Un paese forcaiolo dove la giustizia è quella di piazza.


Dopo oltre undici ore di camera di consiglio, è arrivata la sentenza d’appello su Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati dell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher: sono stati assolti con formula piena dall’accusa di omicidio.

«La Corte assolve entrambi gli imputati dai reati contestati ai capi A (omicidio), B (porto di coltello), C (violenza sessuale) e D (furto) per non aver commesso il fatto. Assolve dal reato di cui al capo E (simulazione di reato)  perché il fatto non sussiste; ordina l’immediata liberazione di Knox Amanda e Sollecito Raffaele se non detenuti per altra causa»

Così recita la sentenza. “Non si poteva decidere altrimenti”, commenta Carlo Federico Grosso nel suo editoriale per La Stampa di oggi.

Dice: 

Spiace che l’assassinio di una giovane donna rimanga in larga misura insoluto (non si può sicuramente dire che la condanna definitiva di Rudy Guede possa tranquillizzare le coscienze; anzi, la nuova sentenza aggiunge perplessità a perplessità). 

Regole e garanzie del processo penale devono, tuttavia, essere sempre rispettate, e nel caso di specie garanzia voleva che, di fronte alla contraddittorietà degli elementi emersi nel corso dell’istruttoria dibattimentale, i giudici non potessero fare altro che assolvere. 

Non c’erano indizi sufficienti, non c’erano, soprattutto, stante le contraddizioni emerse nel dibattimento, indizi univoci e concordanti.

Ma non la pensa così la piazza, che a Perugia, è esplosa in un clamoroso:

«Vergogna, vergogna, vergogna…» 

Così la descrive Guido Ruotolo, in un articolo per La Stampa:

Folla da stadio, da curva sud. È una piazza composita. C’e la signora forcaiola che direbbe la stessa cosa dopo qualunque sentenza: «È una vergogna. Adesso gli assassini sono in libertà. E Amanda fuggirà in America». C’è il signore complottista: «È stato creato un clima perché si arrivasse a questa sentenza. Dietro c’è la manina degli americani». Ma per strada ci sono anche tanti ragazzi, studenti universitari, quelli con il piercing al naso, con i capelli rasta. Insomma giovani che non diresti mai giustizialisti e dalla parte dei pm, che invece si uniscono al coro del dissenso per una giustizia ritenuta ingiusta.

Che gliene frega a loro della certezza delle prove? Che gliene frega del vecchio principio per il quale, se non ci sono prove sufficienti, cento colpevoli in libertà sono un prezzo meno alto di un innocente in galera. Il popolo non è tranquillo? Vuole la testa di un colpevole ad ogni costo? Se poi questa è quella di una ragazza americana, ricca, bella e piena di soldi da pagarsi i migliori legali, cosa si può chiedere di meglio?

E allora così sia. Viva il giudizio della piazza. Questo è il nostro Paese.

Aggiornamento del 5 ottobre

Così, sul suo blog, Christian Rocca, sul tema della piazza forcaiola.:

«Oggi Il Foglio, a firma di Giuliano Ferrara, scrive un meritorio articolo sul caso Amanda, sul caso Sofri, sul caso Berlusconi, ovvero sull’incredibile caso della giustizia italiana e si chiede: «Cari giornalisti stranieri, ora capite cos’è la giustizia in Italia?». Per farglielo capire meglio, il Foglio pubblica l’articolo anche in inglese. Non so, non credo che lo capiranno. Tre anni fa avevo provato invano a farglielo capire anch’io.

Intanto da noi succedono cose incredibili: la folla invoca la forca, l’accusa dice che c’è stata una campagna mediatica pro-Amanda (eh?!?), i deficienti ingolfano la rete con tesi complottistiche sull’apparato militare industriale americano, i secondini speciali lamentano che in questo modo il delitto non avrebbe colpevoli, Barbie Nadeau fa l’Alice nel paese delle meraviglie, i pm confidano in un “terzo grado” (che non esiste) come i tifosi si affidano alla lotteria dei rigori, un pm si inerpica fino a sostenere che se Amanda è stata condannata per calunnia come si fa a giustificare che non abbia anche ucciso?, un altro pm, donna per giunta, dice alla Stampa che Meredith odiava Amanda perché teneva in casa “vibratori e preservativi” (e semmai sarebbe un movente per l’omicidio di Amanda, non della povera Meredith), mentre Michele Serra scrive che la folla forcaiola che urlava vergogna nella piazza di Perugia è orribile allo stesso modo dei parenti “yankee” degli imputati (quelli del Tavoliere, evidentemente no) che gioivano alla notizia dell’assoluzione di una figlia, nipote, amica liberata dopo 4 anni di reclusione ingiusta.»

(e questo è l’articolo di Articolo di Giuliano Ferrara, per Il Foglio)

Questa voce è stata pubblicata in Fatti e notizie dall'Italia, In Italia questo e altro e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a Un paese forcaiolo dove la giustizia è quella di piazza.

  1. Lou ha detto:

    Ma possibile che in Italia nemmeno se ti trovano con il coltello ancora in mano sia una prova? Hanno il dna di entrambi e di nessun altro, avevano moventi, nessun alibi e ancora non basta?
    Qual é una prova certa allora?
    Tanto anche se li condannavano erano fuori in 5 anni (come per il delitto di Novi Ligure).
    Siamo in Italia…tutto é possibile, tutto passa. Se vuoi ammazzare qualcuno vieni da noi, mal che ti vada fai qualche anno, ma vuoi mettere?
    Certo che se investi qualcuno e non hai un buon avvocato da pagare o sei uno qualunque allora devi stare attento…in galera ci vai eccome, prove o no.
    Siamo proprio un paese dei balocchi. Mi vergogno davvero.

    • frz40 ha detto:

      No Luisa, capisco il tuo sfogo, ma non credo che tu abbia ragione, se non su un punto: la giustizia italiana è troppo lenta e farraginosa.

      Non ho seguito dal vivo la causa, ma se i giurati hanno deciso per l’assoluzione con formula piena, credo che bisogna dar loro credito e quando le motivazioni della sentenza saranno pubblicate, lo capiremo ancor meglio.
      .
      Certo, fa male pensare che il delitto resti in parte impunito, ma, se li avessero condannati, farebbe ancor più male venir a sapere, tra qualche anno, che i colpevoli erano altri

    • frz40 ha detto:

      Ah, dimenticavo: sul tema del Dna, mi pare interessante questo contributo

  2. quarchedundepegi ha detto:

    Ma la piazza non ha altro da fare?
    Certo che di gente che non ha niente da fare in Italia ce n’è tanta (o troppa?).

    • frz40 ha detto:

      Il dibattito è molto acceso e se ne parlerà per molto tempo. E’ naturale che sia così. La stessa cosa avviene per casi analoghi in ogni parte del mondo. Ma che si dia luogo a cori di piazza, mi pare onestamente eccessivo. E ho persino il sospetto che siano organizzati.

  3. Natalia ha detto:

    Belissimo articolo. Purtroppo, questa deriva opinionistica è frutto della spettacolarizzazione dei processi, fomentata dai giornali, e che trova un humus molto fertile nella totale mancanza di buon senso e cultura in certa gente. Quando poi ti aggrediscono verbalmente, se ti permetti di far loro notare che se non conoscono gli atti è meglio che non si dilettino a sproloquiare a vanvera, allora ti chiedi se, ancor prima del sistema giudiziartio, è necessario che cambi in primis la testa della persone.

    • frz40 ha detto:

      Grazie e Benvenuta !!!!

      Credo che ti possano anche interessare due pezzi di Christian Rocca.

      Uno lo trovi in calce a questo stesso post (al momento del tuo commento non l’avevo ancora inserito).

      E l’altro lo trovi qui

      • Natalia ha detto:

        Altro intervento assolutamente lucido ad equilibrato, da sottoscrivere in pieno. Dopo aver sentito i deliranti starnazzi dei forcaioli che aprono le cateratte a sproposito, sembra quasi di aver trovato l’oasi in mezzo al deserto. Complimenti!

  4. frz40 ha detto:

    @ tutti

    Date anche un’occhiata al pensiero di Christian Rocca, riportato come aggiornamento in calce a questo post. Grazie

  5. Drilly ha detto:

    Quindi si sono fatti quattro anni di prigione per niente. A questo punto farebbero bene a chiedere un risarcimento allo stato italiano. Quindi quella povera ragazza è si è uccisa da sola. ……… c’è un colpevole? Colpevole che non ha agito da solo ma in concorso e allora dove sono gli altri? Che dica!!!!!

    • frz40 ha detto:

      Io non sono nè innocentista né colpevolista, Semplicemente non ne so abbastanza. E non so nemmeno se chi ha patteggiato abbia dichiarato per convenienza di non essere da solo.
      A questo punto credo che la verità, come in molti altri casi, non la sapremo mai più.
      Purtroppo la giustizia umana ha molti limiti e l’ingiustizia ne è la controparte. Ma vorrei che funzionasse meglio e prima..

  6. Freddy ha detto:

    E’ molto difficile comprendere bene quello che è accaduto, soprattutto se non si conoscono gli ATTI del processo e le relative PROVE. Orientare l’opinione pubblica è molto semplice, a maggior ragione quando le cose vengono “spettacolarizzate” come è avvenuto per questo caso (ma non solo…). Troppo spesso le notizie “da prima pagina” ci vengono somministrate a tambur battente, mentre le eventuali smentite sono spesso riportate in un trafiletto a margine che nessuno legge.
    Ci siamo troppo abituati alle sentenze di piazza ed i risultati sono questi.
    L’unica cosa che mi sento di sottolineare è il fatto che il coltello e il gancetto fossero le uniche prove contro i due ragazzi. Ora ho fatto solo una riflessione… E’ possibile che in una stanza dove avviene un efferato omicidio, una collutazione, la stanza è piena di sangue, e sono presenti 3 persone… insomma in questo contesto è possibile che NON ci siano altre tracce dei due ragazzi (salvo le due citate poi dimostratesi alquanto dubbie), mentre quelle di Rudy siano ovunque? Qui mi fermo per non sconfinare troppo nelle opinioni personali, ma penso che le sentenze dei processi debbano essere rispettate e che le condanne debbano essere applicate “oltre ogni ragionevole dubbio”, a prescindere dalla simpatia/antipatia mediatica trasmessa in TV.
    Sono sicuro che altri processi, peraltro molto meno importanti di questo, ma gestiti mediaticamente con grande risalto e con il medesimo istinto forcaiolo di piazza, riserveranno presto grandi sorprese.

    Ps. ricordatevi che se dopo aver bevuto UNA birretta tra amici, accidentalmente investirete qualcuno che attraversa distrattamente la strada, sarete linciati dalla folla (e dai TG) come il solito ubriaco al volante….

    • frz40 ha detto:

      Mi sembra che le tue riflessioni su quelle prove abbiano senso, ma, come ho già detto, non ho seguito da vicino le vicende del processo.
      Non mi schiero quindi né dalla parte degli innocentisti, né dei colpevolisti, dei quali, peraltro posso anche capire i dubbi.
      Quel che non posso capire è la reazione di piazza, che trovo assolutamente ingiustificata e, purtroppo, anche sintomo di uno stato sociale che troppi burattinai manovrano senza preoccuparsi troppo delle conseguenze, E non mi stupirei se anche dietro questa reazione ci fosse la mano di qualcuno di loro.

      Quanto alla birretta ci farei attenzione. E’ vero che in quel caso potrebbe essere del tutto ininfluente e non fa piacere passare per ubriaco al volante, ma di sicuro l’eccesso di alcool è la causa prima di molti incidenti stradali con gravi conseguenze. Meglio quindi non bere quella birretta, e se proprio capita e non si può far a meno di mettersi al volante, cercare di moltiplicare per quattro la prudenza. Ricorda: better safe, than sorry !!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...