Quando il Grillo non torna più comodo.

Leggo questa levata di scudi di Massimo Gramellini (LINK) contro Beppe Grillo.

Non è tutto uguale

«Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui… Il Sistema ha liquidato Berlusconi e deve presentare nuove facce per non essere travolto». L’ultimo monologo di Grillo, «L’Italia di Pisapippa», non rappresenta una novità. La novità è la reazione dei seguaci, che stavolta si sono ribellati al verbo qualunquista: per i suoi toni gratuitamente volgari («e se cominciassimo a chiamarti Beppe Grullo?», gli ha scritto uno), ma soprattutto perché «Pisapippa» lo hanno votato e tifato anche loro.

Mi rifiuto di credere che Grillo parli male del nuovo sindaco di Milano per invidia da soubrette. Ma mi chiedo e gli chiedo che senso abbia mettere sempre tutti sullo stesso piano, Bush e Obama, Borghezio e Vendola, Berlusconi e i critici di Berlusconi. Come se chiunque entri nel teatrone della politica senza il suo «placet» faccia automaticamente parte dell’Impero delle Multinazionali che affamano i popoli per ingrassare gli squali della finanza. Grillo riconoscerà che i suoi argomenti sono gli stessi che portarono i terroristi rossi a sparare, e a sparare proprio contro quei riformisti che il Sistema cercavano di cambiarlo nell’unico modo possibile: un po’ alla volta, dall’interno. Gli suggerisco di andarsi a leggere il più commovente discorso politico di tutti i tempi (almeno per me). Quello in cui Cavour sostiene che le comunità umane sopravvivono se sanno autoriformarsi di continuo nella libertà, rimanendo insensibili alla seduzione esercitata da due scorciatoie ingannevoli: conservazione e rivoluzione.

Adesso torna comodo !!!

Fino ad ora  i tanti episodi di violenza e di contestazione antidemocratica di certi estremisti sono stati considerati dai commentatori di sinistra come mere peanuts folkloristiche e i timori per il nostro Paese sono stati etichettati come pura strategia della paura a fronte di un rischio inesistente.

Adesso che Beppe Grillo dice due parole contro Pisapiaavvocato di De Benedetti, tessera pdmenoelle numero UNO (che ha per l’ingegnere svizzero gli stessi effetti taumaturgici della mitica monetina di Zio Paperone)”  e contro Fassino “deputato a Roma e sindaco a Torino che vuole la militarizzazione della val di Susa”, si incomincia a tremare.

E a cercare il vero e facile colpevole di tutto che è proprio lui Beppe Grillo, con le sue argomentazioni anti Sistema!

Solo lui! E gli altri?

Ma mi faccia il piacere! Si rilegga la storia di quel che è successo in questi anni, così come la descrive Giampaolo Pansa nel suo “Carta Straccia”  al capitolo “Caccia all’uomo”, da pag.132 a pag. 144 (qui a disposizione per gli amici col successivo post), e poi ne riparliamo di dove si trova il clima d’odio e di violenza nel nostro Paese, dei burattinai che lo hanno alimentato e delle loro motivazioni.

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