Referendum. Un SI atteso, che non avrei voluto

Credo che chi mi ha seguito nella discussione sui referendum si aspetti ora, da me, un commento sul risultato.

Lo faccio a caldo riferendomi ai dati pressoché definitivi  sul nucleare:

Affluenza alle urne 57,1% degli aventi diritto al voto

SI, in Italia 94,4% (pari al 53,9% degli aventi diritto al voto)

NO, in Italia 5,6% (pari al 3,2% degli aventi diritto al voto)

L’affluenza è stata notevole ed è la prima volta da 15 anni e dopo sei referendum nulli, che si dimostra tale da validare il risultato. Mi pare fuor di dubbio che i temi in discussione siano riusciti a toccare la sensibilità degli Italiani, anche se in minor misura rispetto alla precedente consultazione sul nucleare (65%, però con solo l’80% di SI) , e rispetto a quelli storici sull’aborto (79,4%) e sul divorzio  (87,7%).

Queste le mie considerazioni:

Non mi stupisce che sia stato raggiunto il quorum e non mi stupisce che abbiano vinto i SI. Nell’ultimo commento a questo post dicevo: « Tutto ciò detto, penso che l’onda emotiva avrà il sopravvento»; e così è stato. Anzi, stante il consistente contenuto politico che si è voluto dare a questa consultazione, devo dire che mi  sarei aspettato un’affluenza anche un po’ superiore, magari anche con qualche NO in più.

Questo risultato  non modifica il mio pensiero sul tema del nucleare e continuo a ritenere che certe scelte non debbono essere delegate a plebisciti popolari e che la vittoria del SI potrà rivelarsi un boomerang nel medio termine.

In ogni caso quel 53.9 % dei votanti è, comunque un dato molto elevato e sta a dire che si è trattato di un voto trasversale ai partiti. Certamente ad esso hanno contribuito in modo determinante gli elettori dell’opposizione politica,  ma ad esso hanno contribuito molti elettori di centro destra. E qui vedo un ulteriore prova dell’incapacità dei partiti al Governo di intercettare,  a suo tempo, subito dopo Fukushia, le sensazioni dei cittadini.

Resta quindi valido il commento negativo che feci a Berlusconi & C dopo la sconfitta alle amministrative.

E mi spiace perché vedo svanire sempre più la speranza di costruire un Italia diversa, più liberale, più moderna,  e perché mi preoccupa quel che ci può essere dietro l’angolo.

Aggiornamenti:

Mi sembrano significativi due commenti, entrambi sul La Stampa di oggi, 14 giugno:

Il primo è un’intervista a Umberto Veronesi che a domanda «Quali sono gli scenari futuri?» risponde: «Preoccupanti, perché l’Italia non possiede fonti proprie ed è già nella situazione di dipendenza energetica che le altre nazioni si stanno impegnando ad evitare con consapevolezza e impiego di risorse. Ho paura che la ricerca italiana, già proiettata sulla fusione nucleare, si fermerà: e sappiamo che senza ricerca non c’è futuro. Il mio timore è che l’Italia finisca per essere un’appendice turistica del mondo avanzato».

Il secondo di Massimo Gramellini, col quale una volta tanto concordo, che dice:«Di solito sono le sconfitte a non avere padri. Ma qui sta succedendo il contrario. Prima le elezioni amministrative di Milano e Napoli hanno premiato due eretici. E adesso i referendum, vinti da cittadini che sono tornati a credere nella politica, ma non nei politici. Un movimento di massa sganciato dai partiti, che sancisce il declino dei due capi-popolo più potenti dell’ultimo ventennio, ma non incorona nessuno al posto loro, perché in nessuno riconosce una figura davvero estranea alla Casta.»

Ne prendo solo le distanze quando conclude: «Ma per il momento l’ironia della sorte è che i nomi più appetibili sul mercato – da Casini a Matteo Renzi a Rosi Bindi – sono tutti democristiani. Come se questo Paese non potesse essere nient’altro, nel bene e nel male». Io non credo che i nomi sia quelli, già di per sé drammatici, credo che ci sia molto di peggio.

Questi i due articoli citati, con i relativi links per leggerli per intero.

Veronesi: “Mi inchino ai cittadini,ma così non si pensa al futuro (link)

Gramellini:”Un successo senza padri” (link)

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6 risposte a Referendum. Un SI atteso, che non avrei voluto

  1. Quarchedundepegi ha detto:

    Anche a me preoccupa quel che ci può essere dietro l’angolo e mi dispiace dover constatare l’impronta politica delle sinistre.
    Ho fatto con mia moglie (che è svizzera anche se conosce benissimo l’Italia) questa considerazione: “L’affluenza alle urne ha dimostrato che gli italiani finalmente si sono svegliati. Era troppo tempo che subivano quasi in silenzio. Se il risveglio continuerà l’Italia sarà veramente migliore”.

    • frz40 ha detto:

      Le due affermazioni mi sembrano un po’ in contraddizione tra di loro. Ti preoccupa “l’impronta politica delle sinistre”, ma inneggi ad un “risveglio” che mi pare punti nella stessa direzione. O no?

  2. quarchedundepegi ha detto:

    Sembrano in contraddizione ma (grazie Einstein!) diventano complementari.

  3. frz40 ha detto:

    Aggiornamenti (vedi post):
    Mi sembrano significativi due commenti, entrambi sul La Stampa di oggi, 14 giugno:

    Veronesi: “Mi inchino ai cittadini,ma così non si pensa al futuro (link)

    Gramellini:”Un successo senza padri” (link)

  4. Pingback: Referendum. L’opinione di Luca Ricolfi | Frz40's Blog

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