Le vere “ragioni umanitarie” della guerra in Libia

Finalmente anche da sinistra si riconosce che le ragioni umanitarie non hanno avuto nulla a che vedere con la guerra in Libia. Lo testimonia questo “Buongiorno di Massimo Gramellini per La Stampa del 25 Agosto scorso.

“Pozzi di verità”

Guardando le foto della villa di madamina Gheddafi, mi è tornato alla mente il monologo di suo padre in Italia, giusto un anno fa: «Dal 1977 ho lasciato tutto il potere al popolo». Per sé e i suoi cari si era tenuto le piscine. E’ la solita doppia verità della politica, che in pubblico maneggia concetti elevati e in privato pensa agli affari propri e del proprio clan. Che ci caschino i sudditi di un dittatore è quasi patologico. Ma come mai anche noi, cittadini evoluti di una democrazia, continuiamo a bere spremute quotidiane di falsità senza provare un moto di disgusto? Le uniche guerre per la libertà che emozionano i governi occidentali sono quelle che avvengono nei Paesi ricchi di materie prime. Se un manigoldo massacra la gente in un deserto zampillante petrolio è un criminale che va estirpato in nome dei diritti umani. Ma se un manigoldo analogo semina il panico su una distesa di pietre, come sta avvenendo in Siria, le esigenze della libertà diventano subito un po’ meno urgenti e prevale il principio di non intervento negli affari interni di un’altra nazione.

Non mi illudo più che le classi dirigenti si facciano guidare da principi etici. Pretendo però che ci trattino da adulti e la smettano di pigliarci per i fondelli. Sai cosa gliene importa a Sarkozy della libertà dei beduini. E’ andato in Libia per impossessarsi dei pozzi dell’Eni. E noi controvoglia lo abbiamo accompagnato per tenerlo d’occhio. Dice il proverbio: la verità è nuda, tocca alla saggezza rivestirla. Alla saggezza, però, non alla faccia tosta.

Per di più non abbiamo nemmeno la più pallida idea di quale libertà e per quale democrazia abbiamo combattuto. O forse sarebbe meglio dire, ci siamo esercitati al tiro a segno. Se le cose finiranno così come oggi pare, sappiamo che la guerra l’ha perduta il Colonnello ma non
sappiamo, invece, chi l’ha vinta.

Dice Sergio Romano sul Corriere del 22 Agosto:

I ribelli hanno combattuto coraggiosamente, ma sono una forza raffazzonata composta all’inizio da qualche nucleo islamista, senussiti della Cirenaica, nostalgici del regno di Idris, una pattuglia democratica. [..] e il fatto che molti notabili siano stati alla finestra per parecchi mesi e abbiano cambiato campo soltanto nelle ultime settimane dimostra che nella migliore delle ipotesi il Paese sarà governato da una coalizione di opportunisti post-gheddafiani, lungamente complici di colui che ha dominato la Libia per 42 anni.

Sarkozy aveva due obiettivi. Sperava, in primo luogo, di oscurare con un rapido successo politico-militare l’imbarazzante ricordo delle sue amicizie egiziane e tunisine. E contava di diventare il partner privilegiato della maggiore potenza petrolifera dell’Africa settentrionale. Dopo una guerra molto più lunga del previsto, Nicolas Sarkozy constaterà probabilmente che un Paese distrutto e ingovernabile è il peggiore dei partner possibili.

Camerun ha obbedito a una sorta di tic imperiale e ha oggi altre gatte da pelare.

Barack Obama non crede che la vicenda libica possa giovare alla sua rielezione e ha fatto un passo indietro non appena l’operazione è diventata troppo lunga e complicata.

E la Nato ha vinto, tecnicamente, soltanto per evitare che la sua uscita di campo, dopo il fallimento dell’operazione umanitaria e lo stravolgimento degli scopi iniziali dell’intervento, divenisse agli occhi del mondo la prova della sua impotenza. Qualcuno prima o dopo si chiederà se la maggiore alleanza militare del mondo abbia interesse a spendere tempo e denaro per installare al potere un partito di cui ignora la composizione e i programmi.

Per di più

Di fronte a una transizione che si sta rivelando ovunque incerta e laboriosa, l’Occidente ha bruciato ormai la carta estrema dell’intervento militare. La Fratellanza musulmana in Egitto, Bashar Al Assad in Siria, gli Hezbollah in Libano, Ali Abdullah Saleh nello Yemen, Omar Al Bashir in Sudan e naturalmente Mahmud Ahmadinejad in Iran sanno che l’Occidente, assorbito dalle sue crisi economiche e finanziarie, potrà soltanto predicare democrazia e minacciare sanzioni: due armi che si sono dimostrate quasi sempre spuntate.

Bel risultato!

Penso ai 20 mila morti dichiarati, penso agli orrori che una guerra civile, come tutte, per molto tempo ancora si porterà dietro con il suo seguito di vendette politiche e vendette personali che sfoceranno in fucilazioni, torture, impiccagioni, in donne violentate, irrise e stuprate, in bambini abbandonati al loro destino, e mi chiedo se per quei pozzi di petrolio il più, di tutto questo, ne sia valsa la pena.

—-
Ad aggiornamento di questo post, riporto a pag,2 l’editoriale “Il bluff umanitario di Sarkozy” di Enzo Bettiza per La Stampa di oggi

Questa voce è stata pubblicata in Libia e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Le vere “ragioni umanitarie” della guerra in Libia

  1. Tamerice ha detto:

    Purtroppo è vero, gli spocchiosi e superbi francesi andranno a modificare (in peggio) l’unico paese del Nord Africa che ne era rimasto intoccato, conservando molta autenticità. E quanto tempo ci metteranno a scalzare le nostre aziende? Peccato davvero, in Libia si stava tanto bene…
    Una precisazione: la tanto decantata “reggia” di Aisha Gheddafi non era tanto diversa da una casa dell’alta borghesia (si fa per dire) tripolina, niente a che vedere con le sontuose dimore arabe…

    • frz40 ha detto:

      Ho solo una conoscenza sommaria di Tripoli, dove son stato una sola volta per affari, e del Paese, a differenza di quanto mi sembra che Lei abbia. Non parteggio per i lealisti, né per i ribelli. Sono però stufo di vedere come da televisioni e media ci vengono contrabbandate le notizie su quella guerra.Che è prima di tutto una guerra civile e quindi una guerra di indicibili orrori, da qualunque parte la si guardi.

      La ringrazio per il Suo intervento e invito i miei lettori a dare almeno un’occhiata al Suo blog.

  2. Tamerice ha detto:

    Non vorrei, in queste mie sommarie righe di commento essere apparsa filo-regime… I miei sentimenti soprattutto parteggiano per le persone libiche che per la mia breve (pochi anni) e soggettiva esperienza hanno lasciato un segno indelebile nella mia vita.
    Della stampa che dire, da un lato che è controllata dalla Nato, dall’altro che sono ospiti in un albergo sotto il controllo del regime, tanto sciolti non saranno…

    • frz40 ha detto:

      Non si tratta di essere pro o contro il regime. E’ la gente che fa pena. Che orrore la guerra.

      • Tamerice ha detto:

        Quante notti ho passato a piangere vedendo quei bimbi straziati… Personalmente – e penso sia una novità in generale – è la prima guerra che vedo per immagini (forti) grazie alle possibilità di raccoglierle e trasmetterle con così grande facilità. E’ anche la prima guerra che mi tocca da vicino…

      • frz40 ha detto:

        Ho letto recentemente alcuni libri di Giampaolo Pansa che hanno, come sfondo, vicende degli ultimi anni della nostra guerra civile e dell’immediato dopoguerra. Purtroppo non c’è limite all’orrore delle guerre fratricide: non risparmiano nemmeno i bambini.

  3. Pingback: Tanto per venire al pratico… | Frz40's Blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...