Già. Chi insegna ad amare e svolgere responsabilmente il proprio lavoro?

Sono due gli editoriali che hanno attirato la mia attenzione nel week end. Il primo è di Aldo Grasso per il Corriere, il secondo è di Giampaolo Pansa col suo Bestiario per Libero.

Entrambi fanno riferimento alla vicenda del Costa Concordia e del suo capitano e individuano nel continuo venir meno, in questi anni, del cosiddetto principio di autorità la causa di quanto accaduto.

Dice Aldo Grasso: «Da noi si è dissolto il principio di autorità, non si sa più chi comandi. E chi comanda non sa più comandare. Sulla Concordia, «nave senza nocchiere», è saltata tutta la catena di comando, da Genova all’Isola del Giglio. Schettino è il capro espiatorio, ma tutti sapevano, a terra e in mare. Se una maestra sgrida un ragazzino, il giorno dopo i genitori protestano. Se bocci qualcuno, quello ricorre al Tar. La delegittimazione di chi ricopre un qualsiasi incarico è continua: il concetto di responsabilità personale è uno dei beni più preziosi che abbiamo perduto, tanto c’è sempre qualcuno che discolpa o giustifica. Alla lunga, non c’è da stupirsi se un comandante viene meno al suo principale compito, perché il suo ruolo ormai è completamente svuotato.»

Gli fa eco Giampaolo Pansa: «I guasti [..] li hanno creati molte famiglie italiane. Quando hanno smesso di dire «no» ai figli e alle figlie. La mia infanzia e poi l’adolescenza le ho vissute sotto raffiche continue di no. La scala dell’autorità era chiara. Mio padre Ernesto consigliava, mia madre Giovanna ordinava, mia nonna Caterina picchiava.
In molte famiglie di oggi domina l’anarchia. Ai ragazzi è permesso tutto. Per loro, il verbo dovere è privo di senso. La conquista faticosa del proprio futuro è stata abolita. Tutto deve essere facile e senza pegni da pagare. Se fossi una carogna, direi: «Speriamo che nessuno dei fanciulli allevati così diventi il comandante di una nave»
Morale della favola? Non possiamo essere una nazione di eroi perché siamo un Paese che ha fatto dell’egoismo una virtù, del menefreghismo una regola di vita, dell’interesse personale l’undicesimo precetto. [..] Del resto, la storia d’Italia ci presenta molti antenati di Schettino che non hanno mai pagato i loro debiti. Il più celebre lo ha ricordato Alessandro Sallusti. È Vittorio Emanuele III, re d’Italia, che l’8 settembre 1943 scappa da Roma. E insieme al maresciallo Pietro Badoglio si rifugia a Brindisi, nella comoda cuccia offerta dagli inglesi.
Purtroppo, in quel momento terribile per gli italiani, non ci fu nessun comandante De Falco che gli abbia gridato: «Maestà, ritorni a Roma, cazzo!». O se ci fu non venne ascoltato. Quel giorno la dinastia dei Savoia, e lo stesso istituto monarchico, cominciarono a morire. Almeno in Italia, perché in Inghilterra il re Giorgio VI, la regina e le figlie bambine se ne stavano a Londra, sotto le bombe tedesche. Quando seppe da mia madre che il re era scappato, in casa nostra la più infuriata risultò la nonna Caterina. Ringhiava: «Sono rimasta vedova a 33 anni con sei bambini da crescere. Non li ho mandati all’ospizio degli orfanelli, ho voluto allevarli da sola, facendo la fame. Questo Vittorio Emanuele è un vero maiale. Prima o poi, troverà qualcuno che gli taglierà la gola». Non andò così, perché il re morì nel suo letto, ad Alessandria d’Egitto. Ma l’albero dei vigliacchi dà sempre i suoi frutti. Accade ancora così nel 2012. Speriamo che non sia «l’anno delle trentatre disgrazie» (Caterina dixit)».

Questi i due articoli che valgono una completa lettura:

Aldo Grasso: Incapaci inattivi e sciocchi zitti un sogno che non si avvererà

Giampaolo Pansa: L’Italia è fatta di egoisti e menefreghisti

Questa voce è stata pubblicata in Fatti e notizie dall'Italia, In Italia questo e altro, Opinionisti, vita quotidina e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Già. Chi insegna ad amare e svolgere responsabilmente il proprio lavoro?

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Pingback: Storia di regole e di paletti: il senso di responsabilità. « L'Altra Metà del Cielo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...