Matrimoni gay. E perché non anche a tre?

Sul blog di un’amica, Diemme, si è aperta una discussione sullo spinoso tema dei matrimoni gay. Potete trovare molti commenti e considerazioni su quel sito. Questo è stato il mio commento:

La domanda di fondo è perché le coppie gay vogliono contrarre matrimonio?

Non certo, o quanto meno non principalmente, per sancire in questo modo il loro diritto ad amarsi, ma per acquisire quel pacchetto di diritti e doveri che le leggi dello stato prevedono per le tradizionali coppie etero. Diritti e doveri che riguardano sia i loro rapporti privati (es. obbligo dell’assistenza morale e materiale, comunione/separazione dei beni, diritti in caso di divorzio, etc.), sia quelli che derivano dal fatto che la loro unione sia pubblicamente riconosciuta (contratti di affitto, diritti ereditari, possibilità di visitare e assistere il compagno o la compagna in ospedale, pensioni di reversibilità etc.).

Fin qui tutto accettabile da parte mia, ammesso che io riesca a superare, lo confesso, una certa ripugnanza verso i rapporti sessuale tra due maschi. Ma tant’è: fatti loro, come diceva Cassano.

C’è però un punto sul quale non so dare una risposta convincente né in un senso, né nell’altro, ed è quello dei figli a venire. Va da sé che questi non potranno mai nascere da due persone dello stesso sesso e, premesso che credo che sia ampiamente preferibile che un bambino cresca con il supporto di un vero papà e di una vera mamma, mi chiedo se non consentire i matrimonio gay sia il sistema migliore per vietare gli affitti d’utero, l’inseminazione artificiale e l’adozione di minori da parte di coppie gay. Senza contare, ad esempio, che una coppia gay oggi può benissimo andare all’estero per affittare un utero o farsi inseminare e, in questi casi, mi chiedo cosa succeda qualora uno dei gay venga a mancare, visto che il secondo non avrebbe alcun diritto sul bambino).

La soluzione potrebbe forse essere quella di prevedere particolari vantaggi alle coppie etero che avranno figli, ma anche questo mi sembra un palliativo.

La verità è che si sta sempre più perdendo il concetto di famiglia in senso tradizionale. E’ un bene? E’un male? Non lo so.

Aggiungo che, estremizzando, si potrebbe arrivare in futuro non troppo lontano anche ad un concetto di famiglia a tre (o più) visto che i diritti e i doveri di cui stiamo parlando possono benissimo essere estesi non solo ad una coppia, gay o non gay che sia, ma anche a un gruppo di tre (o più) persone.

Chi vivrà, vedrà, ma non so se questo liberismo di costumi consentirà alle future generazioni di vivere in un mondo migliore.

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11 risposte a Matrimoni gay. E perché non anche a tre?

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Diemme ha detto:

    Infatti. Anche il contratto della “cura reciproca”, accennato da Nives, può estendersi a persone a qualsiasi titolo, e poi perché mai solo a due? Cinque persone, cinque amici o amiche che vanno per esempio a vivere insieme per dividere le spese, non potrebero firmare lo stesso contratto, impegnandosi a sostenersi l’un l’altro? Tutti per uno e uno per tutti, moschettieri e non solo.

  3. frz40 ha detto:

    Beh, ridurlo a cinque amici che vanno a vivere insieme per dividere le spese, mi sembra riduttivo, ma un bel ménage a trois non mi sembra improbabile,

  4. Monique ha detto:

    Il dilemma è arduo…
    Non so, i gusti sessuali degli altri non mi sconvolgono certo il metabolismo (parlando naturalmente di adulti consenzienti), per cui dal punto di vista di una certa tutela ci può stare la legalizzazione delle unioni gay. Spostando, invece, il discorso su un altro piano, direi che un conto è sancire legalmente un’unione ai fini di eredità, successione e cose varie, ma non si può definire famiglia in senso stretto qualsiasi unione. Credo anche io che i figli abbiano diritto ad avere come riferimento un modello maschile e uno femminile, al di là di ogni ragionevole obiezione riguardo il fatto che anche la nonna, la zia, gli amici possano partecipare attivamente e sensatamente all’educazione dei figli.
    Al solito, quello che scarseggia è il buon senso…

  5. TANIETTA ha detto:

    MHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH CI SGUAZZA??” CI MAGNAAAAAAAAAAAAAA

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