Ed ora, post mortem, parliamo anche dell’ acqua.

Mi riferisco, ovviamente al recente referendum e lo faccio in un modo molto semplice. Riportando questo comunicato a firma Vincenzo Dovito,  Presidente dell’ADUC –Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori.

Non necessita di un mio ulteriore commento.

“E ora? Non c’e’ alternativa a fregare chi ha vinto….”

“I referendum sull’acqua hanno abrogato la possibilita’ che il servizio idrico sia affidato ad aziende private e che gli investimenti dei privati siano remunerativi. Da quanto ci dicono gli analisti del voto, grossomodo la meta’ degli elettori era consapevole di questo, mentre l’altra meta’ ha votato SI’ solo per prendersela con il Governo.
Cosa succedera’ ora alla nostra acqua? “Nostra” perche’ era -prima del referendum- e restera’ pubblica.
Una crassa e diffusa disinformazione ha fatto il suo gioco. Un esempio per tutti: sabato 11 giugno al TG3 delle 23, lo specifico spot istituzionale diceva: “si vota per abrogare l’obbligo della Pa a far gestire il servizio idrico ai privati”. Ora il gioco e’ concluso com’era -raggiunto il quorum- facilmente prevedibile.
Le societa’ private che oggi gestiscono il servizio idrico devono quindi essere dismesse e sostituite da enti pubblici e ai privati che hanno investito capitali bisogna far presente che i loro soldi non sono piu’ remunerati. 
A Firenze, per esempio, Publiacqua spa deve essere mandata a casa e sostituita da, presumibilmente, un consorzio dei Comuni che fruiscono di quel servizio. I Comuni dove prenderanno i soldi per la gigantesca operazione che Publiacqua ha avviato di risistemazione della rete? Da dove li prendono tradizionalmente: i tributi e il pagamento del servizio in se’.
E cosa diremo all’Ue rispetto all’obbligo di concorrenza anche nei servizi di pubblica utilita’?Boh!!
Queste cose si sapevano anche prima e sono confermate dal responso referendario.
Abbiamo una pessima impressione, che chi la prendera’ in saccoccia saranno i soliti, cioe’ chi ha votato in un modo, che poi si ritrovera’ con norme diverse. Non sarebbe la prima volta. Come dimenticare che gli italiani hanno bocciato il finanziamento pubblico ai partiti, che oggi e’ presente anche piu’ consistente di prima, solo che lo chiamano rimborso spese elettorali? Come dimenticare che gli italiani abolirono il ministero dell’Agricoltura e poi fu fatto, e continua ad esserci, il ministero delle Politiche Agricole? Come dimenticare che gli italiani abrogarono le norme che impedivano la responsabilita’ civile dei magistrati, e poi furono introdotte norme che scaricavano sullo Stato questa responsabilita’?
Perche’ non dovrebbe accadere questo anche per l’acqua? O c’e’ forse qualcuno che pensa, sempre per restare all’esempio fiorentino, che Publiacqua spa verra’ mandata a casa e sara’ sostituita con qualcosa tipo “Acquedotto Pugliese”? O che il governatore della Toscana, Enrico Rossi, gran sostenitore del SI’ ai referendum acqua, sosterra’ di triplicare o quadruplicare le attuali bollette idriche che’ altrimenti non ci sara’ un becco di un quattrino per finire di rimodernare la rete e quindi evitare di usare il modello pugliese, cioe’ quello di una rete fatta di buchi con intorno pezzi di tubo? E per passare all’esempio pugliese, dove trovera’ i soldi e la managerialita’ il governatore Nichi Vendola, per i propri tubi bucati se non nella conferma dell’attuale gestione, magari con qualche partitocrate piu’ fedele alla sua maggioranza?
Sembra che non si alternativa al tradizionale mottofatta la legge gabbato lo santo. Dove la legge e’ il responso referendario, e il santo sono gli elettori, per l’ennesima volta’ esautorati nella loro funzione legislativa (pur se solo abrogativa) prevista dalla Costituzione.
Siamo estremi nel considerare che non ci sia alternativa a fregare chi ha vinto?”

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9 risposte a Ed ora, post mortem, parliamo anche dell’ acqua.

  1. vincenzo ha detto:

    Caro Frz,
    hai un bel “becco” 🙂 nel pubblicare questo articolo. Proprio tu che sostenevi a spada tratta la tesi di far cadere il referendum (per timore della vittoria dei SI) invitando a non votare, ora ne critichi gli esiti?
    Se aveste invece votato si sarebbe potuto avere un esito certo sui “pesi” reali dei Si e dei NO e non solo per l’acqua.
    Qualsiasi responsabilità sui risultati, quindi, è assolutamente anche vostra.
    Smettiamo di far battaglie di retroguardia ed imparate a guardarvi anche con un pò di senso critico.
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Francamente, caro Vincenzo, questo tipo di commento, da te, proprio non me lo sarei aspettato.
      Non votare ad un referendum è pienamente legittimo, e non mi dilungo a rispiegartene il perché. Non vedo quindi per quale ragione non sia poi un pieno diritto quello di fare un commento ex post, tanto più riportando la voce ufficiale di una delle più importanti associazioni dei consumatori.
      Capisco che, da un po’ di tempo in qua, sia ritornato di moda il vezzo di piazza di criticare e chiudere la bocca a chi ha un’opinione diversa, guardandosi però bene dall’entrar nel merito del problema, ma proprio da te, ripeto,…..

  2. vincenzo ha detto:

    Caro Frz,
    Forse credi di avere letto cose da me non scritte e quindi sono io a non capire :
    1) non ho scritto nulla sulla legittimità o meno del non votare
    2) non contesto certo il tuo buon diritto di pubblicare sul tuo blog qualsiasi cosa tu voglia … quando mai!
    Siccome però l’articolo critica gli esiti di un referendum da te osteggiato (e anche questo nel tuo diritto)
    potrò avere io, a mia volta, il diritto di stupirmi?
    Forse non è vero che avendo scelto col non voto di “chiudere la bocca” (facendolo fallire) a chi è andato a votare e non essendoci riusciti vi siete “consegnati” all’esito di chi ha votato?….E adesso ne criticate i risultati?
    Ma non è evidente che l’esito è dipeso anche dalla vostra scelta di non votare?….E’ una questione di logica.
    A proposito del chiudere la bocca…..quale delle due parti ha provato a chiudere la bocca all’altra?
    Il mio intervento verteva solo su questo unico argomento … e non ho avuto risposta nel merito.

    • frz40 ha detto:

      Certo, allora, devo che proprio dirlo: hai un bel coraggio ad insistere. Vuoi spiegarmi come ed in che modo coloro che hanno optato legittimamente per il no voto possono aver influito sulla vittoria dei SI, visto che questi hanno avuto il 54% delle preferenze non dei votanti ma di tutti gli aventi diritto al voto, contro un 3% di NO ? Andando a votare, quel 43 % di non votanti, avrebbe fatto vincere i NO?

      Non votare ad un referendum non vuol dire “tentare di chiudere la bocca ai SI” ma semplicemente utilizzare un’opzione legittima per opporsi ad una più che prevedibile ondata emotiva di SI. Ed è stata, tra l’altro, l’opzione che ha vinto tutti i precedenti referendum dal 1995 in poi. E come mai adesso, all’improvviso sarebbe diventata un tentativo per chiudere la bocca? Perché c’era Berlusconi di mezzo?

      Credimi. Quel 43% di non votanti, non è un 43% di imbecilli o di impediti, ma solo un 43% di persone che la pensa diversamente dai SI.
      In tutti i referendum i SI sono per natura una larga maggioranza e non è un caso che la legge preveda un quorum. Da soli l’avete raggiunto con il 54% dei voti degli aventi diritto e avete vinto. Bravi, ne pagheremo tutti le conseguenze, ma almeno non pigliateci per i fondelli.

      E visto che tutti ne pagheremo le conseguenze sarebbe bene che, almeno adesso, dopo aver votato, guardiate per che cosa avete votato. Cosa che ti guardi bene dal fare anche tu, visto che sul merito di quanto ha scritto l’ADUC non hai speso nemmeno una parola.

      Era questa la risposta che ti mancava?

      E adesso dimmi: con quel tuo « hai un bel “becco” nel pubblicare questo articolo» non volevi forse dirmi che avrei fatto meglio a non pubblicare questo articolo e, quindi, non era questo quanto meno un invito a chiudere la bocca? Un po’ di sincerità, dai.

  3. marisamoles ha detto:

    Scusa, Vincenzo, ma proprio il risultato del referendum parla da solo. Non c’è bisogno di conoscere il “peso” dei no, basta far riferimento alle astensioni, seppur considerando plausibile che una percentuale, secondo me molto piccola, non sia andata a votare per motivi vari, dall’indifferenza agli impegni lavorativi o di svago, ad eventuali malattie … Insomma, non solo è legittimo dire la propria opinione sui risultati, anche da parte di chi si è astenuto, ma è doveroso, a parer mio, mettere in risalto gli aspetti negativi di questo risultato. D’altra parte credo che la maggior parte di chi ha votato “sì” l’abbia fatto solo come presa di posizione politica e forse si è fidato di quello che i favorevoli al referendum hanno inculcato (ah, quanto mi piace emulare il cav! 😉 ) loro, senza predere alcuna posizione critica nei confronti delle proposte e senza farsi nemmeno delle domande. Mi pare più onesto l’atteggiamento critico di chi si è astenuto e che comunque deve accettare il risultato, visto che siamo in democrazia. Così come, altrettanto democraticamente, si deve concedere a tutti diritto di parola e di critica.

    Buona giornata.

    • frz40 ha detto:

      Pare che da qualche tempo in qua esprimere le proprie idee sia consentito solo ad una certa parte politica. Gli altri vengono zittiti ancor prima di parlare.

  4. vincenzo ha detto:

    Caro Frz,
    Nel mio, o dovrei dire nostro caso, non capisco la continua allusione che fai su coloro che zittiscono chi la pensa diversamente.
    Non mi sento tirato in ballo perchè sono un democratico e non ho mai negato a nessuno di parlare nè ne avrei il potere e, anche se lo avessi, non lo eserciterei in tal senso.
    Quando dico “hai un bel becco” lo ritengo frase polemica verso l’argomentazione .. non certo metto in dubbio il diritto d’intervento.
    I miei interventi su questo blog sono spesso fuori del coro specie su questioni politiche … eppure tu hai mai censurato i miei scritti… quindi siamo democratici in un clima democratico …. diversamente non interverrei.
    Dal conteggio post elettorale in effetti risulta che avrebbe vinto in ogni caso il Si. Hai ragione tu.
    Nell’euforia di un Si così schiacciante, che dà un segnale forte al Governo da parte del Paese non ho fatto altri ragionamenti più analitici. (in questi giorni sai come ero impegnato con Vittoria)
    Ripeto: hai ragione tu.
    Peraltro penso si possa dire che il voto scaturito democraticamente probabilmente favorirà un
    cambiamento ed io, purtroppo qui solo io, sono ottimista.

    • frz40 ha detto:

      Credo che su questo mio articolo ci siamo detti tutto e la chiudo qui.

      Visto che me lo consenti (ma l’avrei fatto comunque 🙂 ), appena avrò un attimo di tempo ritornerò con un post sul tema del referendum, e sul significato di questi SI, riportando un articolo di Luca Ricolfi, saggista e politologo che ben conosci da La Stampa, che è apparso sul sito http://www.linkiesta.it, del quale LIbero pubblica ampi stralci.

      Buona giornata.

  5. Pingback: Referendum. L’opinione di Luca Ricolfi | Frz40's Blog

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