Ma allora, Strauss-Kahn…..?

Come anticipato dal New York Times  sono stati revocati gli arresti domiciliari a Dominique Straus-Kanh e gli è stata  restituita la cauzione che aveva dovuto versare. Potrà muoversi quindi liberamente negli Stati Uniti, ma non allontanarsene, in attesa del previsto processo che si svolgerà, comunque, il prossimo 18 luglio.

Il tutto dopo soli 35 giorni dall’aver commesso il presunto stupro.

«Riconosco che le circostanze di questo caso sono cambiate sostanzialmente e riconosco che il rischio che lui non si presenti si sia attenuato di molto. Rilascio il signor Strauss-Kahn sulla base della sua dichiarazione formale che rispetterà determinate condizioni», ha detto il giudice Michael Obus della Corte suprema statale di New York, così confermando i molti dubbi¸ confermati anche dal procuratore Cyrus Vance, sulla credibilità delle accuse avanzate dalla cameriera, una donna di 32 anni originaria della Guinea.

Alla base del ripensamento dei magistrati risulterebbero , in particolare,  le false testimonianze rese al Jury dalla 32enne cameriera, Ophelia Famotidina, sui tempi del presunto incidente.

Gli inquirenti, inoltre,  avrebbero registrato una sua conversazione telefonica con un detenuto in carcere per il possesso di 400 grammi di marijuana, nella quale si discuteva dei possibili vantaggi derivanti dalle sue accuse a 24 ore dal suo incontro con Dsk.

Pare anche che Ophelia non fosse proprio quella sprovveduta immigrata di colore che voleva far credere: l’uomo all’altro capo del telefono figura in un elenco di individui che hanno fatto una serie di bonifici bancari a favore della donna, per un totale di 100mila dollari negli ultimi due anni.

Inoltre Ophelia pagava ogni mese bollette da centinaia di dollari a cinque diverse compagnie telefoniche ed aveva dichiarato il falso anche nella sua richiesta di asilo per la quale gli assistenti procuratori distrettuali John  McConnell e Joan Illuzzi-Orbon scrivono che «Nella sua richiesta (di asilo) (la donna) ha dichiarato sotto giuramento che lei e suo marito furono perseguitati, la loro casa distrutta dalla polizia, il marito picchiato e rinchiuso in carcere fino a morire, che lei a sua volta subì violenza…. Nella sua dichiarazione lei ha sostenuto che tutto ciò successe per l’opposzione sua e di suo marito al regime. Fu così che nel 2004 la donna riuscì a convincere le autorità americane a concederle asilo».

Nel mio precedente post sulla delicata vicenda (link),  pur se dichiaravo il mio scetticismo sul dar sempre credito all’accusa per questo tipo di reato in quanto normalmente fondato sulle dichiarazioni di una sola delle due parti con prove facilmente costruibili ad hoc, in questo caso mi pareva di poter pensare ad una possibile colpevolezza più che per i precedenti emersi a carico di DSK per il fatto che a chiamare l’ambulanza e a denunciare l’accaduto alla polizia sia stata la direzione del Sofitel, dopo che quattro dipendenti riferirono di aver visto la donna, in stato di agitazione, che faticava a parlare e a respirare, mentre cercava di vomitare e sputava più volte sul pavimento, terrorizzata dall’idea di perdere il lavoro

Non mi pare ora che nemmeno questo sia ancora del tutto vero, dato che l’avvocato dell’accusatrice Kenneth Thomson ha precisato che la cameriera avrebbe ammesso di aver reso una falsa testimonianza omettendo il fatto che, dopo la presunta aggressione di Dominique Strauss-Kahn nella camera 2806 dell’albergo, avrebbe pulito un’altra o addirittura altre tre camere rimandando così nel tempo la denuncia dell’incidente al supervisore dell’albergo.

Le inchieste comunque  proseguono e staremo a vedere. Ma di tre cose sempre più mi convinco:

–        Che bisogna essere sempre molto prudenti nel formular giudizi;

–        Che la giustizia americana ha molte marce in più rispetto alla nostra e a quella, sì, bisogna credere;

–        Che sarebbe ora di finirla con i processi mediatici che altra ragione d’essere non hanno che quelle di far vendere giornali e sollevare lo share per le tv.

(Fonti La Stampa, Il Messaggero, AdnKronos)

E questo interessante articolo di Pierluigi Battista sul Corriere:  “Avvocati irriducibili e accusa garantista: esempio anche per noi”

Questa voce è stata pubblicata in Disinformazone e faziosità, Fatti e notixie dall'estero e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

9 risposte a Ma allora, Strauss-Kahn…..?

  1. Drilly ha detto:

    Scusa ma non potrebbe essere che Ophelia abbia ritirato l’accusa dopo generosa offerta da parte del clan di Strauss-Kahn? In fondo meglio un bel malloppo di dollaroni subito che un lungo processo che non sai mai dove andrai a finire. In fondo Strauss non è nuovo a imprese del genere! Vuoi che si sia redento proprio ora? Allora lei era consenziente?

    • frz40 ha detto:

      Parrebbe proprio, invece, che quel malloppo le sia scivolato tra le dita…. e adesso rischia pure qualche anno gi galera.

      Bah !!! Chissà se sapremo mai la verità.

  2. Drilly ha detto:

    Leggi sul Corriere di oggi, domenica, (pag. 13) ciò che scrive Erica Jong a proposito di questa vicenda. Sono d’accordo con lei. Ti ricordi cosa successe in America a proposito di quel grande campione di golf che uccise la moglie? Non colpevole………….e poi dicono che la giustizia americana è la migliore del mondo! Beh……a questo punto teniamo la nostra anche se è una schifezza!

  3. frz40 ha detto:

    Ho letto. Il problema sta tutto in queste due affermazioni, che Erica Jong da per certe: «Ciò non elimina il fatto che sia stata stuprata: (1) le prove del Dna sono inoppugnabili. DSK è colpevole e (2) nessuno ha messo in dubbio che l’abbia assaltata sessualmente».

    La prima: dopo un rapporto orale, così come è avvenuto,  di DNA la donna ne può spargere quanto, come e dove vuole. Non mi pare che sia una prova ‘inoppugnabile’.

    La seconda: lui ha sempre sostenuto che lei era consenziente e molti indizi lo lasciano credere. Ad esempio lui 65 anni, lei 32 e 80kg di peso. Ma soprattutto: io non mi fiderei ad imporre (e come?) un rapporto orale ad una che può causarmi una menomazione orribile.

    Comunque sia il processo è tutt’ora programmato e se l’accusa potrà sostenere la tesi dello stupro, stai tranquilla che lo farà.

    Sin dall’inizio dubitavo della colpevolezza, ora non io son convinto di una totale innocenza di DSK, ma con tutte le palle che Ophelia ha raccontato, sotto giuramento, non vorrei essere nei panni di quel PM che, tra l’altro, si sta giocando la carriera.

  4. Drilly ha detto:

    Ma ti rendi conto che non capisco cosa vuoi dire? Sii chiaro: è colpevole o no? questo giri di parole non sono da te. Ciao

    • frz40 ha detto:

      Mi sono occupato di questo caso più per capire il funzionamento della giustizia americana che per entrare nel merito delle responsabilità dei soggetti interessati, in una vicenda che mi pare di per sé comunque piuttosto squallida.
      Visto che mi chiedi quale sia il mio pensiero, cercherò di risponderti col buon senso, sulla base di quelli che paiono essere i fatti certi.
      1. DSK stava partendo ed aveva un aereo da prendere di lì a poco tempo. Mi sembra impossibile che si sia ordito un complotto stanti i pochi minuti a disposizione per realizzarlo. La scarsa affidabilità di Ophelia ed i suoi precedenti facilmente riscontrabili mi fanno escludere totalmente che l’abbiano scelta per un intrigo internazionale.
      2. Le camere di un albergo non vengono riassestate sequenzialmente, prima la 1 poi la 2, poi la 3 e così via, bensì man mano che gli ospiti fanno il check-out. DSK non poteva sapere, dunque, se sarebbe stato il momento di rifare la sua camera e, quindi, non me lo vedo nudo dietro ad una porta ad aspettare.
      3. Un rapporto sessuale, ma non si sa bene quale, ha certamente avuto luogo ed è stato consumato fino in fondo. Non mi pare credibile che sia iniziato con una violenza tale da costringere la donna a subirlo. Tanto meno se è stato di tipo orale. Una donna ha tutti i mezzi per opporsi se si trova in un posto dove molti possono udirla se grida, oppure se, con 80 kg. di peso può comunque esercitare la sua maggior forza fisica.
      4. Qualcosa di anomalo dev’essere, tuttavia, accaduto. Lo testimoniano due fatti: il telefonino dimenticato, che fa pensare ad un uscita frettolosa e con un po’ d’affanno dall’albergo, e il fatto che qualcosa di importante deve aver indotto la direzione del Sofitel a chiamare la polizia, mentre avrebbe avuto tutto l’interesse a tener sotto silenzio la questione.
      5. La donna presentava dunque sulle braccia e sul proprio corpo i segni di una certa violenza. Io penso ad una colluttazione avvenuta dopo il rapporto sessuale e a seguito di una discussione iniziata per un qualche motivo (ad esempio il prezzo della prestazione) e poi degenerata, passando a vie di fatto.
      6. Dal ché l’improvvisata decisione di lei di fargliela pagare con l’accusa di stupro. Dico improvvisata perché non sarebbe caduta nelle contraddizioni sulla dinamica dell’accaduto, ma l’avrebbe studiata sin nei minimi particolari, se fosse stato un piano programmato.
      Ti convince?
      Comunque, ripeto, della moralità dei soggetti in causa e delle loro responsabilità mi importa poco. Del funzionamento della giustizia, molto di più.

    • frz40 ha detto:

      Ti segnalo, sull’argomento, anche quest’altro mio post:Quale giustizia?

  5. Drilly ha detto:

    No non mi onvince…………………l’uomo sempre innocente è!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...