Ridicolo !! Per i test Invalsi ci mancava pure questa.

Sono un sostenitore dei test Invalsi per le scuole, ma se succedono di questi guai troveranno veramente vita dura.

Se la notizia è corretta (via: BLIZ Quotidiano ) per l’esame di terza media sono state inviate ai professori griglie di correzione sbagliate. Sia per il test d’italiano, sia per quello di Matematica.

Già i prof vedono questi test come il fumo negli occhi, se pure li si obbliga ad un doppio lavoro……

Ma non potevano prestarci più attenzione?

Aggiornamento 23 giugno

Per completare l’informazione ritengo opportuno riportare qui di seguito il Comunicato Stampa dell’INVALSI sul tema in oggetto:

Il 20.06.2011 si è svolta la Prova nazionale predisposta dall’INVALSI. Essa ha coinvolto quasi 600000 studenti di tutte le scuole statali e paritarie. Il fascicolo di Italiano e di Matematica, così come la griglia di correzione per l’individuazione delle risposte corrette e per l’attribuzione del punteggio non contenevano alcun errore, garantendo quindi la piena validità della prova.

Insieme alla griglia di valutazione per il calcolo manuale del punteggio e del relativo voto, l’INVALSI ha messo a disposizione delle scuole una maschera elettronica per il calcolo automatico del punteggio e del voto da esso derivato. Alle ore 19.30 del 20.06.2011, anche a seguito della segnalazione di alcune scuole, è stato rinvenuto un malfunzionamento della maschera elettronica e, verificata la reale sussistenza del problema, l’INVALSI ha prontamente pubblicato alle 19.45 le maschere corrette, dandone comunicazione per mail a tutte le istituzioni scolastiche.

Per evitare che le scuole che avevano calcolato i punteggi e i voti con le predette maschere dovessero digitare nuovamente i dati già immessi, l’INVALSI sì è immediatamente attivato, giungendo a una soluzione per le classi campione dalle ore 10.30 del 21.06.2011 e dalle ore 15.30 dello stesso giorno per tutte le classi non campione che hanno utilizzato le maschere elettroniche per il calcolo del punteggio e del voto della Prova nazionale.

Frascati, 21.06.2011

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17 risposte a Ridicolo !! Per i test Invalsi ci mancava pure questa.

  1. Antonella Messina ha detto:

    Mi scusi, ma solo un sostenitore della farsa-INVALSI poteva chiedersi blandamente “Ma non potevano farci più attenzione?”. I poveri disgraziati che hanno lavorato ore e ore per niente si sono espressi diversamente, mi creda! Antonella Messina

  2. Antonella Messina ha detto:

    Mi scusi, ma solo un sostenitore della farsa-INVALSI poteva chiedersi blandamente “Ma non potevano farci più attenzione?”. I poveri disgraziati che hanno lavorato ore e ore per niente si sono espressi diversamente, mi creda! Antonella Messina

    Anche la sua replica è degna di un “sostenitore dei test Invalsi”, e soprattutto è degna di uno che non ha lavorato (lo ripeto) ore e ore…

    • frz40 ha detto:

      Se mi lasciava perplesso quel suo primo “ore ed ore” ora capisco definitivamente che non ha la più pallida idea di cosa vuol dire lavorare per ore ed ore.

  3. marisamoles ha detto:

    Io non ho dovuto correggere i test InValsi ma so benissimo cosa significhi lavorare ore ed ore … lo sto facendo tuttora, quando tutti pensano che sia già in vacanza.

    Scusa, ma l’ironia qui è fuori luogo.

    • frz40 ha detto:

      Anche tu ore ed ore per correggere un test Invalsi? Non credo.

      • marisamoles ha detto:

        Scusa, frz, ma ho scritto: “Io non ho dovuto correggere i test InValsi”, quindi non posso sapere quanto tempo ci vuole. Dipende dal numero degli allievi e dalla lunghezza del test, comunque dalle 3 alle 4 ore, stando a quanto detto dai miei colleghi.
        Credo che Antonella Messina si riferisse anche al fatto che, essendo state consegnate le griglie errate, i tempi si sono ulteriormente allungati. Dico questo indipendentemente che si ritengano o meno una “farsa” i Test Invalsi.

        Forse lei è stata un po’ pungente nella sua ossrvazione iniziale, tuttavia credo che tu ti sia fissato con il fatto che gli insegnanti non sappiano cosa significhi lavorare ore ed ore. Anzi, secondo te la maggior parte non sa nemmeno cosa significhi lavorare. E questo, se permetti, mi infastidisce non poco e tu lo sai bene.

        Io ho sempre pensato che il lavoro, qualsiasi esso sia e indipendentemente dal tempo che richiede, sia degno di rispetto perché, sempre che si faccia il proprio dovere, costa sacrificio. Tu, invece, sei dell’avviso che certi siano lavori seri e altri no. Mi pare poco rispettoso.

      • frz40 ha detto:

        Queste sono tutte deduzioni tue e del tutto gratuite. Io rispetto tutti i lavori, quelli degli insegnanti che si impegnano come e più degli altri.

        Se non sai cosa vuol dire correggere i test Invalsi di una classe di terza media non ti intromettere. Una che fa cadere dal cielo lo sforzo dicendo che ci vogliono ore ed ore, con le risposte prefincate, non sa cosa dice. Di questo parliamo e non di altro.

        Modo di interloquire a parte.

        Sulle griglie errate ero già stato critico anch’io.

  4. marisamoles ha detto:

    Non mi devo intromettere? Ok. Ma mi pare che io abbia lasciato spesso che tu ti “intromettessi” nelle discussioni riguardanti la scuola e su cui ha delle competenze limitate. Mentre io, se si parla di scuola e di tempo “perso” a correggere test o altro, so qualcosa di più.

    Comunque, ora so come replicare la prossima volta.

  5. frz40 ha detto:

    Cara Marisa,

    Ti conosco da troppo tempo e ti voglio troppo bene. E sono contento di non averti risposto ieri sera.

    Credo, ora, che sia meglio chiuderla qui.

  6. marisamoles ha detto:

    Io ero stanca ieri sera e sono stanca anche ora. Questo perché, dopo dieci mesi di scuola e lo stress che il nostro lavoro comporta (e certamente non solo a causa della correzione degli elaborati), alla fine si arriva esausti. E lascio da parte il discorso “maturità” perché è un “di più” che tocca a me ma non a tutti.

    Per questo motivo sono particolarmente suscettibile di fronte alle insinuazioni del tipo “gli insegnanti non sanno cosa voglia dire lavorare per ore ed ore”, al di là dello specifico contesto e al di là delle affermazioni di Antonella Messina. Nei numerosissimi post dedicati alla scuola, nonché nei numerosissimi commenti lasciati sul mio blog, hai dimostrato di nutrire forti pregiudizi nei confronti del nostro lavoro, anche se poi ti premuri a sottolineare che rispetti quelli che lavorano con impegno ecc. ecc. Ma alla fine io leggo fra le righe una sorta di presa in giro degli insegnanti, tutti, che non sono disposta a tollerare. Al di là della nostra amicizia, questo non posso fare a meno di pensarlo e trovo onesto dirlo.

    Scusa se non sono riuscita a “chiuderla qui” ma è proprio perché ti voglio troppo bene che non ce l’ho fatta a tacere.

    • frz40 ha detto:

      Visto che non sei disposta a “chiuderla qui”, sarà bene che anch’io la dica tutta.

      1. Questo post è nato con un titolo “Ridicolo, per i test Invalsi ci mancava pure questa” che suonava ampiamente critico nei confronti dell’Invalsi.

      2. Ciò nonostante mi son sentito appellare con un insolente “ma solo un sostenitore della farsa-INVALSI poteva chiedersi blandamente …..” da una che si auto classificava tra “I poveri disgraziati che hanno lavorato ore e ore per niente”

      3. Ho risposto A LEI, e non alla categoria, che  capivo “il suo disappunto”, ma mi lasciavano un po’ perplesso i termini: “farsa” e “ore e ore”. Non dovevo dire nulla? E’ una risposta scortese?

      4. Con reiterata insolenza mi son sentito dire che la mia replica era “degna di un “sostenitore dei test Invalsi” – faceva prima a dire  “di un deficiente” – che non ha lavorato (lo ripeto) ore e ore… “

      5. Povera vittima !!! Non sa nulla di me, ma evidentemente deve aver pensato che quel lavoro extra, che le è stato ingiustamente richiesto, le abbia dato il diritto di dire qualunque cosa.

      6. Poiché credo di saper valutare:

      A) che il verificare se 25 allievi hanno messo al posto giusto, ciascuno, una quarantina di crocette e che  l’attribuzione ad ognuno di un punteggio secondo una griglia prefissata , non poteva comportare un lavoro di “ore ed ore”;

      B) che il lavoro supplementare ha toccato un limitato numero non di elaborati ma di schede di valutazione;

      mi son permesso di dire alla mia interlocutrice che LEI (e solo LEI) non sa cosa vuol dire lavorare ore ed ore. Nulla a che vedere con la categoria degli insegnanti. Non dovevo?.

      7. A questo punto sei intervenuta a difesa della collega “un po’ pungente” – bontà tua – tacciandomi di di essere “fissato con il fatto che gli insegnanti non sappiano cosa significhi lavorare ore ed ore”, “ Anzi, secondo me la maggior parte non sa nemmeno cosa significhi lavorare” . Non ho mai detto cose simili e ti sfido a trovare dove “Nei numerosissimi post dedicati alla scuola, nonché nei numerosissimi commenti lasciati sul tuo blog” io avrei mai fatto tali affermazioni.

      8. Del pari ti sfido a dirmi dove e in che modo io avrei mai mancato di rispetto per il tuo lavoro che, al contrario, ho sempre difeso e per la sua importanza e il suo valore, dimostrando non solo il mio rispetto ma il mio particolare apprezzamento per quei molti insegnanti che col loro entusiasmo e il loro sacrificio tengono in piedi il carrozzone.

      9. I punti su cui abbiamo avuto delle divergenze d’opinione sono altri e ben precisi. Te li elenco:

      A) Nonostante l’impegno, lo ripeto, della maggior parte degli insegnanti a mio avviso la scuola ha molti nuovi passi da fare e molte mele marce da eliminare. A questo fine ritengo che i test Invalsi siano uno strumento valido per individuare i punti e le aree geografiche di carenza e sostengo che ci sono tutti i mezzi per far il modo che la scuola non si trasformi in una sorta di teaching to test. Del pari penso che un sistema di premi/punizioni, basato sui risultati conseguiti, sia indispensabile per migliorare la qualità media dell’insegnamento.

      B) Pur essendo molto lontana da me, anzi totalmente assente, l’idea che gli insegnanti siano dei fannulloni impiegati a mezzo servizio, non posso non rilevare che per loro è ben diversa la possibilità di gestire il proprio tempo poiché nessun’altra professione prevede:

      – Un impegno di 18 ore settimanali in ufficio, cioè a scuola, più un’altra ventina di ore gestibili discrezionalmente al proprio domicilio;

      – e questo per 9 mesi all’anno (dal  12 Settembre al 13 giugno, con due chiusure a Natale e Pasqua che quest’anno sono state di 18 e 11 giorni, rispettivamente, per la Regione Piemonte)

      – mentre gli altri tre mesi sono di vacanza, seppur in gran parte con il vincolo della reperibilità e il gravame delle maturità e degli esami ai primi di Settembre.

      10. Per le divergenze sorte tra di noi su questi due punti, già in passato mi sono astenuto dall’intervenire su tuo blog, e l’ho fatto, salvo rare eccezioni. Nulla hanno a che vedere con lo stress che il vostro lavora comporta, né con l’apprezzamento e la stima che, lo ripeto, provo per la maggior parte di voi.

      11. Tu, comunque, qui sei sempre gradita.

  7. marisamoles ha detto:

    Non ho proprio tempo per replicare punto per punto. E poi queste cose ce le siamo dette mille volte e nessuno dei due cambierà idea.

    Mi limito a fare qualche precisazione sul punto 9 B. Secondo paragrafo: ti assicuro che, avendo passato quasi tutti i week end reclusa a correggere compiti o a lavorare comunque per la scuola, preferirei essere costretta a rimanere a scuola 8 ore al giorno durante la settimana. Alla fine solo a vedere le pile di compiti sulla scrivania mi viene da vomitare. Terzo paragrafo: qui le vacanze di Pasqua erano molto più corte e in ogni caso le ho passate, come quelle natalizie, in buona parte a correggere compiti. Quarto paragrafo: i tre mesi di vancanza esistono solo per gli insegnanti di religione.

    Infine, per il punto 11 ti dico grazie, ma lo sapevo comunque. 🙂

    P.S. Il venerdì, avendo lezione le ultime tre ore della mattina e le prime due del pomeriggio, ho dovuto provvedere al pranzo a MIE SPESE e mangiare sul tavolo della sala insegnanti, tra pile di libri e borse abbandonate qui e là, senza mensa né buoni pasto. Ti pare giusto? Quale altra categoria di lavoratori ha questo trattamento? Senza contare che siamo gli unici ad avere le “ore buche” che, seppur utilizzate da ciascuno come meglio crede, costituiscono un disagio e alla fine sono ore di lavoro effettivo perché raramente si va a fare la spesa o un giro in centro.

    • frz40 ha detto:

      Credo che ora possiamo veramente chiudere qui. Io, almeno, non ho altro da aggiugere, se non farti i migliori auguri per te e per i ragazzi della tua matura.

      Un abbraccio.

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