ha. Anche se comunque i soldi non fanno la felicità, aiutano grandemente, anche se onestamente non c’é bisogno di prendersi una residenza da 600 mq e da 50’000 $ al mese come sta facendo DSK.

    • frz40 ha detto:

      Francamente quei 50mila $ al mese sorprendono un po’ anche me e penso, oltre a tutto, che sorprenderanno un po’ anche coloro che saranno chiamati a giudicare di questa vicenda. Per questo non considero opportuna questa ostentazione di ricchezza che può dar origine, magari anche inconsciamente, a qualche desiderio di rivincita con annesso: “Ah sì? E adesso te la facciamo vedere noi”.

      Peraltro non conosco i prezzi degli appartamenti a Manhattan, che mi paiono, peraltro, tutti piuttosto salati. Per 300 mq. il costo sarebbe stato di “soli” 25mila $? Se sì, quei 50mila non mi sembrano più così sproporzionati per uno, poi, che deve sistemarsi da un giorno all’altro. E d’altra parte, se quegli appartamenti sono sul mercato, è perché quei prezzi qualcuno è disposto a pagarli.

      Non sono ricco, vivo della mia pensione, ma non sono né di quelli che invidiano chi ha tanti soldi, né di quelli che misurano l’intelligenza di una persona dal suo conto in banca. Tutto sommato penso che se uno i soldi se li è guadagnati onestamente se li può anche spendere come meglio crede.

      • LUCA ha detto:

        Il problema é che solo un numero limitato di persone hanno soldi in abbondanza. Gli altri, compreso il sottoscritto, fanno fatica a tirare avanti anche se si impegnano molto. Io a volte faccio fatica a resistere e mi dico che se avessi molti soldi non dovrei soffrire così tanto e spero così di vincere al lotto, ecc..

      • frz40 ha detto:

        In abbondanza forse no, ma più che a sufficienza ce la farai di sicuro. Al lotto, però, non dedicare più di qualche spicciolo.

        AUGURI, comunque.

  14. Pingback: Frz40's Blog

  15. frz40 ha detto:

    Per gli sviluppi del caso clicca su “Ma allora, Strauss-Kahn..?

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