E se invece di far festa si fosse chiesto agli italiani di lavorare il 2 giugno? No, facciamo festa. Ma con sobrietà.

E se invece di far festa si fosse chiesto agli italiani di lavorare il 2 giugno, destinando ai terremotati le trattenute e magari, a libera scelta, una parte di quel giorno di paga?

Che idea peregrina! Nun se po fa.

In Italia niente è più sacro dei di dì festa. A tutto si rinuncia, ma non ai loro riti.

E così avanti con le parate.  L’ha deciso Napolitano. “Dobbiamo dare esempio di fermezza di serenità – così ai TG– Non possiamo solo piangere“. Però che siano ispirate a principi di sobrietà. Parola da un po’ di tempo in qua divenuta di moda.

Ma che c***o vor dì?

Se non fossero sobrie, come sarebbero state autorizzate ad essere? Questi i contrari di sobrie previste dal dizionario:alticce, ampollose, appariscenti, audaci, barocche, bizzarre, brille, capricciose, chiassose, dissolute, ebbre,estrose, fameliche, fastose, fatte, ghiotte, grande, grandiose, immorali, intemperante, libere, lussuose, mondane, originali, pompose, pretenziose, retoriche, sfarzose, sgargianti, sibaritiche, alterate, bevute, eccessive, esagerate, ingorde, debosciate, sontuose, ubriache, vistose, vivaci, voraci.

Scegliete un po’ voi….

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3 risposte a E se invece di far festa si fosse chiesto agli italiani di lavorare il 2 giugno? No, facciamo festa. Ma con sobrietà.

  1. elisabetta ha detto:

    Napolitano che aveva chiarito che la parata si sarebbe fatta, seppur “sobria”: torna sul tema.
    “L’attenzione si concentri sul da farsi nelle zone terremotate”: dice “E non sia deviata su polemiche strumentali o assolutamente secondarie su come far svolgere la rassegna militare del 2 giugno”.

    Trovo anch’io che questa decisione sembra del tutto arbitraria e non tiene per nulla conto di quel

    “L’attenzione si concentri sul da farsi nelle zone terremotate”.

    Come dire… Mentre in Emilia la terra trema e si contano e si sotterrano le vittime, le feste in Campidoglio non si devono sacrificare: la sfilata a cavallo e le parate militari (che oramai hanno solo l’utopia di un passato remoto) devono continuare la tradizione nonostante tutto.

    Non voglio mancare di rispetto al nostro caro Presidente, ma questa sua ostinata decisione gli farà perdere un po’ di popolarità e credibilità….

    Le catastrofi come quella attuale sono eventi che non si possono mettere in secondo piano, ma vanno rispettate e prese in grande considerazione, se non altro per una solidarietà e anche, se vogliamo parlare di Nazione, di unione patriottica.

    • frz40 ha detto:

      In Italia abbiamo forse più che ogni altro Paese, una pessima abitudine: quella di buttare sempre in un altro campo la palla dei problemi e delle nostre responsabilità.

      Ne è maestra la politica. Nessuno fa quel che deve fare, perché qualcun’altro dovrebbe, o avrebbe dovuto, far qualcos’altro.

      Non fa eccezione il nostro Presidente: è vero che “L’attenzione si concentri sul da farsi nelle zone terremotate”, ma questo non gli impedisce di fare lui quel che poteva fare.

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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