E per finirla con sto Steve Jobs

Dal blog di Spinoza.it, una peggio dell’altra:

È morto Steve Jobs. Era dai tempi di Michael Jackson che non moriva qualcuno.

Scompare l’uomo che ha rivoluzionato l’informatica e la comunicazione. È morto Barbareschi?

È morto Steve Jobs. Ma lui l’avrebbe annunciato meglio.

È morto Steve Jobs. Grazie a lui anche i maschi hanno iniziato a godere con un dito.

È morto Steve Jobs. Ma il concetto di morte non ne viene rivoluzionato.

È morto Steve Jobs. Accarezzando la sua lapide si potrà visitare tutto il cimitero.

Stupore tra gli utenti Apple: a loro pareva normale che Steve diventasse sempre più sottile.

Se ne va il profeta del “pensare differente”. Su Facebook milioni di giovani lo ricordano impostando lo stesso avatar.

Ricorderemo sempre i suoi maglioncini, il suo stile informale, le sue scelte fuori dal coro, la riconoscenza che lo legava al presidente degli Stati Uniti. Addio Marchionne!

Tutto il mondo si ferma ricordando Steve Jobs. A ogni rata del finanziamento.

Nella sua vita, Jobs ha saputo sfatare molti luoghi comuni. Tipo che essere vegetariani previene il cancro.

Jobs aveva un tumore al pancreas. Che figata, lo voglio anch’io!

Dopo la diagnosi, sette anni per spegnersi. Per una volta è stato lui a copiare Windows.

Gruppi di fan si accalcano fuori dagli Apple store di tutto il mondo. The shop must go on.

Cordoglio anche nelle fabbriche cinesi Apple: gli operai hanno osservato un secondo di raccoglimento.

“Siate affamati, siate folli”. Gualtiero Marchesi lancia così il suo panino McDonald’s.

(di autori vari)

Stop:  requiescat in pace e non facciamone un mito

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6 risposte a E per finirla con sto Steve Jobs

  1. vincenzoanfossi ha detto:

    Non facciamone un mito per carità, anzi, facciamoci anche dell’umorismo.
    Certo è che di lui e di cosa ha fatto rimarrà memoria come dei tantissimi personaggi come lui.
    Quando moriremo noi non interesserà un fico secco a nessuno tranne forse per qualche amicizia e per i famigliari necessariamente per breve tempo.
    Niente altro … ma non è la stessa cosa.

    • frz40 ha detto:

      Ma sei proprio sicuro che, alla fine, quel “fico secco” che lasceremo ai nostri cari, non si rivelerà essere molto più importane dei milioni di i-Pad destinati a finire nella spazzatura nel giro di pochi anni, dei milioni di dollari cumulati che disperderanno in mille rivoli o nelle tasche di qualche avvocato specializzato in vertenze ereditarie, o dei milioni di pagine dimenticate e ingiallite che parleranno ancora di “be hungry be foolish”, tutte a modo loro?

      Sto leggendo “Poco o niente”, da qualche giorno in libreria. Giampaolo Pansa racconta della sua nonna Caterina, vedova a trentatré anni con sei figli da allevare in un Italia povera, dov’era più facile morire di fame che continuare a vivere, di suo padre e sua madre, gente umile, lui operaio e lei modista, che pure gli hanno dato tanto. E di sé dice: ”Qualunque cosa decida per me il Padreterno, mi troverà soddisfatto di aver onorato il debito che avevo nei confronti di chi è venuto prima di me”.

      Tra cinquant’anni quale sarà il debito che i nostri figli e i nostri nipoti sentiranno di aver onorato nei confronti di Steve Jobs?

  2. vincenzoanfossi ha detto:

    Possiamo continuare a controbattere in eterno tanto tu la ragione non me la darai mai perchè, almeno su questo blog, solo tu ne detieni l’esclusiva non disgiunta da tenacia e vinci per mio abbandono. 🙂
    Quello che tu scrivi non è valido per qualsiasi altro prodotto che la tecnologia continua a sfornare?
    Contano solo gli I-pad obsoleti e non le lavatrici, le autovetture, i televisori etc.etc.
    Tu che ti dichiari liberale vorresti sostenere il progresso dei “verdi”… torniamo alle candele ed ai camini a legna?..Non credo proprio.
    Purtroppo il nostro tipo di sviluppo molto lontano dalla perfezione è questo: si produce, si consuma e si getta…. sarà colpa da attribuire solo a Steve Jobs?
    Intanto modelli di sviluppo diversi non li abbiamo ancora trovati pur sapendo che il nostro comporta grosse pecche.
    Secondo me è la parola “SVILUPPO” che ci frega … ma chi ha il coraggio di rinunciarvi.

    • frz40 ha detto:

      Certo che è valido per qualsiasi altro prodotto che la tecnologia continua a sfornare o a migliorare, come ha fatto Steve Jobs. Ma proprio per questo non mi pare che abbia fatto nulla di trascendentale, al di là dall’essere stato un ottimo, lo ripeto, ottimo imprenditore, come tanti altri in molti altri campi.

      In effetti io non ce l’ho affatto con lui. Ce l’ho con quella parte politica che è andata a gonfiare l’ingiustificato uragano mediatico generato dalla sua morte, per farne un vero e proprio atto di “sciacallaggio”. Non mi dirai che non ci sia una certa contraddizione fra gli ideali della sinistra e la figura di Jobs, imprenditore individualista e “fautore di un turbocapitalismo che impone al consumatore una continua caccia all’ultimo ritrovato della tecnica, spesso a spese delle condizioni di vita dei lavoratori che lo producono” (così recita il moderno libretto rosso di Mao).

      Quanto all’ “UOMO JOBS” credo che non ne sappiamo troppo poco e troppo da lontano par farne un mito. E qui chiudo con una domanda: cambieresti te stesso e i tuoi fichi secchi con lui e quel che ha lasciato?

      PS – Quanto a combattività e tenacia ti assicuro che tu non sei secondo a nessuno. 🙂 🙂 🙂

  3. vincenzoanfossi ha detto:

    E “ridaie”! ….. Corsi e ricorsi storici!
    Solo adesso capisco il tuo intervento contro i riconoscimenti verso Jobs perchè giudicati eccessivi! Se la sinistra non avesse sollevato un polverone a favore e certa destra non avesse buttato acqua per ridurne la portata deduco che tu non ti saresti schierato contro … sono proprio un “puro folle” (Parsifal) anzi, lo assumo d’ora in avanti come Nik name!
    Ti assicuro che il mio sostegno alla memoria era spontaneo, personalissimo ed assolutamente estraneo a posizioni assunte in proposito da sinistra e/o destra, il mio impegno costante e con tutte le mie forze è di starne al di fuori: sono una persona seria. 🙂

    • frz40 ha detto:

      Aggiunge disappunto a disappunto, ma non è il motivo fondamentale, tanto più che adesso la sinistra, dopo averci marciato, pare essersene accorta e dichiara «Sbagliato farne un’icona» (Vendola).

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