Populismo rosa

La notizia (da Il Corriere):

Le donne del Pd in Consiglio provinciale di Milano lanciano, in occasione dell’8 marzo, la «Campagna per la memoria femminile locale, nazionale e internazionale», in occasione della Festa della donna. Lo fanno con un ordine del giorno che impegna il presidente della Provincia di Milano e la Giunta provinciale «affinché le prossime strade riportino nomi di donne». Secondo una ricerca del Gruppo toponomastica femminile di Milano, soltanto 130 delle 4.194 strade del capoluogo lombardo sono dedicate a donne, e di queste 21 alla Madonna e altre 21 a sante, per la presenza delle relative chiese. Le rimanenti sono intitolare a scrittrici, poetesse, cantanti, pittrici e anche a un’aviatrice.

Le consigliere provinciali del Pd Diana De Marchi, Bruna Brembilla e Roberta Perego, firmatarie dell’ordine del giorno, hanno sottolineato anche un altro aspetto della «misoginia ambientale» legato ai segnali stradali: l’unico che contempla la presenza dei due sessi è quello che indica la presenza di scuole e che vede «un bambino, davanti, che simbolicamente conduce per mano una bambina, tirandosela dietro». Per il resto, le donne sono «invisibili».

E’ di Filippo Facci questo commento che appare sul suo blog:

“Donne di strade”

Mancava una bella lagna sulle «vie al femminile» che a Milano sono troppo poche, assicurano le donne del Pd. Da qui la richiesta di «riportare lo stato attuale verso la parità» perché oggi «la toponomastica è troppo sbilanciata in senso maschile». Ma non è la toponomastica, è la Storia. C’è stata una prevalenza di uomini nei punti cruciali della Storia, e il perché è ovvio, come il fatto che questo squilibrio andrà progressivamente a sparire; non è un caso che le 130 vie milanesi dedicate a donne (comprese una quarantina di sante e di madonne) si riferiscono a figure femminili relativamente recenti: ma è un crescendo, come la parità in tutti i campi.

Non basta? No. Parlano di quote rosa anche per le vie. Le strade rosa. E va bene, eliminiamo le vie con le date storiche, le ricorrenze, le montagne, le Regioni, i fiori: ma per metterci chi? Ecco, è qui che si vede la forzatura del politicamente corretto. Un sondaggio su Corriere.it ha dato esiti imbarazzanti: i nomi notevoli sono 4 o 5, altri sono davvero improbabili e altri ancora sono stati vittime di un complotto maschile evidentemente riuscitissimo: perché io non le ho mai sentite nominare in vita mia. E bisognerebbe trovarne migliaia? Non credo sia benaltrismo ipotizzare che l’emancipazione passi per altre vie, appunto. La peggiore delle quali, naturalmente, si festeggia domani.

Concordo e mi chiedo: “ma non hanno nulla da fare queste donne del PD”?

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5 risposte a Populismo rosa

  1. l'amara ha detto:

    già, quello delle quote rosa stradali è proprio l’ultimo dei problemi…
    e comunque via giovanna d’arco esiste 🙂

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Quarchedundepegi ha detto:

    Quel cartello con la donna con la coda di cavallo e gli stivali è proprio bello.

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