[Libri] Macché “Inseparabili”.

Questo mi ha proprio deluso. Sto parlandovi di:

“Inseparabili. Il fuoco Amico dei ricordi”, di Alessandro Piperno – Mondadori, 2012

Filippo e Samuel, i due fratelli Pontecorvo, unitamente alla madre Rachel e alla figura incombente del padre Leo, sono i protagonisti di questo libro che ha vinto il Premio Strega 2012, ha ottenuto un gran successo di critica in Italia e in Francia ed è pure ai primi posti nelle classifiche di vendita.

Eppure sapete che vi dico? Che, leggendo le loro storie e i loro tormenti, di tutte le loro problematiche non me ne è potuto importare di meno:

– Filippo – indolente e refrattario a qualsiasi attività non riguardi donne, cibo e fumetti – viene travolto dal successo di un suo cartoon di denuncia sull’infanzia violata, che scatena però anche le minacce di morte degli integralisti islamici;

– Samuel, brillante negli studi, impotente nell’arte amatoria con l’altro sesso, ma potente segaiolo, è avviato a un’ambiziosa carriera nel mondo della finanza, ma una speculazione sbagliata lo ha portato al fallimento.

– Rachel è la mamma chioccia, incrollabile, che veglia sui figli da quando li ha messi al mondo

– Leo è il padre che è stato accusato di pedofilia, e, per questo,  ha vissuto segregato in uno scantinato dove ha trovato la morte.

Insomma, una bella famiglia della borghesia ebraica romana fatta a pezzi dai condizioamenti  causati dall’infamante accusa che ha colpito il padre.

E le donne? Anna, nevrotica moglie di Filippo, Silvia,  promessa sposa in bianco dell’impotente Samuel,  Ludovica, introversa rampolla della Milano bene, fanatica dell’autoerotismo, della quale si è invaghito Samuel, ma che si farà scopare da Filippo.

Questi i personaggi di un libro nel quale ti aspetti sempre che accada qualcosa e non accade mai nulla; nemmeno, tutto sommato, neanche nella scena madre delle ultime pagine dove si arriverà  alla resa dei conti tra Samuel, Filippo e Rachel.

Commentavo la mia delusione con mia moglie, chiedendomi, come abbia potuto avere tanto successo di critica in Italia e Francia e potuto vincere un tanto prestigioso premio. Mi ha risposto: «E’ proprio dai libri e dai film che ottengono questi riconoscimenti che bisogna stare alla larga».

Mio gradimento **

(Questa la pagina dei libri letti e questo il precedente post)

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11 risposte a [Libri] Macché “Inseparabili”.

  1. Diemme ha detto:

    Però hai fatto venire la voglia di leggerlo… se non altro per condividere la tua opinione!

  2. uovadigatto ha detto:

    Perché le cose belle non vanno più di moda. A suon di personaggi cinico-fobico-autolesionisti si è perso il sapore della storia. Prendi l’amore ai tempi del colera: anche lì i personaggi sono chiaroscurati, l’amore ha un lato perverso e non è netta la distanza tra bene e male (perché nella vita è così). Però, sono romanzi che ti fanno soffrire per qualcosa, dopo che li hai letti dici “sorbole, ora so vivere di più!”
    Quoto il commento della tua signora.

    • frz40 ha detto:

      Questo, mi spiace dirlo, mi ha fatto soffrire solo per il tempo che gli ho dedicato. Che ci posso fare? Sono rimasto alle buone cose di pessimo gusto, di gozzaniana memoria.

  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Pingback: Libri: Il meglio di me di Nicholas Sparks e “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach | Frz40's Blog

  5. mizaar ha detto:

    buongiorno! mi intrometto nella discussione ( perchè leggere è una attività che mi è congeniale e le discussioni intorno ai libri mi interessano sempre… ) di piperno avevo letto, anni fa ” con le peggiori intenzioni ” godibile romanzo sulla borghesia ebraica romana – e vorrei vedere, l’autore è ebreo e romano e racconta di quello che sa. all’uscita di quel primo libro si gridò al miracolo: un interessante scrittore al primo libro, vediamo se mantiene le promesse – così decretò d’orrico sulle pagine del corriere! ( lo scrittore è docente di francese all’università, uno che vorrebbe rivisitare proust in chiave capitolina ) ho dunque acquistato il secondo romanzo del nostro ” persecuzione ” tutto incentrato sulla vita, passione e morte – ci mancava solo la resurrezione! – del pontecorvo padre. un libro dove, come hai detto tu per il secondo, non accade nulla se non nella memoria dei fatti delle persone coinvolte. al termine della lettura sia io che mio marito ci siamo ritrovati con le stesse perplessità circa la trama e sulla necessità di farla tanto lunga sui tormenti del maturo pontecorvo. adesso trovo conferma della stessa solfa anche nel secondo libro, che peraltro ha vinto lo strega. concludo con l’idea che ho sempre avuto sulle letture da coltivare, bisogna fidarsi dell’istinto, spesso. se si sta dietro alle critiche oppure ai premi si finisce per prendere delle solenni cantonate! 😦

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