Morir d’inedia

Leggo a pag. 21 del Corriere di oggi.

“Quindici «big» del Pdl firmano l’appello «antideclinista» per la crescita e lo sviluppo”

Quindici esponenti di primo piano del partito del premier, tra i quali Fabrizio Cicchitto, Maurizio Lupi, Franco Frattini, Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Renato Brunetta e Mara Carfagna, hanno aderito all’appello «antideclinista» promosso dal direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara. «In una fase così delicata per le sorti dell’economia nazionale è necessario impegnarsi senza perdere altro tempo in politiche di crescita e di sviluppo. Non sono ulteriormente rinviabili interventi legislativi che rispondano alle sollecitazioni della Ue e della Bce».  

Governo e Pdl, scrivono gli «antideclinisti » sottolineando peraltro che non si può ignorare la raccolta di firme contro l’attuale sistema elettorale, «hanno il dovere di rischiare, perché l’alternativa è morire di inedia». E chiedono la liberalizzazione dei servizi pubblici, investimenti nelle infrastrutture, sostegni all’export. Soldi, quindi, per  finanziare la crescita, anche, scrivono i quindici, con «misure di finanza straordinaria».

Giusto, non bisogna essere passivi e occorre darsi da fare. Ma che c’entra l’inedia? Così la definisce il dizionario Hoepli:

Prolungato digiuno: malattia provocata da i.le lunghe inedie imposte dalla guerra
‖ Esaurimento, prostrazione che consegue a un digiuno prolungato: immobilizzato dall’i.languire nell’i.

Che ne dite? Se gli comprassimo un dizionario? 

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16 risposte a Morir d’inedia

  1. quarchedundepegi ha detto:

    L’ho scritto che anche loro devono IMPARARE.
    Fra l’altro mi fa piacere leggere che hanno messo un accento sui Servizi Pubblici.

  2. Parsifal ha detto:

    Faccio fatica a capire dove sia l’errore: siccome la parola inedia è sinonimo di “digiuno” la cui conseguenza non può che essere “la consunzione” cioè il logoramento, il decadimento fisico dell’organismo ….trovo assolutamente calzante la similitudine per indicare una condizione di “stallo” quale quella dell’Italia…ripeto dove è l’errore?
    Beninteso pur condividendo la diagnosi politica il mio intervento qui si riferisce esclusivamente ai significati letterari dei termini usati.

    • frz40 ha detto:

      Inedia, in effetti, è sinonimo di digiuno, che a lungo andare può causare il logoramento, il decadimento fisico dell’organismo. Una è la causa, gli altri sono l’effetto. Effetto che oltre all’inedia può avere tantissime altre cause, anche politicamente parlando. Non è l’inedia la causa dei nostri mali.

  3. marisamoles ha detto:

    Scusate, ma molto più semplicemente secondo me volevano dire: o rilanciamo l’economia, in un modo o nell’altro, oppure moriamo tutti di fame.

    • frz40 ha detto:

      L’alternativa a “far qualcosa” è “non far niente”. E poiché la frase “morir d’inedia” viene spesso impropriamente usata per dire “morire dal non far nulla”, credo proprio che questo volessero dire, e non “morir di fame”.

  4. Parsifal ha detto:

    Scusatemi ma morire d’inedia ha sempre e solo voluto significare morte per fame. Inedia non ha mai, che io sappia, voluto dire “non far nulla”. E questo con la politica non ha nulla a vedere.
    Questa volta “loro” non avevano bisogno del vocabolario.
    Ignavia vuole dire non far nulla … non inedia.

    • frz40 ha detto:

      Certamente che vuol dir morir di fame, Ma non tutti lo sanno. Prova a fare la domanda a dieci persone e mi dirai cosa ti rispondono. Ovviamente posso essere nel torto io, ma tu prova.

  5. Parsifal ha detto:

    Il fatto che non tutti lo sappiano non mi stupisce per nulla , non prova un bel nulla e non autorizza il supporre che il termine inedia sia stato usato a sproposito.
    Quello che mi ha stupito sono le critiche rivolte a chi, con proprietà di linguaggio, aveva usato il termine correttamente ed è stato criticato.
    Già nel mio primo intervento dicevo le stesse cose.

    • frz40 ha detto:

      “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” e io, ahimè sono un peccatore e “ho supposto”!

      Non so a quali critiche o critici tu faccia riferimento ma viviamo in un Paese dove basta dire qualcosa che, per giusta che sia, viene immediatamente criticata e non credo che sia il caso di aprire qui il tema politico.

      Quanto alla proprietà di linguaggio, però, mi spiace ma “continuo a supporre”. Nel loro intervento i 15 (o 17?) pidiellini non fanno alcun riferimento a situazioni di fame o di povertà di qualcuno e l’ultimo capoverso (“si batte definitivamente con il ‘fare‘. E’ meglio rischiare tentando qualcosa di utile e coraggioso che morire di inedia“) contrappone il “fare” con un “non fare” che non è né la povertà né la fame. Di qui la necessità per loro, a mio avviso, di un buon dizionario e se sbalgio io, mi comprerò un qualche testo che mi insegni a leggere.

      Ti riporto di seguito l’intero testo del loro intervento: “Pensiamo che il governo e il Popolo della libertà abbiano oggi più che mai il dovere di rischiare. In una fase così delicata per le sorti dell’economia nazionale, e considerate incertezze e prospettive nel sistema politico italiano, è in ogni modo necessario impegnarsi, senza perdere altro tempo, in politiche di crescita e di sviluppo. Non sono ulteriormente rinviabili interventi legislativi che rispondano alle sollecitazioni delle istituzioni europee e della Bce, le quali chiedono all’Italia rigore nei conti ma anche provvedimenti che incidano positivamente sul prodotto interno lordo. E’ opportuno che il decreto sullo sviluppo, in questi giorni in discussione, trovi le coperture finanziarie che ne facciano il propellente per il rilancio dell’economia italiana: investimenti nelle infrastrutture, politiche di sostegno all’export, liberalizzazione dei servizi pubblici, misure di finanza straordinaria. Un grande partito come il Pdl non può ignorare che un milione e settecentomila cittadini hanno firmato per l’abrogazione della legge elettorale vigente cosidetta ‘porcellum’. Gli elettori chiedono una maggiore qualità della rappresentanza, e un partito a vocazione maggioritaria come il Pdl non può eludere le istanze diffuse nell’elettorato senza venire meno alla propria aspirazione fondativa. Di fronte all’aggressione della speculazione internazionale nei confronti del nostro paese e di fronte alla preoccupante esasperazione degli animi, dentro e fuori il Parlamento, risulta chiaro che non c’è più tempo da perdere. Il paradigma declinista si supera con campagne culturali e d’informazione, poi si batte definitivamente con il ‘fare’. E’ meglio rischiare tentando qualcosa di utile e coraggioso che morire di inedia”.

  6. Parsifal ha detto:

    Caro Frz,
    Non tiriamola tanto in lungo, quando parlo di critiche evidentemente mi riferisco alla da te presunta (a torto) improprietà di linguaggio usata per cui concludi:
    Che ne dite? Se gli comprassimo un dizionario?
    E adesso permettimi di concludere:
    Nei miei precedenti tre interventi ti ho per altrettante volte messo in condizione di ammettere il tuo sbaglio.
    Non solo non c’è stata nessuna ammissione in tal senso, ma ti arrampichi sui vetri buttando altra carne al fuoco tanto per non fare marcia indietro.
    A questo punto mi rendo conto che qualsiasi argomento non riuscirà mai a farti ammettere una tua …chiamiamola scivolata.
    Ti faccio per l’ennesima volta notare che non sono intervenuto per un parere di carattere politico ma s o l a m e n t e di semantica.
    Esaurito mi ritiro.

    • frz40 ha detto:

      Ti ringrazio per il tuo impegno nel cercar invano redimere un amico che ha preso una scivolata e che per difenderla si arrampica sui vetri (?) buttando altra carne al fuoco(?) . Ma se penso che scivolata non sia che ci posso fare?

  7. quarchedundepegi ha detto:

    Che inedia sia o no sbagliato è decisamente irrilevante. Che quel gruppo di “Governanti” fra cui CICCHITTO si siano accorti ora che qualcosa non va, ovvero che bisognerebbe fare qualcosa è, a dir poco patetico.
    Il Signor Cicchitto era, anche già qualche mese fa sempre a parlare e a dire che va tutto bene, che andava tutto bene, che andrà tutto ancora meglio… Ora si sono accorti che qualcosa non va.
    Ma perché non gli portano un tapiro d’oro?

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