Sì, senza vergogna, ma chi si mette a fare il politico di professione ?

Scrive l’amica Virginia sul suo blog: “Senza Vergogna” riprendendo alcuni casi denunciati durante una puntata di Record, che testimoniano dell’immunità di cui godono e hanno goduto i nostri politici corrotti.

Mentre rimando alla lettura dell’articolo (questo è il link), per l’esame dei singoli casi, devo dire che credo che quel che vediamo in questi giorni sia solo la punta dell’iceberg.

D’altra parte mi chiedo per quale ragione uno, oggi, si mette a fare il politico di professione.

Non certo per spirito di sacrificio asservendo se stesso al bene del Paese, né per atto di fede in un’ideologia di partito.

Il “Paese” da noi è sentito solo quando la Nazionale vince i mondiali di calcio, per tutti gli altri giorni prevalgono le diffidenze, le antipatie, i campanilismi e le tentazioni indipendentiste o di autonomia. C’è ancora chi rimpiange il Regno dei Borboni e chi si sente parte di altre Nazioni: riusciamo a festeggiare l’Unità d’Italia, ma solo formalmente e con molte contestazioni, quando ci viene imposta ogni 50 anni. Poi scompaiono le bandiere e più nessuno fa caso al 151 esimo anniversario nel marzo di quest’anno.

Le grandi ideologie sono morte e sepolte. L’ultima col crollo del muro di Berlino, ma da noi non mancano gli irriducibili nostalgici. Non siamo nemmeno in grado di coagulare le forze nelle due anime fondamentali di ogni democrazia moderna: quella conservatrice o quella laburista. Pullulano i partiti, ma ognuno con cinquanta sfumature di rosso e di grigio. Ognuno secondo il proprio tornaconto, tutti con grandi idee, purché a pagarne il prezzo siano gli altri. Che ideologie son mai queste? E le coalizioni che si formano non possono tenere e non hanno futuro, come ci dimostra l’esperienza degli ultimi 20 anni. Implodono prima ancora di essere nate. Come si fa ad aver fede per uno di questi partiti o di queste coalizioni?

E la domanda che ripropongo è sempre quella: in questo contesto chi è che si è messo a fare il politico? E perché lo ha fatto?

Non uomini di successo in loro precedenti esperienze di lavoro, ma uomini alla ricerca del successo e del potere. E come si misura il proprio successo e il proprio potere? Col dio denaro. E allora, di cosa ci sorprendiamo?

Far dimagrire lo Stato e i soldi della politica” dice (qui) Piero Ostellino e ha ragione: meno soldi e i ladroni cambieranno mestiere, o, comunque, ruberanno di meno.

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3 risposte a Sì, senza vergogna, ma chi si mette a fare il politico di professione ?

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. TANIETTA ha detto:

    LADRI LADRI TUTTI LADRISSIMISSSIMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII! MI E’ PIACIUTO MOLTO IL PROGRAMMA DELLA MARGHERITA HACH NEL SUO NUOVO PARTITO (DEMOCRAZIA ATEA)

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