Che ingenuo !!!

 

Sono proprio un ingenuo. Avevo capito che in Libia ci eravamo dovuti andare, e non avremmo potuto farne a meno, per ragioni prima di tutto economiche, ma non avevo capito, il perché del furore bellico delle sinistre a favore di questo intervento.

Intuivo che fosse una posizione antagonista al Governo per le eccessive (concordo e sottolineo: eccessive) dimostrazioni di simpatia di Berlusconi nei confronti di Gheddafi, ma mi pareva strano che per  solo questo motivo non avessero esitato a correre il rischio di mettere a repentaglio la vita di qualche nostro povero soldato.

L’editoriale di Marco Travaglio per Il Fatto di oggi, in relazione alla notizia dell’uccisione di Gheddafi,  mi fa capire molte cose. Dice:

“Frattini Dry l’aveva detto al Meeting di Rimini il 26 agosto: “Si deve garantire a Gheddafi un processo equo, dignitoso, rispettoso della persona umana, anche se ha commesso tanti crimini. La taglia su di lui è stata messa da un imprenditore di Bengasi, non dal Cnt, che altrimenti avrei criticato pubblicamente. Abbiamo detto al presidente Jibril che ci attendiamo un processo che tratti Gheddafi con dignità umana”.

“Infatti, appena il rais è uscito dal buco e ha detto “non sparate”, l’hanno subito ammazzato. Forse perché Frattini Dry non se lo fila nessuno in Italia, figurarsi in Libia. O forse perché anche in Libia tutti pensano che il ministro degli Esteri italiano sia Valter Lavitola. Sta di fatto che Gheddafi non parla più e questo, per il nostro regimetto, è un bel vantaggio”.

“Se i libici avessero dato retta a Frattini Dry garantendogli un processo equo, dignitoso e rispettoso, quello magari avrebbe cominciato a parlare, raccontando certi affarucci con l’amico Silvio, quello che due anni fa siglò con lui il Trattato di amicizia e partenariato militare, che lo sbaciucchiava e riceveva con tutte le palandrane, le tende e le amazzoni, che lo elogiava come “leader di libertà”, che ancora sei mesi fa, durante le feroci repressioni, non lo chiamava “per non disturbarlo” e che, a lasciarlo fare, l’avrebbe presto candidato al Nobel per la Pace. Invece l’han fatto secco, pace all’anima sua. Anzi, come dice l’amico Silvio, “sic transit gloria mundi”. Lui non lo sa, ma è una citazione dall’“Imitazione di Cristo” che, nel rito antico, il cardinale protodiacono recitava al nuovo Papa appena eletto al soglio pontificio spegnendo un cero, per rammentargli la transitorietà del potere temporale. Ora la recita Papi per rammentare agli altri la propria immortalità. Alla notizia della morte del rais, il premier ha subito annunciato che “la guerra è finita”, a riprova del fatto che l’unico scopo era ammazzare Gheddafi e cancellare le tracce. Missione compiuta”.

Ecco qual’era il vero scopo di certa sinistra di intervenire in questa guerra: non quello di mandare Gheddafi davanti ad un tribunale internazionale per vedergli imputare, una per una, migliaia di violazioni dei diritti umani, il massacro della prigione di Abu Salim del 1996 in testa (di tutto questo chi se ne frega!),  ma quello di farsi raccontare in un processo “equo, rispettoso”, gli “affarucci con l’amico Silvio”. Se di letto meglio ancora.

Mi spiace, caro Travaglio, missione fallita.

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6 risposte a Che ingenuo !!!

  1. elisabetta ha detto:

    Ai tuoi post sulla cattura e la morte di Gheddafi vorrei anch’io dire quello che penso.

    Gheddafi è stato senza dubbio un personaggio infido, un dittatore crudele e un uomo senza umanità: ma al di là degli interessi e delle ragioni politiche legati soprattutto al potere del dio Petrolio, al di là di tutto ciò che esula dalle mie conoscenze e che quindi non potrei esprimere con cognizioni di causa un’opinione su questa guerra civile, trovo che coloro che lo hanno linciato e ucciso in quel modo non si sono rivelati migliori di lui.

    Non vorrei aver visto quelle scene, il volto intriso di sangue e gli occhi terrorizzati così impietosamente ripresi, siano essi quelli di una vittima o di un sanguinario, imprimono sempre in chi ha nel cuore un po’ di umanità, pietà e senso di giustizia che desidererebbe più civile.

    Si, non è stato un bello spettacolo e spero solo che coloro che ora si dichiarano giustamente “liberi” dalla lunga tirannia, sappiano dare origine ad un governo migliore e che la brutalità e l’odio siano, con questo episodio, solo l’ultimo capitolo per questo Paese tribolato.

    Ma so che è un’ utopia, e non solo a causa dell’avidità di potere e gli interessi del capitalismo: da sempre l’umanità è divisa dalle diverse religioni e in nome di queste ha combattuto guerre terribili.

    Sembra impossibile, ma la religione che dovrebbe unire i popoli, li divide inesorabilmente….

    E così la storia si rinnoverà ancora.

    eli

  2. Tamerix ha detto:

    Belle le parole di @elisabetta. Faccio fatica a commentare questi giorni, troppe parole dette a casaccio, troppe considerazioni superficiali, questo articolo di Travaglio è incommentabile. Ricordo che la guerra alla Libia (perchè le bombe hanno colpito soprattutto i civili) è stata voluta da Francia e Gran Bretagna per ragioni commerciali, poichè queste nazioni non avevano il primato di contratti che possedeva l’Italia. E ricordo che i dossier rintracciati negli uffici dei servizi segreti libici (o un’ente simile, non ricordo bene) hanno svelato retroscena vergognosi per questi due stati piuttosto che per l’Italia: accordi per rilasciare i terroristi detenuti in UK e accordi per rimpatriare dissidenti residenti fuori Libia. Una volta che avevamo buoni rapporti commerciali che facevano progredire un paese ricco ma arretrato non vedo perchè vergognarcene (io che a Tripoli vivevo l’ho vista bene la crescita di benessere mese per mese e conosco l’aumento del know-how di personale tecnico preparato dalle nostre piccole e grandi aziende, come pure ho vissuto indirettamente gli aspetti negativi) Poi quello che auspicherei è che i libici facessero da se e acquistassero dove più conviene a loro e non sotto il giogo dei “liberatori”. Ma questa ormai è fantasia…

    • frz40 ha detto:

      Ti ringrazio molto per questo tuo commento. So che hai vissuto per anni in Libia, so ami quel popolo, so che non eri una “fan” di Gheddafi. Raramente commento Travaglio perché lo giudico eccessivamente fazioso, ma questa volta mi ha dato veramente il voltastomaco. E c’è chi lo legge e pure gli va dietro.

  3. mcc43 ha detto:

    Di Gheddafi prima di questo anno di guerra ,che minaccia di replicarsi in Siria o peggio, per la verità sapevamo ben poco. Le stesse accuse ripetute dai giornali anno dopo anno, tacendo altro: per esempio che aveva portato la Libia al primo posto nella classifica dello sviluppo umano in Africa; nella omologa classifica europea l’Italia non compare nemmeno nei primi dieci.
    Ora l’attenzione sulla Libia ha portato molti ad approfondire. Si scopre così che la grande accusa sull’attentato Lockberbie basata sul ritrovato timer della bomba ora non regge più, un test ha rivelato l’impossibilità che quel timer fosse rimasto intatto nello scoppio; si va ad istruire un altro processo.
    Su Abu Salim la notizia iniziale era uscita all’estero dai fuorisciti del LIFG, libyan islamic fighting group, un gruppo di islamisti confluito poi in AlQaeda, che Gheddafi – e fu il primo – imprigionava. I corpi non sono stati mai trovati; il numero di 1200 che più spesso viene ripetuto nasce da una intervista di molti anni dopo. Il detenuto addetto alle cucine afferma che un giorno cucinò 1200 pasti in meno!. Non mi dilungo sull’altra grande accusa che ha reso nemica l’Iran: la scomparsa dell’imam libanese Abu Mussa Sadr, sulla quale noi italiani avremmo molto da dire se il giudice Sica non avesse chiuso l’indagine su quanto aveva scoperto la commissione mandata dal Libano.

    Non conoscevamo Gheddafi, solo la buffa vanità dei suoi anni senili, la prosopoea inaccettabile per noi che abbiamo un altro modo di esprimerci, e le accuse mediatiche suggerite dalle nazioni alle quali egli dava fastidio.
    Doveva esserci altro, perchè quelle immagini orribili della sua morte hanno colpito e turbato rendendolo umano, non più macchietta televisiva. I video tuttavia, insieme alle assurde interviste a ribelli dalla lingua sciolta e alle versioni ufficiali in progress, non dicono ciò che è accaduto veramente e “quando” è stato catturato, ma la scenetta del tunnel è una concessione alla … tradizione. Anche Saddam, dopo la cattura, era stato portato in una cantina e lì (ri)catturato in diretta. Ci trattano male i giornalisti, molto male troppo spesso.
    Grazie per la possibilità di commentare.

    • frz40 ha detto:

      Vedo che Lei ha approfondito molto più di me, sul suo blog, il tema della Libia, che io ho affrontato molto più “ingenuamente”, come dice il titolo di questo post, solo “a pelle” e con l’uso del buon senso.

      Mi complimento e mi riservo una più attenta lettura dei suoi articoli.

      La ringrazio, per ora, di questo suo commento, del quale condivido certamente due aspetti: della verità si sa sempre ben poco, anche dopo anni, e i giornali non ci aiutano quasi mai a capire.

      A presto

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