Ma non potremmo essere un po’ più tolleranti?

Questa storia è assolutamente vera e ne sono stato testimone.

Le mie passeggiate con la Kyra a, Torino hanno di solito luogo nel parco pubblico intitolato alla Brigata Alpina Taurinense. Il parco è situato lungo la riva destra del Po ed è percorso da una stradina sterrata il cui passaggio è riservato ai pedoni e alle biciclette.

E’ un piccolo paradiso (e lo sarebbe ancor di più se fosse curato meglio) per chi desidera fare un po’ di jogging o una passeggiata a piedi o in bicicletta.

Mentre camminavo, l’altro giorno, un’auto di fronte a me si stava avvicinando marciando a passo d’uomo. Poiché  occupava tutta la stretta carreggiata mi son fatto da parte, trattenendo il cane al guinzaglio. Nello stesso momento alle mie spalle sopraggiungeva un signore in bicicletta.

Quando si è trovato nello stretto passaggio che c’era tra me e l’automobile,  il ciclista si è fermato e, senza alcun preavviso ha urlato all’automobilista: «Ma proprio di qui devi passare, STRONZO!». Ed è ripartito.

Il ‘signore’ era un uomo sulla sessantina, con i capelli grigi.

Ma la gente è impazzita? Possibile che non ci sia più tolleranza per nulla e per nessuno, nemmeno nei momenti di svago e relax?

Sono rimasto di stucco. Poi son scoppiato a ridere quando l’altro è sceso dall’auto e gli ha urlato:«Guardi che io sono del Comune». Stava sorvegliando la vita del parco.

Questa voce è stata pubblicata in Emozioni, pensieri, riflessioni e ricordi, vita quotidina e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

15 risposte a Ma non potremmo essere un po’ più tolleranti?

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. marisamoles ha detto:

    Onestamente avrei reagito anch’io come il ciclista, magari senza abbandonarmi al turpiloquio. Ma non è che sono pazza o intollerante, è che sono proprio stufa di vedere gente che non rispetta le regole. Mi stupisco, però, che l’auto non avesse un distintivo che la identificasse. Qui le auto del Comune sono delle Panda bianche e riportano la scritta “Comune di udine”. Si vede che siamo più ligi. 🙂

    Ti racconto questa, facendo una premessa: nel parco della mia scuola (area protetta) è vietato entrare con automobili o motociclette, a meno che non si portino quest’ultime a mano a motore spento. Spesso e volentieri la regola non viene rispettata e capita non di rado di vedere i ragazzi con gli scooter entrare a velocità sostenuta nel parco, attraversarlo per raggiungere la sede della succursale, sfrecciando tra docenti e studenti. Credo di essere l’unica a protestare, a volte mi limito a lanciare uno sguardo fulminante, ahimè senza successo.
    Nel tardo pomeriggio del 19 giugno sono stati esposti i risultati degli scrutini e c’era un via vai di gente che andava a consultare i tabelloni esposti sui vetri dell’edificio principale. Io mi trovavo lì per il collegio docenti e stavo percorrendo il marciapiede che porta all’ingresso del parco quando vengo sorpassata da uno scooterista. Gli urlo: “Questo è un marciapiede, capito che significa?”. Lui niente ed entra nel parco. Lo raggiungo di corsa e lo blocco. Era un genitore. Gli dico che è vietato entrare nel parco sullo scooter. Si toglie il casco (è un uomo sui 40 anni), mi guarda (anche parecchio interessato alla mia persona, nonostante avessi rotto le palle!) e chiede scusa, dice che ho perfettamente ragione (e ci mancherebbe altro …). Quindi, spegne il motore e porta lo scooter a mano dentro la proprietà privata.
    Ecco, da tali padri che si può pretendere riguardo ai figli? La differenza è che i figli non chiedono quasi mai scusa.

    • frz40 ha detto:

      1. Il turpiloquio fa una bella differenza, mi pare.
      2. L’auto era in effetti un panda bianca, col contrassegno del Comune accanto alla targa.
      3. “gli corro dietro”: avrei voluto vederti (ancor più se ti si fosse rotto un tacco). Assatanata !!!
      4. Se fosse stato un ragazzo, ahi, ahi…. quel “parecchio interessato” te lo potevi scordare… Viva la vecchia guardia.
      5. “i figli non chiedono quasi mai scusa”. Sì per i ragazzi è così, e fanno bene. Sai perché? Tutte le volte che mi è capitato di scusarmi (purtroppo può capitare), mi son sentito investire da una seconda frase ancor più ricca d’epiteti e d’improperi. In auto poi…. E quel tuo “e ci mancherebbe altro” non ne è stato per caso il preambolo? D’ora in avanti ‘fanculo tutti, alla faccia dell’intolleranza.

      Un bacione

      • marisamoles ha detto:

        1. questo è sicuro!
        2. vedi, prima di urlare e inveire (dico al ciclista), bisogna guardare!
        3. avevo le scarpe con la zeppa. 🙂
        4. be’, insomma, vecchia guardia no, aveva quarant’anni e comunque, data la differenza di età con me, poteva anche andar bene. Non era il mio tipo, comunque. A parte il fatto che i maleducati non li degno neanche …
        5. giusto, ben detto! Eccheccavolo … 😉

      • frz40 ha detto:

        Eh, eh !!! 🙂

  3. elisabetta ha detto:

    Sono d’accordo con te… un po’ di tolleranza si dovrebbe avere… anche perché a ognuno di noi capita e a volte anche spesso di infrangere qualche regola e questo basta per non sentirsi dalla parte di chi può lanciare la famosa “prima pietra”…

    Però a volte alcuni atteggiamenti infastidiscono più di altri e soprattutto quelli di chi, oltre ad essere in torto, vuole avere ragione.

    A me è capitato una volta di assistere ad un episodio del genere.

    Un handicappato in carrozzina di era messo ad attraversare la strada nonostante il semaforo segnasse un bel ROSSO… all’automobilista che ha dovuto fermarsi e che gli ha suonato il clacson si è rivolto con improperi del tipo si quel ciclista del parco di Torino….
    Ora, non voglio mancare di rispetto verso coloro che si debbono portare appresso disgrazie e disagi, ma credo che anche da costoro si debba esigere educazione e rispetto verso chi non ha nessuna colpa per quel handicap che non li rende per questo “privilegiati”..

    eli

    • frz40 ha detto:

      Sono per natura, uno che osserva le regole e mi da molto fastidio chi non le rispetta. Cerco, tuttavia, di pensare che chi le infrange possa avere un buon motivo ed evito le discussioni. Purtroppo non è quasi mai così e molti esagerano.
      Sic transit Gloria mundi.

  4. quarchedundepegi ha detto:

    Quello che hai scritto mi ha fatto veramente sorridere.
    Credo che molta gente sia esasperata dal modo come siamo obbligati a vivere per cui per un nonnulla si dimenticano che non bisogna mai dare dello “stronzo” a qualcuno. Non bisogna offendere lo stronzo. Per la categoria dei colopatici gli stronzi sono troppo importanti.

  5. marisamoles ha detto:

    L’intervento di Quarch mi ha fatto venire in mente la battuta fatta dalla mia prof di Scienze del liceo (una pazza furiosa 😦 ) dopo la scoperta di una scritta ingiuriosa su di lei, la cui responsabilità, non si sa perché, ricadde sulla mia classe. Ricordo che disse: “So che mi considerate una stronza ma ricordatevi che almeno la merda è utile perché concima”. 😯

    Correva l’anno 1977 e nessun genitore fiatò. Se succedesse adesso …

  6. quarchedundepegi ha detto:

    In un libretto sull’argomento fu scritto invece che l'”unica cacca che non vale niente è proprio quella umana!”
    Se il futuro me lo consentirà vedrò di portarvi una documentazione a riguardo sul mio blog.

  7. marisamoles ha detto:

    @ Quarchedundepegi

    Ho sempre sospettato che la mia prof di scienze fosse poco preparata. 😉
    Sarebbe interessante approfondire l’argomento ma temo di non riuscire a trasmettere la documentazione relativa alla mia professoressa.

    @ frz40

    😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...