Quante volte …


Una bambina ha scritto:
“Alla sera, quando sono a letto, mi volto verso il muro e mi parlo,
perché io… mi ascolto“…
(dal blog di Tony Kospan)

Quante volte mi son rimproverato di non aver saputo ascoltare?

Io, troppe.

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12 risposte a Quante volte …

  1. elisabetta ha detto:

    Parlarsi dentro e ascoltarsi è ciò che credo facciano un po’ tutti, solo in una cosa in molti sbagliamo: non ricordarsi poi ciò che si è detto ed ascoltato.
    Un piccolo esempio è questa poesia che ho scritto molti anni fa e che mi piace ricordare e riproporvela: è una poesia naif, senza pretese di metrica ne ritmo, ma che è nata proprio da quel parlarsi dentro ed ascoltarsi.

    QUANDO

    Quando l’ultimo raggio
    illumina il ponente
    e la prima stella brilla
    nel cielo ormai già scuro,
    quando nelle case i lumi
    tornano uno ad uno,
    quando un cane abbaia
    dentro ad un cortile,
    quando un’odor di cena,
    profuma l’aria intorno,
    quando una dolce musica,
    s’ode di lontano,
    quando l’ultimo uccello
    entra nel suo nido,
    quando torna il silenzio
    e le luci muoiono,
    quando calan le ombre
    della notte…scure…

    Ecco che un dolce vento,
    come fosse un’eco,
    mi porta tutte quante
    le parole dette,
    mi porta tutti quanti
    i sospiri e i pianti
    ed ogni sera torna
    l’ora dei ricordi…..
    e…tornano i rimpianti.
    E’ l’ora per sognare
    ad occhi aperti
    e di lacrime bagnare
    il mio cuscino.

    eli

  2. Parsifal ha detto:

    Cara Elisabetta,
    La tua poesia mi ha commosso alle lacrime e, d’istinto, ho sentito il bisogno di dirtelo.
    Hai ragione … sarà naif… ma hai saputo far rivivere sensazioni intime ….quelle che normalmente si nascondono agli altri.

  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. quarchedundepegi ha detto:

    Non leggo praticamente mai le poesie. Questa l’ho letta e mi è piaciuta e mi ha fatto pensare.
    L’ascolto, il più delle volte assente, dovrebbe far parte dell’esercizio della medicina.

  5. elisabetta ha detto:

    Ma che carini, Vincenzo e qualchedundepegi (ma si può sapere come veramente ti chiami???? lo pseudonimo è troppo lungo ed è difficile rivolgersi ad una persona e chiamarlo qualchedundepegi 🙂 ..)
    I vostri complimenti mi hanno fatto davvero piacere e ve ne ringrazio…
    A chi non farebbero piacere questi complimenti quando ti trovi davanti a una dimostrazione di apprezzamento per ciò che hai detto o fatto (anche così semplicemente) e per il quale ci hai messo davvero quella parte di interiore e di “sensazioni intime” che normalmente teniamo nascoste… ma non per pudore… solo per il timore che non vengano capite, ma che sono in tutti e di tutti…

    Grazie ancora e se capiteranno altre occasioni, non mancherò di citarne altre, sempre partorite da quel mio intimo che non manca mai di arricchire i miei pensieri, la mia fantasia e la mia voglia di comunicarlo.

    eli

  6. quarchedundepegi ha detto:

    @elisabetta
    Puoi chiamarmi Quarc. È abbastanza corto?
    Ciao.

  7. Parsifal ha detto:

    Cara Eli, permettimi un commento…. tu dici che è non per pudore ma “per timore che non vengano capite” ..in questo c’è una forma di insicurezza tutta femminile ..almeno per le donne della nostra generazione.
    Io, invece, uomo della stessa tua generazione, sono stato educato a tenere dentro tutta quella parte più intima non per timore di non essere capito ma molto peggio:
    per non fare trapelare “debolezze” ! …. Quanta stupida ipocrisia e quanti condizionamenti!
    Daltronde siamo il frutto di condizionamenti culturali ben noti. Fortunatamente le esperienze e la maturità hanno permesso il salto di barriere …. del tutto virtuali e ingiustificate.
    Un caro saluto.

  8. elisabetta ha detto:

    @ Vincenzo

    Credo che non si tratti ne di condizionamenti ne di ipocrisia, è la nostra natura e credo che la si trovi ben citata in questo aforisma:

    “Ciò che siamo ha molte facce, ma queste facce non sono ciò che siamo”.

    Morale: rimane in noi sempre buona parte di quell’intimo nascosto.

    eli

  9. Parsifal ha detto:

    Cara Eli, sembrerebbe che quella che definisci “nostra natura” sia connaturata solo al nostro personale DNA?
    Io, pur condividendo il bell’aforisma che tu citi, e che si riferisce alla difficoltà/impossibilità di conoscere a fondo il nostro prossimo, credo che i nostri comportamenti siano però pesantemente influenzati e, quindi condizionati, dall’ambiente in cui siamo vissuti.
    La premessa dei moderni studi sociologici e antropologici parte proprio da queste basi.

    • TANIA ha detto:

      BRAVISSIMA ELY, IO TI OCNOSCO BENE DA TROPPI ANNI E SOLO CHE LA TUA INTERIORITA’ E PARTICOLARMENTE NOBILE UNICA NEL SUO GENERE SEI UNA PERSONA SPECIALE TI VOGLIO BENE CIAO BACIONISSIMO TANIA , POESIA BELLISSIMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

      • elisabetta ha detto:

        Un grazie a Tania…
        Anche tu sei una persona di nobili sentimenti e anch’io (come te che conosci me) conosco te….
        Ma non abbiamo bisogno di farci i complimenti a vicenda… sappiamo quello che siamo, sappiamo quello che abbiamo nel cuore e, come dici tu, in questi anni di conoscenza siamo entrambe consapevoli dell’affetto che ci lega….
        Un bacio e ancora grazie
        eli

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