Calciopoli: un’ingiustizia frettolosa e parziale alla quale non si vuol porre rimedio.

La vicenda è quella di Calciopoli ed è nota. E’ quella di una ingiustizia sportiva frettolosa e parziale che ha preso, allora, in esame solo una parte degli avvenimenti e qualcuno ha pagato, altri ne hanno tratto beneficio. Scrivevo (LINK) qualche giorno fa:  “A gatta presciarola ficia i figghi orbi”. La gatta frettolosa fa i figli ciechi. (Proverbio calabrese). E così è stato.

E l’Inter si fregia così di uno scudetto al quale ben si adatta questo vecchio detto milanese: “Chi ghe l’ha d’òra, chi ghe l’ha d’argent e chi ghe l’ha che var nient” C’e’ chi ce l’ha d’oro, chi d’argento e chi ce l’ha che non vale niente

Ora, a distanza di anni, emergono a suo carico fatti che appaiono, agli occhi di tutti, quanto meno censurabili, ma quello scudetto se lo tiene ancora ben stretto, trincerandosi dietro al paravento che nessuno può proporre fatti che giuridicamente sono stati oggetto di prescrizione.

Giuridicamente sì, ma moralmente no.

La Federazione se ne è lavata le mani, con una decisione cavillosa che ha detto di non poter revocare lo scudetto perché allora, nel 2006, il commissario della Federazione, Guido Rossi,  non ne deliberò ufficialmente l’assegnazione. Molto bene, ma se lo scudetto non si può revocare perché non fu mai assegnato, vuol dire che non fu mai assegnato. O no? E’ la peggior scelta che poteva fare.  Il non prendere posizione non potrà che alimentare lo scontento delle tifoserie e alimentare il senso d’ingiustizia patito.

Abete sull’argomento ha aggiunto che si aspettava che l’inter rinunciasse alla prescrizione e Diego della Valle ha scritto a  Morati la lettera (che riporto per intero a pagina 2), dicendo in particolare:

«Chiedo a Massimo Moratti di sedersi pubblicamente intorno ad un tavolo insieme a me per cercare di spiegare ai tanti che vogliono sapere cosa sia veramente accaduto allora.

Non ci si può celare dietro silenzi inspiegabili da parte di alcuni protagonisti di questa vicenda, o nascondersi dietro cavilli giuridici come hanno fatto altri. Bisogna dare delle spiegazioni chiare, sincere e leali a tutti i tifosi di tutti i club coinvolti per permettere loro di capire cosa è veramente successo, spiegando tutto senza opportunismi, tatticismi e strategie mediatiche che in alcuni casi sono state di totale cattivo gusto, volendosi riparare dietro persone eccellenti che purtroppo non ci sono più».

Che risposta poteva aspettarsi? Picche. E picche è stato. “A Milan, sem minga pirla!!!

Dice Moratti che non ha nulla da spiegare a quel tavolo e si dichiara pure stizzito per il tono della lettera ricevuta (riporto a pagina 2 anche la risposta di Moratti).

Sarà stizzito  lui, ma non immagina quanto siano stizziti i tifosi delle altre squadre.

E’ una brutta vicenda, mal gestita sin dall’inizio, che avrà ripercussioni ancora per molto tempo.

Metteranno giudizio i tifosi agitati? Ne dubito, ma poi non lamentiamoci se succederà qualche guaio e se la credibilità del calcio andrà sempre più a farsi benedire.

Aggiornamento

A pagina 3 riporto anche una lettera che Piero Ostellino invia al direttore della Gazzetta dello Sport

Inizia così:

Caro direttore, lasciatelo dire. Voi giornalisti sportivi non ce la farete mai a spiegare come sono andate le cose del calcio nazionale dal 2006 ad oggi perché la vicenda non è sportiva, ma politica. [….]

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