Eh no, caro Presidente !

Pochi giorni fa, ad un amico che mi diceva: «Per fortuna che c’è Napolitano a Capo dello Stato» replicavo che per la sua capacità di essere super partes, come richiede l’importante carica, concordavo con lui per il 70%. Insomma: spesso sì, qualche volta meno.

Questa volta per niente.

Interpellato su quale sarebbe stato il suo comportamento in occasione dei referendum dei prossimi 12 e 13 giugno, il Capo dello Stato ha risposto: «Andrò a votare, come ho sempre fatto».

Eh no, signor Presidente. Quel suo “andrò a votare”, in un momento in cui è determinante che sia raggiunto il quorum del 50.1% dei votanti, non è una dichiarazione super partes.

Proprio per nulla.

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31 risposte a Eh no, caro Presidente !

  1. cordialdo ha detto:

    Quindi secondo la tua logica aver risposto ad una domanda affermando che farà il suio DOVERE di cittadino di andare a votare vuol dire fare propaganda politica? Anche se, ovviamente, perchè il cervello ce l’ha, non ha detto come voterà!

    Ma il tuo amico Berlusconi che ha fatto propaganda a rete unificate, invece, è un galantuomo? Un campione di democrazia, vedro?

    Ma quand’è che ritroverete la capacità di ragionare?

    Io, come cittadino, ti dico non solo che andrò a votare, farò di tutto perchè ci vadano anche altri, voterò 4 SI’ e spero che si raggiungha il quorum. Solo i vigliacchi sperano che non si raggiunga il quorum perchè NON HANNO ALCUNA FIDUCIA NEL “POPOLO” di cui si riempiono la bocca per prenderli in giro e poi tyramare a loro danno! Vergogna!

    • frz40 ha detto:

      Caro amico,

      Non prendiamoci in giro. Quando ci sono i referendum il DOVERE non è quello di votare (che poi non è un dovere, ma un DIRITTO), ma quello di esprimere la propria posizione e le strade sono tre: respingere il referendum non andando a votare, votare a favore o votare contro i quesiti.

      Se il “mio amico (?)” Berlusconi ha fatto propaganda, non ha fatto nulla di diverso da quello che hanno fatto tutti gli altri attori della nostra politicai. Ma il Capo dello Stato, ad attore della politica non dovrebbe atteggiarsi.

      Quanto al voto, se Lei crede di avere i giusti elementi di giudizio per votare ‘4 sì’, faccia pure, ma lasci perdere gli insulti per quelli che il loro diritto esprimono diversamente.

  2. vincenzo ha detto:

    No caro Frz!
    Anche questa volta non sono daccordo perchè i voti o per il SI o per il NO rappresentano l’espressione, secondo le regole della democrazia, di una volontà popolare di segno contrario.
    Il non voto, che si va ad aggiungere alle assenze fisiologiche di quelli che per indifferenza sono neutrali e/o indifferenti sulla materia oggetto del referendum, ha il solo scopo di far fallire la validità del referendum, rendendo nulle le volontà da chi le ha democraticamente espresse.
    Per questi motivi chi non va a votare con lo scopo di tappare la bocca a quelli che invece hanno espresso una loro volontà compie una azione antidemocratica.
    Questo sul piano etico/giuridico …..poi ognuno ha diritto di fare le proprie scelte in base alla propria coscienza e sensibilità.
    Pertanto un Presidente della Repubblica non avrebbe potuto esprimersi diversamente per rispettare un evento democratico.

    • frz40 ha detto:

      Ovviamente non concordo.
      Ci sono Paesi, tipo la Svizzera, nei quali i referendum non sono soggetti a quorum. In questo caso votare è determinante ed un Capo dello Stato ha tutto le ragioni per dire “io andrò” a votare. Così come avviene per le normali elezioni.
      La nostra Costituzione, prevede, invece, che , a differenza delle normali elezioni, la validità del Referendum sia soggetta ad un quorum minimo per evitare che un evento democratico (una legge votata da un Parlamento regolarmente eletto a maggioranza) sia abrogato da una minoranza. A questo punto i cittadini hanno tre opzioni: votare per l’abrogazione, votare contro l’abrogazione, non votare per esprimere il proprio dissenso contro l’uso del referendum per quell’ argomento. Tutte e tre sono scelte ugualmente democratiche e non vedo perché adesso diventi antidemocratico scegliere la terza.
      Ti chiederei, in proposito, come mai in tutti gli ultimi referendum dal 1995 in poi (1995, 1997, 1999 , 2000, 2003, 2005, 2009) nessuno abbia più raggiunto il quorum eppure non si sia mai gridato all’antidemocrazia del tappar la bocca.
      Eppure tutti, come questo, avevano un forte contenuto politico. Forse perché questo ce l’ha più degli altri? Sì? E allora proprio per questo un Capo dello Stato che tutti vogliamo che sia super partes dovrebbe essersi astenuto dal prendere una posizione.

  3. Raffaella ha detto:

    Mi sembra il caso di fare una precisazione, in punto di stretto diritto:
    Art. 48 della Costituzione Italiana, 2° comma: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.”
    Non dico altro, mi sembra persin troppo chiaro.
    Con simpatia. Raffaella

    • frz40 ha detto:

      Il “non votare” per un referendum, è un voto ben preciso. Ricambio la simpatia.

      • Raffaella ha detto:

        Scusa, ma non votare può avere un significato politico, ma non sarà mai un modo di votare e votare è un dovere del cittadino. La richiesta di un quorum vuol solo significare il controllo che il tema del referendum sia di interesse per un buon numero di cittadini. Se non votare vuol dire, come in questo caso, parteggiare per il No, significa che il tema è di interesse, ma si vuol cercare di far passare il risultato No per altre vie, che non sono quelle del confronto e della conta tra chi è favorevole e chi è contrario. Se si è interessati a che vinca il No, si va a votare No, poi si vedrà se i No sono più dei Sì. Questa è democrazia, il resto è politica, anche un po’ di bassa lega. Sono così obbiettiva che riconosco che nessuna parte politica è stata in passato immune dal tentativo di attuare questo escamotage (vedi in proposito il bell’articolo di Gian Antonio Stella sul “Corriere” di oggi), ma la circostanza che sia già stato fatto un po’ da tutti, non giustifica il ripetersi degli errori.
        Grazie per la simpatia. Raffaella

      • frz40 ha detto:

        Quello che dici potrebbe avere un senso se i referendum avessero significato consultivo o propositivo e non sarebbe nemmeno necessario un quorum. Si vota per quello che propone il referendum o contro. Allora il non votare avrebbe il vero senso di disinteresse per l’oggetto del referendum.

        Proprio perché, invece, il referendum è abrogativo, si è voluto fare in modo che per abrogare una legge fossero necessari i SI ed una maggioranza qualificata. Ai NO sono quindi state date due opzioni: quella di votare NO e quella di non votare per non favorire, con il loro accesso alle urne, i SI.

        Non vedo quindi perché i NO dovrebbero castrarsi da soli, andando a votare. Ed è sempre stato così. Tant’è vero che quando i SI si sono affermarti, lo hanno fatto sempre con larghissime maggioranze ed ampie partecipazioni al voto.

        Quanto al significato politico di questa consultazione non sono certo i NO che hanno voluto darglielo. E’ l’opposizione che punta alla “spallata” approfittando dell’onda emotiva sul tema del nucleare.

        Su questo tema, in giorni non sospetti, prima cioè di Fukushima, ho scritto chiaramente cosa ne penso: esistono tutti i presupposti (lo trovi QUI) perché la risposta sia “competente e tecnica” e non populistica. Non ho cambiato idea. Siano i tecnici che capiscono qualcosa del problema a decidere. Per questo motivo non avrei votato e non voterò

        Sull’acqua rasentiamo il ridicolo. Io la penso come la pensava Bersani prima che Bersani la pensasse come gli conviene pensarla ora. Ancor peggio sulle tariffe: perché non chiediamo, ad esempio, che l’acqua ce la diano gratis? Puro populismo!

        Sul legittimo impedimento vedo che la legge c’è, ma la magistratura se ne frega. A che serve votare?

  4. marisamoles ha detto:

    Scusate, ma a me risulta che il voto sia un dovere (ma ormai neanche tanto visto che nulla cambia a livello di fedina penale) solo per le elezioni politiche. Rimane un diritto per quelle amministrative e per i referendum.

    Qui non si tratta di esercitare un diritto-dovere in quanto se si è contrari al referendum in sé (per me un ennesimo spreco di denaro pubblico), si può benissimo fare a meno di andare alle urne.

    Per il resto, concordo con frz sulla dichiarazione di Napolitano: ha sbagliato perché avrebbe dovuto dire, al limite, «Andrò a votare perché è un mio diritto».
    Asserendo “come ho sempre fatto” forse voleva semplicemente mettere il risalto il suo ruolo di cittadino modello, che non rinuncia a votare perché ne ha facoltà e si sente in dovere di farlo. Ma in questa circostanza le sue parole possono essere interpretate come un appello implicito: “Andate a votare”, sperando nel raggiungimento del quorum, come sostiene frz.

    • frz40 ha detto:

      Certo che è così. Se la Costituzione impone che ci sia un quorun è perchè sa benissimo che i citttadini hanno tutto il diritto di non votare il referendum. Anche perchè nessuno può obbligarci a votare su temi specifici dei quali, spesso non siamo nemmeno in grado di capire di che cosa esattamente si stia parlando.

  5. vincenzo ha detto:

    Caro Frz,
    E’ fuorviante parlare di Svizzera o quorum.
    Il tuo titolo e conseguente post era un chiara critica al Presidente della Repubblica che, al contrario di quello che tu hai scritto, ha dato l’UNICA RISPOSTA CHE UN PRESIDENTE poteva e doveva dare dal momento che la NOSTRA costituzione dice che votare è un dovere.

    Riconosci almeno che era una critica assolutamente ingiustificata?

  6. marisamoles ha detto:

    Io non so lì da voi, ma qui negli spazi per i cartelloni propagandistici ci sono solo appelli a votare SI’. Come mai? Semplicemente perché che si vada a votare NO o che ci si astenga è del tutto indifferente. A meno che non si decida di votare qualche no e qualche si’. Solo in quel caso allora è bene andare alle urne.

    • frz40 ha detto:

      Ma poi nemmeno. Andare a votare per votare NO, non ha senso, Salvo che si dia per scontato che i no saranno la stragrande maggioranza e si vuol sottolineare il NO.

  7. Quarchedundepegi ha detto:

    Esiste una quarta possibilità: lasciare la scheda bianca.
    Credo che effettivamente sia un “bel” dovere del cittadino esprimersi andando alle urne. Tanti, troppi cittadini, non si esprimono perché ne hanno le tasche piene di come viene gestita la politica dai politicanti e poi sono i primi a lanciare invettive.
    Se i precedenti referendum non hanno raggiunto il quorum fu soprattutto perché molti preferirono andare a spasso; non per volontà politica.
    Secondo il mio modestissimo parere, se la popolazione va doverosamente a votare, permette di dare ulteriore forza a quella “democrazia” che sembra quasi voglia esistere solo sulla carta… o sta scomparendo per lasciare spazio alla forza bruta (avete presente Montecitorio quando si insultano e si picchiano?)?
    Napolitano ha ragione? Se considera andare alle urne aiutare il cittadino ad esprimersi, allora sì.

    • frz40 ha detto:

      Credo di aver risposto anche a te con la risposta a Raffaella. Andare a votare comunque, anche scheda bianca, ha senso quando il referendum è consultivo o propositivo. Altrimenti no.

  8. Drilly ha detto:

    Le previsioni dicono che sarà un weekend bellissimo. Mi aspetta il mare…………CIAO

  9. marisamoles ha detto:

    Caro frz, ti segnalo, se non ti è già nota, questa lettera di Magdi Cristiano Allam, indirizzata a Napolitano e pubblicata su Il Giornale: LINK

    Tra le altre cose, scrive: “Ora dal momento che non è affatto un «dovere » ma soltanto un «diritto» votare al referendum, le chiedo di rettificare pubblicamente la sua posizione per restituire piena dignità agli italiani che scelgono di non votare, eliminando qualsiasi ombra di dubbio che siano da considerarsi cittadini meno rispettosi della nostra Costituzione e delle nostre leggi.”

  10. Quarchedundepegi ha detto:

    Anche se non c’è l’obbligo di andare a votare, c’è l’obbligo morale di permettere ai cittadini di esprimersi. Se non si raggiunge il “quorum” non si può conoscere il pensiero della maggioranza (o per lo meno di chi va a votare). Tutti sanno che le leggi sono una “produzione” umana e possono essere sbagliate. In questo caso certe leggi sono abbastanza sbagliate (secondo me).
    Ormai sono abituato alla democrazia svizzera. I referendum sono molto frequenti. I cittadini sono liberi di andare a votare. I risultati sono validi.
    Quella persona che ce l’ha con Napolitano è sempre andata a votare? È un dovere andarci (salvo referendum?).
    Andate a votare. Potete anche votare no… se vi fa piacere avere dei figli storpi o farvi bruciare dall’atomo!

    • frz40 ha detto:

      Il pensiero di chi sarà andato a votare sarà noto comunque.

      Sono sempre andato a votare, eccezion fatta solo per qualche referendum del passato per disinteresse o per dichiarata mia incompetenza sulla materia. Questa volta non ci andrò: primo perché di questo referendum hanno voluto farne un fatto politico; secondo perchè non intendo favorire i SI; terzo perchè è un mio diritto.

      Sul nucleare,in particolare, ritengo che sia sbagliato chiedere al popolo di esprimere un giudizio che comporta conoscenze tecniche che pochi esperti hanno. Li si faccia esprimere in modo onesto e indipendente.

  11. quarchedundepegi ha detto:

    Che lo sfondo sia politico potrei anche essere d’accordo con te. Quello che però mi fa di più venire la “pelle d’oca”, ovvero mi terrorizza, è constatare che le “conoscenze tecniche” sono sempre insufficienti per garantire sicurezza ai posteri. Quindi può essere utile lasciare in pace l’atomo.
    Conosci il proverbio:”Non svegliare can che dorme”?. L’abbiamo già svegliato troppe volte.
    C’è “qualcuno” dietro l’angolo che vuole arricchirsi con l’atomo. Chi non andrà a votare lo agevolerà e lo farà godere immensamente. Saranno i nostri figli e i nostri nipoti a piangere. Quel “qualcuno” sarà già passato “fra i più” e sorriderà di fronte alla stupidità dei pecoroni.
    Un altro proverbio dice:”Divide ed impera”.

    • quarchedundepegi ha detto:

      Non voglio convincere nessuno. Tanto meno chi non cambierà mai idea.

      • frz40 ha detto:

        Ovviamente rispetto e condivido le tue preoccupazioni, ma penso che risolvere il problema energetico sia fondamentale per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese e, quindi per l’avvenire dei nostri figli. Non dimenticare che il petrolio, oggi fondamentale come risorsa energetica, non è inesauribile.

        Dire di no ad un’opzione, senza sapere come risolvere il problema, mi pare auto castrante, così come dire di sì a quell’opzione, senza sapere se i rischi sono veramente minimi, mi pare inaccettabile.

        Votare SI al referendum significa auto castrarsi per molti anni. Votare NO (o, meglio, non votare) oggi non significa dar corso immediato alla costruzione di nuove centrali. Nessun governo avrebbe il coraggio né di farlo, né di proporlo di qui alle prossime elezioni. Però significa tener la porta aperta agli sviluppi della scienza e al pensiero di eventuali impianti quando si avrà la certezza di poter praticamente annullare ogni rischio.

        Ti riporto di seguito il parere di Umberto Veronesi, in un intervista sul Corriere di oggi:

        «La scelta energetica per un Paese è scelta di indipendenza economica. Bisogna valutarne con lucidità tutte le implicazioni perché dire sì o no significa scegliere un futuro per i nostri figli e nipoti, che fra alcuni decenni saranno di fronte al dramma della carenza di energia. Si calcola che il fabbisogno aumenterà del 20% ogni 10 anni a causa delle maggiori richieste dei Paesi emergenti, con il rischio che la produzione in mano a pochi possa essere causa di guerre, conflitti, ricatti economici».

        «Pesa sull’opinione pubblica anche la grande paura per la vicenda giapponese che ha scosso il mondo. Io per primo, ho chiesto al governo una riflessione approfondita di almeno uno o due anni. Una riflessione però non è un
        rifiuto di principio. Resto convinto che, anche nella decisione di non costruire nuove centrali, sarebbe grave per il nostro Paese fermare la ricerca sul nucleare e sulla sua sicurezza, come il resto del mondo continua a fare».

        «Perché oggi di questo stiamo parlando: di fare in modo che l’Italia continui a sviluppare la sua eccellente ricerca sui nuovi impianti e sulla fusione nucleare, la cui potenziale efficacia è enorme».

        Tutto ciò detto, penso che l’onda emotiva avrà il sopravvento e sarà l’ennesimo errore di aver delegato una scelta a chi non ha competenza per una decisione razionale.

  12. quarchedundepegi ha detto:

    Non voglio discutere quello che dice il mio collega. Se si vuol sentenziare bisogna, prima di tutto, essere onesti.
    In ogni caso bisognerà studiare la storia. Cernobyl potrebbe già essere storia; quanto accaduto in Giappone è ancora cronaca.
    Se i nostri figli e nipoti avranno meno energia, cercheranno di risparmiarla o si daranno da fare per averne di più. In ogni caso ci ringrazieranno per non averli fatti nascere deformi, per non aver lasciato loro scorie pericolose e per aver permesso loro di coltivare l’insalata nell’orticello. Purtroppo l’insalata coltivata in proprio, anche se più buona, non farà crescere il PIL! Pazienza.
    Ancora una piccola riflessione:”Gli esperti di oggi e di domani sono o saranno insensibili ai giochi di partito e all’ingordigia?
    Meglio prevenire o curare?

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