Solo la “carta straccia” può parlare.

Scrive Piero Ostellino sul Corriere del 25 giugno (link):

La crisi del berlusconismo —che, oltre tutto, di suo, non e mai stato assimilabile al liberalismo — sta producendo la tacita espulsione anche del pensiero liberale dal linguaggio politico e giornalistico. C’e un clima di intimidazione, se non proprio di epurazione, nei confronti di chi ancora ne richiami procedure, principi, comportamenti etico-politici che dovrebbero essere ormai acquisiti dalla storia dopo il tragico secolo dei totalitarismi.

Pare ci si voglia prendere la rivincita su un pensiero al quale si devono le liberta di cui godiamo e lo stesso progresso civile che ha segnato il cammino del nostro mondo; si vuole azzerare tutto per ricominciare da capo con una regressione nella teologia sociale ed economica medievale. I quattro gatti liberali — i cui articoli compaiono ancora saltuariamente solo sulle colonne di questo giornale o di qualche foglio semi clandestino — si interrogano se sarà ancora possibile scrivere quello che pensiamo.

A inquietare non sono le sensazioni; sono i fatti. 

L’articolo, che titola: “La sinistra illusa dalle vecchie teologie”, così prosegue:

Il circuito mediatico-giudiziario, con demagogico furore classista, copre di fango chiunque sia arbitrariamente arruolabile in quella sorta di artificiale girone infernale che e la Casta non solo politico-amministrativa, ma anche sociale, senza alcun rispetto per il più elementare garantismo. 

In tema  di diritto del lavoro, cade nel silenzio persino la proposta di un uomo di sinistra come Pietro Ichino volta a eliminare la distinzione fra lavoro a tempo indeterminato, oggi garantito contro ogni logica industriale, e il cosiddetto precariato, esposto alla crisi economica, per garantire tutti, in caso di licenziamento, attraverso un sistema di tutele para assicurative più consono a una economia di mercato. 

In economia, si registra con entusiasmo la fine dell’ondata liberista — devo essermela persa — per salutare il ritorno al corporativismo protetto dallo Stato che ha prodotto il colossale debito pubblico che ne mette in pericolo la stessa sopravvivenza finanziaria. Il ritornello col quale si esorcizza ogni idea di riforma fiscale — le attuali condizioni non la consentono — e lo stesso progetto di ridefinizione delle aliquote a parità di gettito globale, sono l’alibi col quale si cerca di nascondere l’eccesso di spesa pubblica, l’ipertrofia, l’invasività e, in definitiva, il fallimento dello Stato contemporaneo che costa  il cinquanta per cento della ricchezza prodotta, moltiplicando inefficienze, clientele, corruzione, sprechi. 

La crisi del berlusconismo induce a una grande illusione che l’opposizione incoraggia —legittimamente, ma catastroficamente anche per se stessa — nella speranza di trarne profitto elettorale: che la crisi sia politica. Basterebbe liberarsi del berlusconismo e tutto si risolverebbe. Ma  la crisi è culturale; quella politica ne è solo l’effetto e non la si cura silenziando quel po’ di liberalismo ancora in circolazione. Anzi .

Piero Ostellino, classe 1935,  è ancora uno dei pochi giornalisti di spirito e cultura liberale.

E’ editorialista del Corriere del quale è stato direttore dal 1984 al 1987. Oltre agli editoriali, scrive ogni Sabato un pezzo per la sua rubrica “Il dubbio”, la cui raccolta trovate qui.

Ha tutte le ragioni. Sente vivo su di sé il peso di questa strategia del “silenziare”, meglio sarebbe dire  del tappare la bocca, nei confronti di chi osa esprimere il proprio pensiero dissociandosi dalla solita “carta straccia”. Qualche mese fa subì anche lui la contestazione degli ultrà, che commentò così L’ antiberlusconismo, l’ Etica e la Politica

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2 risposte a Solo la “carta straccia” può parlare.

  1. Daniele ha detto:

    Non vorrei che il sentirsi o l’essere liberista/liberale, significhi incosciamente appartenere a una corrente di pensiero di cui ci si debba vergognare e per la quale ci sia la necessità di mantenere la più cauta riservatezza..
    Abbiamo paura? di chi e di cosa?
    Sicuramente c’è paura del metodo totalitarista che aizza il mordace cane dello sputtanamento o del giustizialismo moralista, contro chi la pensa diversamente ( e siamo la maggioranza ) , e tale metodo è messo in atto non solo dagli organi preposti più o meno legittimamente a farlo, ma anche dal più insospettabile dei vicini di casa, che per invidia o per ritorti personali non mi mette la scala a seminare odio e sputtanamento che arrivano in qualche modo all’opinione pubblica.
    Il separatismo tra liberali e frustrati illiberali ( dei quali potrei fare un identikit circa le caratteristiche psicosomatiche e le abitudini ) viene confuso come lotta tra centrosinistra e centrodestra.. Ha ragione Ostellino a dire che la componente politica è solo una conseguenza di una frustrazione repressa che fa parte di una crisi culturale . E’ sconcertante notare che chi ha il timone di tale situazione sociale è quella massa di giornalisti, intellettuali, uomini di spettacolo e di mille parole, che si sono intossicati per anni di un autoreferenzialismo culturale tale da non capire più la differenza tra illusione e realtà, una sorta di movimento hyppie dell’informazione, che dopo essersi drogato per anni con il fumo delle proprie convinzioni ,produce per effetto della frustrazione una valanga di fango dalla quale è difficile fuggire e che intimorisce il mite liberale che nel frattempo si è rincoglionito all’ombra del progresso e della tossicodipendenza da benessere… Per non vedersi estirpato del piccolo e personale castello costruito , il piccolo liberista si tappa occhi naso ed orecchi, sperando che il vento , che odora di fango, passi in fretta…. e non si accorge per indolenza, che non si tratta di semplice folata, ma di una vera e propria valanga , alla quale nessuno, per paura, per pigrizia e per egoismo, ha il coraggio di porre un argine…. Pansa, Ostellino, Ferrara……aiutateci a far fronte a tutto ciò…. Ponete in atto il Controriformismo giornalistico e mediatico che sia di bilanciamento a questo schifo che mi tocca leggere e vedere tutti i giorni…Noi piccoli liberisti stiamo ancora aspettando che il vento passi….

    • frz40 ha detto:

      Mi son solo permesso di sostituire con “fango” (che va anche più di moda…) il termine originale da Lei usato.

      Per il resto concordo, ma non credo che questo vento passerà tanto in fretta.

      Buona giornata.

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