Ragazzo di bottega.

Dal blog di Rosa Noci leggo questo amaro post:

“Vaneggiamenti di un ragazzo di bottega”

“Mi sono sempre sentita un’idiota di fronte alle sue parole, ai suoi rappresentanti colti ed eruditi, ai programmi e agli schemi di intervento dei partiti.
Per molto tempo sono rimasta a osservare da fuori, incuriosita, ma timorosa, non sentendomi all’altezza, fino a quando non ho potuto fare altro che prendere atto che “l’uomo è un animale politico” e la donna pure…
Guardandoci dentro rispettosamente, dal basso della mia ignoranza, ho fatto una gran fatica a raccapezzarmi, tanto che anche ora, a quasi 50 anni, sono più o meno al punto di partenza, un “garzone di bottega”.
La cosa che ho capito molto chiaramente è che la politica si volge bonariamente e confidenzialmente a me in un’unica occasione: le elezioni.
Valgo come numero e, se rimango garzone di bottega, meglio… ce ne sono già tanti altri che possono fare e decidere per me, meglio di me, per il mio bene. Dicono anche che hanno a cuore la gente comune, quella come me, i lavoratori dipendenti, le donne che lavorano… che brave… che riescono anche a tenere casa e famiglia… e hanno più di un figlio così si fa contenta anche la Chiesa…
In fondo sono quasi felice che la politica, quella lì, vada oltre la mia portata. Mi ribello al destino di “donna politica”, mi godo la vita da garzone di bottega e, se mi gira, alle prossime elezioni voto per la monarchia.”

Fin qui il post. Io di anni ne ho 71 e, al contrario, ho sempre pensato che la politica fosse alla mia portata e che, anche nel nostro Paese, valesse la pena discuterne.Mi sbagliavo. Mi sento un idiota anch’io.

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4 risposte a Ragazzo di bottega.

  1. vincenzoanfossi ha detto:

    Divertente, acuto nella sua drammaticità …. una ironica apologia del “qualunquismo.
    In effetti è così che ci vorrebbero … che schifo!
    🙂 🙂

  2. rosanoci ha detto:

    Sì, amici. Ci vorrebbero così: seduti a guardare idiozie televisive o a leggere le ultime dei vip, in fila ai supermercati a comprare prodotti delle loro marche, in coda per giocare la schedina e vincere tanti tanti soldi che ci cambieranno la vita… sordi, bendati e muti per tutto il resto.
    I miei vaneggiamenti erano uno sfogo amaro e ironico, ma mi consola che anche altri di fronte a questa politica si sentano “idioti”… A volte immagino l’arrivo di una improvvisa potente folata di vento sul nostro Paese… immagino palazzi del potere magicamente trasportati su altri pianeti… immagino stuoli di bimbi all’arrembaggio come piccoli pirati buoni… immagino aria nuova, pulita che ti risolleva l’anima.
    Quando mi risveglio dal sogno, nulla di ciò è accaduto, ma il solo ricordo del profumo di aria nuova, mi rianima e invita a tenere duro nel mio piccolo mondo di “garzone di bottega”, tenere duro e non “morire neanche se mi ammazzano…

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