Requiem per B. Ma poi come faranno ?

Scrive oggi Pansa in questo  Bestiario“Ma la Casta stia attenta: se ostacola il Prof la pagherà carissima” che ho citato anche in un precedente post:

Qualcuno ieri mi ha chiesto se ero contento della fine di Silvio. Gli ho risposto che non mi sentivo né contento né felice. I giornalisti non debbono mai atteggiarsi a profeti. E come recita un motto americano, che voglio ricordare ancora una volta, «nessun articolo deve puzzare di io l’avevo detto».

Pur non essendo un elettore del centrodestra, come cittadino mi ero augurato che Berlusconi governasse al meglio il nostro paese. Soprattutto dopo il trionfo elettorale del 2008. Purtroppo non è andata così. E chi mi legge sa, da tempo lo vedevo avviato verso un disastro. Il Cavaliere è stato sconfitto dai propri errori e dalle spaventose dimensioni della crisi economica e finanziaria. Gli anti-Cav in servizio permanente effettivo non hanno nessun merito per la sua partenza. Come aveva detto qualche mese fa un intelligente giornalista del Foglio di Giuliano Ferrara, «il suo ciclo bio-politico si era concluso».

ANTI-SILVIO SENZA LAVORO

Adesso, con il rispetto che si deve a tutti, la pratica Berlusconi va archiviata. Senza strepiti rabbiosi né urla di gioia. Tuttavia mi viene da sorridere al pensiero delle centinaia di volumi scritti contro di lui, merce che resterà invenduta per sempre nelle librerie italiane. E mi domando a quale chiodo si attaccheranno i tanti che, per anni, si sono affannati a giustiziare ogni giorno il Caimano. Sui giornali di ieri si ritrovava una traccia del loro sgomento.

Sulla Stampa un impavido Massimo Gramellini concludeva così il lungo resoconto del proprio lavoro per demolire il Berlusca: «Senza di lui, non mi annoierò, ma certo dovrò faticare di più». E sul Corriere della sera un altro segugio anti-Cav, Beppe Severgnini, rievocava con malinconia gli otto giorni buttati via in otto diverse città americane per spiegare tutte le colpe di Silvio B.

Sorrido anch’io, e spero adesso di poter continuare a sorridere se finalmente riusciranno a scrivere, magari con la stessa arguta ironia,  anche qualcosa di più propositivo.

(Questo l’articolo di Massimo Gramellini: “Una vita con B.”)

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7 risposte a Requiem per B. Ma poi come faranno ?

  1. quarchedundepegi ha detto:

    Non gioisco per la fine della “parabola” Berlusconi. Gioirò quando gli italiani cominceranno a comprendere che dovranno rimboccarsi le maniche, essere più onesti, più rispettosi e maggiormente educati.
    Ho letto di troppi italiani che hanno “sputato” in modo esagerato… e non mi è piaciuto.

  2. masso ha detto:

    Tu non ti professi sostenitore di Berlusconi ma poi leggo questo articolo in cui appoggi la tesi che i soldati del cavalliere hanno sempre usato per demolire la credibilità dei giornalisti con la schiena dritta:”Quando lui non ci sarà …tutti disoccupati!!”…che è il pugno subliminale per dichiarare che questi professionisti non scrivono o parlano della verità ma vendono esclusivamente un prodotto.

    E la cosa più triste è che davvero credi a queste stupidaggini…..
    scusa ma tu dal 2006 al 2008 durante il governo Prodi eri ancora a studiare?
    Dovresti recuperarti le puntate di Anno Zero delle prime tre edizioni.
    La telecom, la mala gestione di Bologna, Vicenza, Napoli, i costi della politica, Mastella …non fecero sconti a nessuno. Vatti a sfogliare il blog di Grillo in quei tre anni e gli interventi settimanali di Travaglio
    In questo paese il problema non è mai stato Berlusconi ma la qualità dell’informazione.Lui ha fatto quello che avrebbe fatto D’Alema al suo posto se avesse avuto il suo potere e i suoi mezzi finanziarsi..costruire un gigantesco impero della comunicazione per livellare verso il basso la consapevolezza e la cultura di tutti gli italiani per manipolare più facilmente gli orientamenti e le scelte dell’opinione pubblica.Tutti quegli anti silvio..caro mio..avranno ancora da lavorare…e ne avranno per un’altra ventina d’anni. Scriveranno..e scriveranno ancora sul livello di decadenza e di imbarbarimento morale a cui è stato condannato questo paese non solo da lui ma da un’intera classe dirigente senza distinzione di colore politico.

    • frz40 ha detto:

      Ecco, questo è un classico esempio di uno, probabilmente in buona fede, che crede alla “qualità dell’informazione”, purché sia dello stesso tipo e dello stesso colore. I suoi idoli? Santoro. Grillo, Travaglio. Se li tenga pure stretti.
      Certo scriveranno ancora, purtroppo. Anche se faranno un po’ più di fatica.

  3. Drilly ha detto:

    Ma quando mai, mai sentito, che uno vada all’estero e per otto giorni, come Severgnini, parli contro il proprio paese e chi lo governa! Mai visto che un oppositore americano di Obama venga in Italia e si metta a inveire contro di lui, addirittura in tour! Non solo americano ma anche francese, anche tedesco, ma sono tutti inattaccabili quelli degli altri paesi? Hai letto l’articolo di Aldo Grasso sul Corriere in prima pagina riguardante Sarkozy? L’opposizione si deve fare nel proprio paese e non andare a sputtanarlo all’estero. Già mi stava antipatico Severgnini da quando l’ho incontrato alla presentazione di suo libro, con una boria, manco fosse il più grande scrittore italiano (vuoi dire che si crede Dante?)

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