Meno soldi e i ladroni cambiano mestiere.

Così Piero Ostellino nel suo Il Dubbio per Il Corriere di oggi

“Far dimagrire lo Stato e i soldi della politica”

«La corruzione politica ha (sempre) una natura sistemica. Soldi e politica assieme producono corruzione. L’uomo politico non é meno onesto dell’uomo qualunque. Il contrario è la favola consolatoria diffusa dai demagoghi dell’antipolitica. Provate a lasciare incustodita, anche solo per pochi minuti, una borsa nella sala d’attesa di un ospedale. Non la troverete più. C’è un solo modo, allora, di combattere i disonesti: non lasciare le borse incustodite. Chiamare i carabinieri ≪dopo≫, quasi sempre non sortisce alcun effetto, così come non avranno effetto le misure anticorruzione in cantiere.

Bisogna ridurre l’enorme disponibilità di risorse legislative, amministrative, burocratiche e finanziarie di cui gode la politica. Separare, per quanto possibile, i soldi dalla politica.

Perché non lo si dice? Perché, anche chi la denuncia, usa la corruzione come la politica usa i soldi: per ottenere consenso. Nella convinzione (errata) che denunciare la corruzione paghi; nella conseguente speranza (illusoria) che sia un’arma a favore dell’opposizione. Se vincono ≪i nostri≫—ammiccano certi moralisti— vedrete che la corruzione non ci sarà più. Ma non è l’attitudine personale che produce corruzione, bensì è la natura del sistema che incoraggia le propensioni personali alla disonesta. Che piaccia o no, la denuncia fine a se stessa è una forma di complicità con la corruzione politica e la causa dell’impossibilita di farvi fronte. Nel migliore dei casi, la denuncia è una petizione moralistica; nel peggiore, uno strumento di propaganda. Il cittadino resta all’oscuro delle cause sistemiche della corruzione — l’occasione che fa l’uomo ladro — e, quindi, della sola arma atta a combatterla: il cambiamento dell’ordinamento che la produce.

Che, poi, vuol dire una bella ≪cura dimagrante≫ dello Stato. Sono rimasto il solo a dirlo. Da noi, le speranze, o le illusioni, hanno, pero, più fascino dei fatti. Si registrano con (malcelata) soddisfazione gli elogi (interessati) degli altri governi europei all’Italia del governo tecnico perché doveva (dovrebbe) ridurre il debito. Ma le ragioni ≪fattuali≫ degli elogi nessuno se le chiede. Il debito è aumentato dal 120 a oltre il 126 per cento del Pil; che è sceso del 2,5-3. Sono calati i consumi e aumentate le tasse; il  tenore di vita degli italiani non è mai stato così basso dal Dopoguerra; non si investe, non si esporta e non si produce ricchezza.

L’Italia è in piena depressione. Il declino, culturale, politico, sociale, economico, viene da lontano, anche se nessuno ne parlava. Ma la dissennata politica fiscale del governo tecnico — l’opposto di ciò che si  doveva fare — ha dato il colpo di grazia al Paese già in declino. Mi chiedo come possa esserci crescita in tali condizioni. Rimane un atto di fede, una forma di simpatia personale nei confronti del professor Monti. Che fa del suo meglio. Ma che è quello che è: un galantuomo e un (modesto) praticante della politica, inadeguato a cambiare  le cose. Così, per non cambiare lo Stato, si è cambiato (in peggio) il popolo.»

Concordo.

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11 risposte a Meno soldi e i ladroni cambiano mestiere.

  1. Diemme ha detto:

    Concordo anch’io (ma nella tastiera di costui, la e accentata non esiste? 😛 )

  2. marisamoles ha detto:

    Concordo anch’io, sul contenuto dell’articolo e con il commento di Diemme: manca anche l’accento su “così” …

  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. frz40 ha detto:

    @ Diemme, @ Marisa
    Colpa mia che non ho riletto. Mannaggia, quando capiti nelle grinfie delle prof … !!!!

  5. mizaar ha detto:

    difficile avere un parere diverso da quello di ostellino!

  6. Pingback: Sì, senza vergogna, ma si mette a fare il politico di professione ? | Frz40's Blog

  7. paola consoli ha detto:

    concordo e vorrei lei scrivesse metà degli articoli che ci sono sul corriere.

    • frz40 ha detto:

      Cara Paola,
      La ringrazio ma non mi chieda quel che non so fare. 🙂 Mi accontento di qualche modesto post, con la speranza di stimolare qualche spunto di riflessione. A presto, dunque.

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