Sacrifici, sì, ma anche riforme strutturali.

Commentando un mio precedente post Elisabetta scrive:

«E’ fatta…. La manovra è stata approvata…. Ma dei tagli alla Casta e dei suoi privilegi non se ne più parlato.

L’Italia deve essere sulle spalle e si deve salvare sempre mettendo mano soprattutto nelle tasche dei cittadini medi..

Chi non ha niente non deve temere nulla, chi ha molto non se ne accorgerà nemmeno ed è solo chi ha, con molti sacrifici, mutui e una vita di lavoro, acquistato la casa, magari ha potuto comprarne una seconda per le vacanze e il resto dei guadagni investiti in titoli di stato (pagati sempre meno e sempre più svalutati) che dovrà sborsare e si accorgerà della batosta.

La maggior parte di costoro vengono da piccole imprese, artigiani o commercianti, gente che ha spesso anche rischiato di chiudere e lavorato senza aspettarsi ferie pagate, tredicesime o diarie di rimborso.

Costoro oggi, la maggior parte già in pensione (pensioni quelle dell’artigianato e del commercio che non arrivano ai 1000 euro) si vedono piombare su quello che possiedono,casa e risparmi, gli artigli di questa manovra, artigli,o meglio mani inguantate per non lasciare impronte, che si porteranno via tutto ciò che rappresentava una serena vecchiaia: la sola consolazione per gli ultimi anni di una vita tutta protesa a conquistare questa desiderata serenità.

Ci consolava la speranza che dopo secoli di guerre, rivoluzioni e progetti di giustizia si fosse conquistato o riconquistato il potere del cittadino e si fosse abolito quello della vecchia Casta: i Nobili e la Chiesa, ma vedo che la Casta, questa nuova Casta,i Politici, ne ha preso il posto.

Loro il potere , loro i privilegi, loro i diritti (tanto potere, troppi privilegi, sacrosanti diritti) tutto ciò non si tocca, nessuno può metterci mano, sono potere, privilegi, diritti che non si toccano. Se n’è tanto parlato in questi giorni, ne hanno parlato anche gli stessi interessati, ma nessuno è disposto a votare questi cambiamenti e questi tagli, ci sono solo le promesse per il futuro…. Ma quale futuro? E il futuro di chi?

Non so come andrà a finire, non so se si riuscirà a sanare tutte le malattie della nostra Italia, temo che anche stavolta avremo fatto un sacrificio per nulla, un sacrificio costato molto, troppo…. Tutto.

eli (molto arrabbiata)»

E’ uno sfogo amaro, condiviso da molti, me compreso. Elisabetta se la prende, giustamente, con la Casta dei Politici per i quali, anche se i numeri in ballo non avrebbero cambiato la sostanza. la manovra ha avuto la mano particolarmente leggera. Ci saremmo aspettati tutti qualcosa di molto più incisivo. Scrive Massimo Gramellini oggi per La Stampa (link):

«Nessuno pretendeva che Monti cambiasse in un mese la testa millenaria degli italiani. Però non sarebbe stato male se fra tanti tecnici il professore si fosse ricordato di inserire al governo un esperto di psicologia. Lo avrebbe aiutato a cogliere gli umori profondi dei suoi concittadini. Che erano sì rassegnati ad aprire il portafogli. Ma chiedevano due cose. Innanzitutto, che prima di loro lo aprissero i politici. Ci si sarebbe accontentati di un segnale: una trattenuta sull’onorevole stipendio o la sua conversione in Buoni del Tesoro. Chi, a destra e a sinistra, avrebbe avuto la faccia tosta di opporsi?».

«La seconda richiesta era e rimane più impalpabile, ma non meno reale: l’indicazione di un orizzonte. Non basta agitare il fantasma del fallimento: pagate le tasse, altrimenti qui salta tutto. Vero. Ma non si guarisce un depresso con la paura. Con la paura lo si può convincere a compiere un gesto di sopravvivenza, che è poi quello che stiamo facendo. Però per uscire dalle secche del declino serve la speranza in un avvenire che non può essere la restaurazione dello Stato sociale novecentesco che la globalizzazione dei cinesi e dei banchieri ha distrutto per sempre. Dai Monti e dai Passera ci aspettiamo qualcosa di più strategico. Altrimenti sarebbe stato sufficiente ingaggiare una coppia a corto di diottrie come quella che guida Francia e Germania.

Il contribuente ha il dovere di pagare, ma ha anche il diritto di sapere a cosa serviranno i suoi sacrifici. A investire sul potenziamento dell’unica italianità spendibile all’estero – ricerca, agricoltura, artigianato, turismo, cultura -, oppure a tappare le falle di bilancio che la recessione e il killeraggio dei mercati si incaricheranno di riaprire fra sei mesi?»

E’ questo, cioè la mancata indicazione di un orizzonte,  che lascia sconcertati e fa incazzare tutti quanti.

Lo scenario che abbiamo davanti agli occhi per l’economia mondiale è chiaramente recessivo e noi,  che nel corso degli anni siamo tra i Paesi che più hanno perso di competitività, non potremo che risentirne più di ogni altro.

Mi terrorizza la stima di un PIL negativo del 1.9% per il 2012. Questo significa che a questa rapina tampone seguiranno altre rapine tampone e mi chiedo se mai vedremo la luce in fondo a questo tunnel.

Monti  dice che ora aprirà i cantieri su crescita e lavoro.

Non  basterà certo investire sul potenziamento delle uniche italianità spendibili all’estero – ricerca, agricoltura, artigianato, turismo, cultura – come dice Gramellini- ma è il tessuto industriale del nostro Paese che è dovrà essere affrontato. Il buon successo del cantiere sul lavoro sarebbe determinante per innestare quel cambiamento strutturale che il New York Times (link) auspica “per rendere la nostra economia competitiva con i paesi dell’Europa del Nord, Germania in particolare”.

Ma se già su questa manovra tampone, che di strutturalmente significativo ha  avuto solo la riforma del sistema pensionistico, tutti hanno preso le distanze dichiarando che avrebbero fatto qualcosa di diverso, mi immagino cosa potrà accadere quando si discuterà seriamente dell’art.18 e della flessibilità della risorsa lavoro.

Da sempre sostengo che il sistema industriale di questo Paese è strutturalmente decotto, ma mi auguro che si riesca a fare qualcosa di buono, anche se temo che sia troppo tardi.

Staremo a vedere.

Questa voce è stata pubblicata in Governo tecnico e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Sacrifici, sì, ma anche riforme strutturali.

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...