Qualis pater….

Eh sì: qualis pater, talis filius.

Correva la fine degli anni ’60. Ero sposato e indipendente e …., e .…,

e ……,

e mi ero innamorato.

Nooo, non di un’altra donna, ma di una Citroen GS tutta rossa. La acquistai senza pensarci su due volte. Dimenticai semplicemente di parlarne con mio padre che, guarda caso, commerciava in automobili. Sapevo che sarebbe stato contrario per un sacco di ragioni tutte logiche.

Non aveva tutti i torti, il pover uomo, e se ne dispiacque. Ne ho avuto sempre un po’ il rimorso.

A distanza di oltre quarant’anni la storia si ripete.

Mia figlia, anche lei sposata e indipendente, si è innamorata. Di una RAW 4, Toyota. Per la verità lei non si è dimenticata di parlarmene, ma nonostante il mio parere decisamente contrario, il risultato è stato lo stesso: l’ha acquistata.

Da vecchio trombone mi verrebbe da invocare l’antico detto:“Si jeunesse savait, si vieillesse pouvait”. Invece no, cara Luisa, hai fatto bene. È giusto così. E se quando me la presenterai, magari storcerò un po’ il naso, non farci caso. Goditela. E che sia per te una buona compagna.

Senza rancore.

Papà.

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8 risposte a Qualis pater….

  1. marisamoles ha detto:

    Questa è la dimostrazione, caro frz, che i figli non ascoltano mai i genitori. D’altronde è un bene che facciano di testa loro: almeno ci evitiamo la frase di rito “Se non ti avessi dato retta” … 🙂

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Lou ha detto:

    Grazie pà!
    Ho provato il Rav4, é davvero bella… é vero, consuma di più della mia, é vero é più grossa e meno parcheggiabile…tutto giusto. Ma é guidarla é un sogno. Scusami, ti ho ascoltato tante volte…questa volta ho fatto di testa mia e magari mi pentirò un giorno, ma volevo provarci…
    Te la porto a vedere presto: appena mi sento di fare la curva vicino a casa tua…. 😉

    Un bacio, grazie :-*

  4. quarchedundepegi ha detto:

    Caro frz40,
    Tua figlia ha fatto benissimo a innamorarsi. Ci si può innamorare anche di qualcosa di brutto? Certamente sì. Quando c’è l’amore si diventa ciechi e ci si dimentica che “anche l’occhio vuole la sua parte”!

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