E parliamo di Santoro.

La decisione di interrompere consensualmente il rapporto di collaborazione tra Michele Santoro e la RAI, mi fa istintivamente esclamare: finalmente, era ora! Era per me insopportabile. E, di fatti, non lo sopportavo che a piccole dosi, prima di cambiar ogni volta canale.

Penso tuttavia che la decisone abbia poco senso, salvo che la si voglia spiegare come provvedimento di tipo disciplinare, stanti i pessimi trascorsi tra il soggetto e la direzione Rai. L’uomo si è dimostrato più volte ingestibile e volutamente prevaricante di qualunque indicazione gli fosse stata fatta avere. Atteggiandosi a vittima del sistema  ha costruito, in particolare nell’ultimo anno, la sua fortuna ed era impensabile per lui cambiare cliché e per la Rai continuare ad essere trattata come parte vessante.

Sotto il profilo economico credo invece che la RAI abbia fatto un pessimo affare. Non so come facciano i conti in quella casa, ma mi pare che Annozero fosse uno dei pochi programmi in profitto, almeno stanti  gli introiti pubblicitari da share a fronte di costi di realizzazione presumibilmente non trascendentali. Non è forse così? Mi piacerebbe proprio saperlo, ma in principio non concordo con i titoli dei giornali di destra che recitano:”ORA SANTORO È GRATIS – Il teletribuno lascia la tv di Stato. Continuerà a imperversare ma almeno non dovremo pagarlo noi: ci penserà Carlo De Benedetti” (Libero),  oppureAZZERATO «ANNOZERO»Il conduttore lascia: finalmente non pagheremo più i suoi comizi in tv” (il Giornale).

Penso anche che sia stato un suicidio politico: quello di creare di Santoro una definitiva vittima del Potere, in un momento che, almeno per quanto mi riguarda, la sua credibilità era ormai su livelli piuttosto modesti. Per tutti Lucia Annunziata  sbotta: « una vera e propria espulsione su base politica»

Il problema, come ho sempre sostenuto,  è un altro. Questi tipi di programmi non sono di approfondimento politico, ma di vera e propria propaganda. E come tali devono essere trattati.

La RAI non può fare propaganda politica? Giusto. Allora decida quanti spazi la settimana vuol dedicare alla politica, affitti gli spazi a chi ne fa domanda, mantenendo un certo equilibrio tra le forze in campo, e si riservi una royalties sugli introiti pubblicitari . Ma pretenda che si dia un’etichetta esplicita al nome dei partiti che li realizzano.

Troppo  difficile? Non credo.

Nel frattempo mi si permetta di chiedere a Enrico Mentana di non prenderci tutti per fessi. Al TG7 ieri sera ha annunciato gongolante (ne ha diritto) il divorzio di Santoro dalla RAI, ma ci ha anche voluto far credere che i colloqui in precedenza intercorsi tra Santoro e La7 sono stati dei puri e semplici pour parler. Andiamo Chicco !!! Non perda di credibilità!

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