I cento punti per salvare l’Italia di Matteo Renzi: da 39 a 60

 

Proseguo nell’analisi dei “cento punti“, con quelli da 30 a 60, che toccano temi di grande rilevanza quali: sanità, ricerca, giustizia e tutela del territorio.

SANITA’

39. Immediata introduzione di un patto di stabilità interno non derogabile sui parametri dei costi standard. Lo scopo è quello di uniformare la spesa sanitaria nelle diverse realtà locali.

Giusto. I costi della sanità sono in drammatica crescita esponenziale in tutto il mondo. Il discorso dei parametri di spesa per uniformare i costi tra le diverse aree è importante e nei punti successivi, da 40 a 44 Renzi indica alcuni possibili aree di intervento che condivido in principio, ma che non so valutare nello specifico. Il problema dei costii della sanità rimane però un inevitabile pozzo senza fondo nel quale diventa sempre più problematico coprire le esigenze di tutti.

40. Completa riorganizzazione della medicina sul territorio: radicale cambiamento del ruolo della medicina di base. Abolizione dell’attuale ruolo del medico di medicina generale. Creazione di ambulatori polispecialistici sul territorio. Consorzio dei medici di Medicina generale.

41. Far lavorare in “rete” gli ospedali per le terapie di urgenza, ad alto costo, tecnologicamente sofisticati. Ciascuno caratterizzato da una propria peculiarità. Razionalizzazione dei servizi. Occorre riservare l’ospedalizzazione dei pazienti solo nei casi in cui effettivamente sia necessaria.

42. Chiudere tutti gli ospedali con meno di 100 posti letto e che non abbiano un servizio di anestesia e rianimazione aperto 24 ore su 24. Questi dovrebbero essere ospedali per pazienti cronici a lunga degenza a bassa intensità di cure ma a basso costo. Dovrebbero essere di supporto agli Ospedali ad alta complessità e alto costo, i quali dovrebbero esclusivamente gestire la fase acuta e poi inviare a strutture con costi ridotti. Ne consegue anche la necessità di un’assistenza domiciliare efficace e ben coordinata. Nei grandi ospedali bisogna cancellare i doppioni, la moltiplicazione dei reparti ad alto costo e ad alta tecnologia creati solo per moltiplicare i ruoli direttivi.

43. Creazione di percorsi diagnostici terapeutici su base regionale. Lo scopo è stabilire procedure e comportamenti comuni rispetto ad una data patologia e in parallelo gestire e organizzare l’offerta delle diverse prestazioni sanitarie.

44. Esternalizzare, ma non per pagare di più. In via generale le esternalizzazioni aziendali servono sia per assicurare un servizio migliore rispetto a quello interno, sia per ridurre i relativi costi. Succede in sanità che l’esternalizzazione dei servizi troppo spesso si traduce non in un risparmio ma in un incremento dei costi, tanto che costa di più l’infermiera “esternalizzata” della infermiera interna. Allo stesso modo troppo spesso i beni e servizi acquistati dalle aziende sanitarie, hanno prezzi medi addirittura superiori a quelli di mercato, mentre sarebbe del tutto ovvio pensare che, dato l’ammontare delle quantità acquistate, si possano ottenere prezzi più bassi. inoltre l’esternalizzazione è troppo spesso gravata da attività professionalmente scadente. Occorre in questo caso strutturare e controllare l’iter formativo individuale

RICERCA

45. Un fondo nazionale per la ricerca gestito con criteri da venture capital. Istituire un fondo nazionale per la ricerca che operi con le modalità del venture capital e sia in condizione di finanziare i progetti meritevoli al di fuori delle contingenze politiche. Il fondo sarà gestito un comitato esecutivo in carica per almeno 7 anni, costituito per 1/3 da professori impegnati nella ricerca a livello internazionale, per 1/3 da membri della comunità finanziaria esperti di project finance e venture capital, e per 1/3 della Comunità europea.

Giusto.

46. Incentivi fiscali per contributi alla ricerca universitaria. Detrazione dalla base imponibile del 905 di quanto donato alle università e tassazione agevolata per chi investe negli spin-off universitari.

Può essere una buona idea.

GIUSTIZIA

47. Una terapia d’urto per la giustizia civile. Oggi l’Italia è intrappolata in oltre 5 milioni di cause civili pendenti presso i tribunali. Occorre assolutamente ridurre in tempi rapidissimi lo stock di cause arretrate, oltre che stabilire norme che rendano meno premiante il ricorso alla giustizia come modalità di rinvio di un pagamento o di una qualunque obbligazione. Si crei una task force composta da magistrati in pensione e da giovani avvocati per affiancare i giudici in carica nello smaltimento in tempi veloci dell’arretrato giudiziario civile.

Perché no? E’ certamente meglio che mandare i processi in prescrizione, anche se penso che la task force nonb potrà far miracoli.

48. Avvocati pagati solo su preventivo. Al fine di evitare effetti discorsivi dell’applicazione delle tariffe sulla lunghezza dei processi, obbligo di stipulazione di un mandato che comprenda anche il preventivo per lo svolgimento dell’intero incarico, a prescindere dalla durata del procedimento. Ciò consentirebbe di incentivare gli avvocati ad una più rapida conclusione delle cause.

Giusto, perché no?

49. Entri (più spesso) la corte. Riduzione a 30 giorni della sospensione dell’attività giudiziaria (20 giorni in estate, 10 giorni nel periodo natalizio). Oggi è sospesa dal 1° agosto al 15 settembre, perciò per 45 giorni. Prevedere lo svolgimento delle udienze anche nel pomeriggio in maniera da accelerare i tempi della giustizia.

Giusto.

50. Accorpamento delle sezioni giudiziarie staccate. Riduzione dei costi degli uffici giudiziari mediante un’organica riforma delle circoscrizioni giudiziarie con accorpamenti delle sezioni distaccate (attualmente sono 220) mantenendo solo quelle che hanno ragione di essere quando il Tribunale circondariale è veramente lontano.

Giusto.

51. Entri l’informatica nel tribunale. Completamento dell’informatizzazione di tutti gli uffici giudiziari anche per il deposito di atti e per estrarre copia di atti di controparte, documenti prodotti, sentenze, con abolizione dei borbonici depositi cartacei e delle marche da bollo, con evidente risparmio di tempo di tutti gli operatori.

Giusto, mi sembra indispensabilie.

52. Il merito in tribunale. Valutazione dell’attività dei magistrati; stipendio in parte collegato alla produttività; maggior controllo e maggiori responsabilità in caso di errori conclamati. Avanzamento di carriera per merito e non solo per anzianità.

Giusto ma mi vien da ridere sull’accettazione del principio delle “maggiori responsabilità”.

53. Giustizia penale nei tempi giusti. Accorciare i tempi medi delle sentenze. Ogni corte d’appello si ponga l’obiettivo di ridurre in un anno del 10 % i tempi di svolgimento medio dei processi. Modernizzazione dei tribunali che seguano le buone pratica di Torino, Trento e Bolzano. Semplificazione dei processi e riduzione dei riti (oggi se ne contano 34) con abbreviazione dei tempi per ottenere la sentenza e certezza di esecuzione della stessa.

Giusto ma è solo un obiettivo e non dice come realizzarlo.

Ma: Che cosa pensa Renzi su “intercettazioni” e “separazione delle carriere”?

TEMA 3 – GREEN, DIGITAL, CULTURA E TERRITORIO: LE NUOVE LEVE DELLO SVILUPPO

54. Le città rinnovabili. Coinvolgere le amministrazioni cittadine nel raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni, assegnando obbiettivi alle grandi aree urbane e ai comuni. Parte degli incentivi per le energie rinnovabili sarà destinata ai piani cittadini per le campagne d’introduzione delle tecnologie eco-efficienti (caldaie di nuova generazione, finestre a isolamento termico), della mobilità sostenibile e degli impianti solari e micro-eolici.

Giusto ma mi pare che ci sia un po’ di ottimismo acchiappa voti.

55. Incentivi rinnovabili. Annullamento degli incentivi alla produzione elettrica “inquinante” (carbone e inceneritori), e loro impiego delle rinnovabili “vere”. Gli incentivi rinnovabili non saranno impiegati solo per l’installazione d’impianti: ci si concentrerà anche sulla ricerca e sulla creazione di una vera filiera industriale. Si punterà di più sulle tecnologie ancora in sviluppo, come il solare a concentrazione (in alternativa al fotovoltaico) o il vento d’alta quota.

Giusto ma vedi sopra.

56. Ammodernare la rete elettrica e il mercato per ridurre il costo della bolletta. Definire ed eseguire un piano d’interventi infrastrutturali e regolamentari, con budget e priorità, per ridurre i costi elettrici per le famiglie e le imprese. Le bollette saranno più chiare e leggibili, di modo che il cittadino possa scegliere il fornitore di elettricità che offra le migliori condizioni, e senza costi per il cambiamento.

Giusto.

57. I rifiuti da problema a risorsa. Più raccolta differenziata (imporre ai Comuni 50% entro il 2015 e 70% entro il 2020) ma non fine a se stessa: incentivare, anche attraverso la leva fiscale, il riutilizzo dei materiali differenziati, il compost, le materie per produrre nuovi oggetti.

Giusto.

58. Agribusiness italiano. Incentivare nuove imprese dell’agribusiness. Tutelare il prodotto agro-alimentare nel mondo, contro i falsi prodotti “italian sounding”, al fine di recuperare fette di mercato che spettano ai prodotti della nostra terra.

Giusto.

59. Non auto blu, ma auto verdi. Obbligare tutte le amministrazioni pubbliche ad acquistare solo auto a basso consumo via via che le attuali, a benzina o diesel, devono essere sostituite.

Giusto.

60. Puntare su internet. Accesso a internet veloce per tutti attraverso investimenti sulla banda larga e facendo saltare gli assurdi vincoli legislativi che ci hanno relegato agli ultimi posti della classifica di Freedom House.

Approvato !!! E cone no.

Mi fermo qui, per ora. Ai prossimi post per gli altri punti.

In precedenza:

I cento punti per salvare l’Italia di Matteo Renzi: da 18 a 38

I cento punti per salvare l’Italia di Matteo Renzi: da 1 a 17 

I cento punti per salvare l’Italia di Matteo Renzi. Prologo.

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6 risposte a I cento punti per salvare l’Italia di Matteo Renzi: da 39 a 60

  1. Giorgio ha detto:

    Caro Frz, leggo il tuo blog sempre con molto interesse, mi trovo quasi sempre con le tue considerazioni garbate ed incisive.
    I tuoi commenti sui centopunti punti di Renzi sono condivisibili sulla natura, ma ti pongo una domanda possono considerarsi serie queste argomentazioni dal momento che non indicano quanto costa farle, in quanto tempo tempo si possono realizzare, ma sopra tutto da dove si prendono i soldi?
    Non credi che dovrebbe essere obbligatorio fare sempre queste tre domande a chi propone soluzioni?
    Un caro saluto Giorgio

    • frz40 ha detto:

      Caro Giorgio,
      Per prima cosa devo dirti che mi fa piacere sapere che segui il mio blog con interesse. Ti dirò che sto facendo la fatica (non mi risulta che altri facciano la stessa cosa) di riproporre questi famosi cento punti con qualche sintetico commento, per due ragioni. La prima è che serve a me come momento di riflessione a tutto tondo e mi permette di concentrarmi sui problemi e sulle azioni proposte, piuttosto che sulle faziosità pro o anti Cav.
      La seconda è perché vorrei che lo stesso facessero i miei lettori e avrai notato che per facilitare la lettura ho evidenziato in grassetto i temi centrali di ciascun punto.
      Mi fai una domanda che è senza dubbio rilevante e ti posso anticipare che condivido la tua perplessità. Però al termine dell’esame dei cento punti cercherò di tirare un po’ le somme. Abbi la pazienza di seguirmi ancora qualche giorno.

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