Referendum: come e perchè opporsi al successo dei SI

Scrivo ancora questo post perché dalle domande che mi sono state poste da due amiche, mi sono reso conto che la campagna referendaria ha fatto più confusione che altro, sia sui meccanismi del voto, sia nel merito. Soprattutto per chi è orientato per il NO.

Se voi avete già le idee chiare e avete già deciso per il SI, andate tranquillamente a votare e cercate di essere il maggior numero possibile. Se invece la pensate in modo diverso, o avete dei dubbi o non vi è chiaro il meccanismo di voto, allora continuate a leggere.

Parliamo del quesito principale, quello sul nucleare. Personalmente sono contrario al SI.

Le ragioni principali sono due:

–        La prima è che penso che comunque vada il referendum, il nucleare in Italia sarà bloccato per molti anni: nessun Governo avrà il coraggio di proporre le attuali tecnologie e nessun partito avrà l’ardire di proporre l’investimento nelle attuali centrali nelle prossime elezioni. Ma il punto è un altro: ed è che le tecnologie alternative non potranno essere sufficienti nel caso che si dovesse affrontare una crisi internazionale delle fonti energetiche (petrolio e gas, in particolare). Ora, se al referendum si affermeranno i SI significherà che si vuol rinunciare praticamente per sempre all’ alternativa nucleare  e poiché, dopo Fukushima, si faranno certamente importanti passi avanti per il controllo della sicurezza.  questo mi sembra molto miope.

–        La seconda è che credo che solo persone competenti che conoscono a fondo le problematiche tecniche e le prospettive di sviluppo dei sistemi di sicurezza sono in grado di dare una risposta razionale al problema. Plebisciti popolari su temi quali i rapporti internazionali, le tasse e la sicurezza del Paese non sono accettati in nessun Paese del mondo. E qui mi pare che di questo si tratti.

Esisterebbe poi una terza ragione, che non è secondaria in questo delicato momento del Paese, ed è quella che del referendum si è voluto fare uno strumento politico per dare la cosiddetta “spallata” al Governo. Ma, pur se ritengo che di politica si dovrebbe parlare quando ci sono le elezioni a questa dedicate, sono solo i primi due motivi che mi spingono ad auspicare la sconfitta dei SI.

Ciò detto, credo che non tutti coloro che, come me, sono contrari al SI sappiano valutare com’è meglio esprimere tale contrarietà.

I modi per esprimerla sono due: votare NO, oppure astenersi dal voto.

E’ del tutto legittimo astenersi dal voto. Lo prevede la stessa Costituzione quando, richiedendo che per la validità di un referendum  vi debbano partecipare almeno la metà degli aventi diritto al voto più uno (quorum), espressamente prevede che più della metà degli elettori possano legittimamente astenersi dal votare.

E il miglior modo per esprimere la propria contrarietà al SI è proprio quello di non andare a votare, per rendere nullo il referendum. Lo si è sempre fatto e lo hanno suggerito più volte le stesse forze politiche che oggi lo contestano. Dal 1995 in poi tutti i referendum proposti sono falliti proprio per questo motivo.

Provo a spiegarmi con i numeri. Gli aventi diritto al voto in Italia sono oltre 50,6 milioni di cittadini. Per la validità del referendum è necessario che partecipino al voto esattamente 25.332.487 votanti. Se nessuno dei contrari al SI si presenta al voto, il SI per vincere ha bisogno di tutti i 25.332.487 voti; se invece, ad esempio, 5 milioni di cittadini votano NO ai SI per vincere bastano 20.332.487 voti e così via. In pratica: ogni cittadino che si presenta per votare NO contribuisce al raggiungimento del quorum e abbassa la soglia di successo per i SI, favorendone la vittoria.

Spero di essermi spiegato e, comunque, auguro a tutti una buona Domenica.

Questa voce è stata pubblicata in Nucleare, Politica e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Referendum: come e perchè opporsi al successo dei SI

  1. Tango62 ha detto:

    Premetto che sono orientato per il sì, capisco però le tue perplessità anche se non le condivido pienamente. Vengo ai tuoi punti:
    1) Dici che comunque vada nessun governo oserà proporre il nucleare per molto tempo. Permetti che io non mi fidi e preferisca ribadire il concetto? 🙂 Dici che la vittoria dei “sì” bloccherebbe per sempre l’alternativa nucleare. Ti ricordo che il sì ha già vinto nel 1987, e se adesso siamo qui a riparlarne significa che il “per sempre” in politica ha una durata molto limitata.
    2) “Le persone competenti che conoscono a fondo le problematiche tecniche e le prospettive di sviluppo dei sistemi di sicurezza” che secondo te dovrebbero essere le uniche deputate a decidere, sono quelle che hanno costruito Chernobyl e Fukushima. È ovvio che ogni sistema di sicurezza ha un suo limite (le automobili hanno incidenti, gli aerei precipitano, le navi affondano), ma se il prezzo da pagare è un disastro che coinvolge l’intero pianeta, vale la pena chiedersi se ne valga la pena.
    Ovviamente concordo con te sul fatto che chi è contrario ai referendum debba astenersi (e non andare a votare No). Se ci si pensa è ingiusto (i contrari al referendum si sommano al 20-30% fisiologico di astenuti), ma queste sono le regole.

    • frz40 ha detto:

      Ti ringrazio, prima di tutto, per questo tuo commento sereno ed equilibrato, del tipo che uno vorrebbe sempre avere su un blog e ti rispondo molto volentieri.

      Nel 1987 lavoravo per un grande gruppo industriale che aveva messo in piedi un unità dedicata proprio a certe parti del sistema di reazione. Nel corso degli anni si era riusciti a concentrare sul progetto uomini di assoluta capacità e professionalità. Con l’esito di quel referendum tutto andò a farsi benedire. L’unità si sciolse e i tecnici si divisero andando ciascuno per la propria strada ad occuparsi di progetti in altri settori di attività. Si vanificò in quel modo una competenza tecnica che aveva richiesto oltre dieci anni per essere realizzata. Non è tanto quindi agli aspetti politici che mi rivolgo quando dico che una vittoria dei SI arresterebbe per sempre l’accesso al nucleare, ma agli aspetti pratici industriali. Nessuno è disponibile a continuare ad investire se non ha una prospettiva reale e in un mondo che corre fermarsi significa non ripartire mai più. Vuoi un esempio? Forse non sai che
      il primo persona computer costruito al mondo è stato dell’ Olivetti. Il programma 101. Poi si è fermata. E adesso?

      Sul secondo dei tuoi punti posso condividere le tue preoccupazioni. Ogni sistema di sicurezza ha i suoi limiti e quelli del nucleare sono particolarmente pericolosi. Ma mi domando se esistono vere alternative. E non so rispondere. Petrolio e metano al momento sono insostituibili, ma non sono inesauribili e sono in mani che possono fare brutti scherzi. Fonti energetiche proprie (es. carbone), a differenza di altri Paesi, non ne possediamo e sono fortemente inquinanti. Non dobbiamo preoccuparcene?

      Sul terzo punto hai ragione. Astenersi non è forse lo strumento più elegante, ma come dici tu, queste sono le regole. E non penso che siano state scritte a caso. Tanto più che la natura del referendum è abrogativa e per cancellare una legge, o parte di essa, voluta da un Parlamento regolarmente e democraticamente eletto trovo corretto che sia richiesta una partecipazione al voto qualificata.

      Rinnovo il mio grazie, spero di essere stato in grado di darti una risposta significativa su cui riflettere e mi auguro di averti ancora su questo blog.

  2. Pingback: Referendum. L’opinione di Luca Ricolfi | Frz40's Blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...