Lacrime e lacrimogeni

Dissenso e protesta, sì, ma no alla violenza

Indignarsi, protestare e far sentire la propria voce è legittimo. Più volte l’ho fatto anch’io recentemente, sia per come sono state condotte le discussioni relative alle recenti manovre economiche, sia per i punti che hanno toccato o evitato di toccare.

Ritengo, in particolare, inaccettabili certi privilegi di cui la Casta Politica gode e continua a voler mantenere.

Ho perorato il dimezzamento dei Parlamentari e dei politici nel loro complesso, pubblicando diversi post. Mi sono incazzato per certi loro privilegi di cui ho dato conto, come ad esempio il costo dei pranzi al Senato, e per altri di cui non ho riferito in assenza di validi riscontri, come ad esempio quello dei rimborsi sanitari che ho ricevuto per la terza volta tra le mail e che, visto che gli amici me lo chiedono, riporto a pagina due solo per conoscenza.

Del pari, però, ritengo inaccettabile il linguaggio di certe esternazioni tipo quella del comunicato di metà agosto del sindacato di polizia Coisp conseguente alla pubblicazione dei menù a prezzi di saldo riservati agli onorevoli romani.

Leggo che i poliziotti, indignati, chiedono di poter utilizzare i loro buoni pasto da 7 euro alla mensa di senatori e deputati, visto che nella loro vita reale è difficile far quadrare i conti con 1.500 euro al mese (raggiunti “faticosamente includendovi l’indennità di servizio esterno, i turni festivi e notturni e qualche ora di lavoro straordinario, quando viene pagata; quasi nessuno gode del privilegio della seconda casa, o meglio ancora di qualcuno che gli paghi, per anni, il mutuo della prima senza accorgersene; paga il biglietto del treno e dell’aereo, il pedaggio autostradale, l’entrata al cinema e allo stadio, il ticket sanitario per se stesso e per i suoi familiari e si veste come può e dove può, facendo i conti al centesimo per far passare la nottata”).

Fin qui tutto bene, ma non altrettanto questa conclusione: “Viene voglia di venire sotto Palazzo Madama e Montecitorio, magari il giorno di ferragosto, e spararvici all’interno i nuovi lacrimogeni in dotazione così si coglierebbero due piccioni con una fava, ovvero si otterrebbe lo sgombero immediato di certi ristoranti da politici mediocri e si testerebbero su quest’ultimi gli effetti dei nuovi artifici lacrimogeni in dotazione alle forze di Polizia”.

Non può un Sindacato permettersi ufficialmente questo linguaggio. Non ne abbiamo bisogno e cito questo episodio perché stiamo vivendo un momento molto difficile e complesso, nel quale c’è solo da augurarsi che il “mulo” di cui parla Giampaolo Pansa in questo suo intervento “ Bisogna star molto attenti alla rabbia dei calmi – Siamo un popolo paziente come un mulo, ma quando i sacrifici sono troppi speriamo che non si arrivi alla violenza“,  riesca ancora a mantener la calma. (lo riporto in questo post)

.

(sul comunicato Coisp si veda anche questo articolo di Filippo Facci per Libero oggi in edicola)

Questa voce è stata pubblicata in Fatti e notizie dall'Italia, Politica, vita quotidina e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...