A proposito di quel Nobel che fa cader le braccia

Dal Corriere del 15 Ottobre:

“La pace immaginaria dell’inaffidabile Ue”

Di Pierluigi Battista

 “La posizione dell’Unione Europea sulle primavere arabe? Non se lo chiede mai nessuno: semplicemente  perché non c’e. Nel duello tra Obama e Romney invece l’argomento è decisivo. Ma gli Stati Uniti hanno una politica estera, prendono delle decisioni, esercitano un peso. L’Europa no. L’Europa che conquista imprevedibilmente il Nobel per la pace è inesistente, politicamente irrilevante.

 “Cosa vuole fare per la Siria? Non pervenuto. Una sola parola per la bambina pakistana che i fanatici hanno tentato di uccidere per punirla perché va a scuola? Nemmeno una. Taciturna, terrorizzata da tutto, incapace di una politica comune, l’Europa incredula deve ora decidere chi andrà a Oslo a ricevere l’inopinato riconoscimento. Sarà un evento storico, perché per una volta l’Europa dovrà decidere qualcosa. E dovrà addirittura sforzarsi di dire qualcosa. Davvero uno sforzo inaudito. Sui diritti umani fondamentali, l’Unione Europea è inaffidabile e assente.

“Nelle Nazioni Unite ogni tanto gli Stati Uniti accennano a qualche protesta quando a capo di una commissione per la difesa dei diritti umani vanno rappresentanti di tirannie specializzate nella cancellazione di qualsiasi diritto, nella loro Nazione-prigione. Gli europei mai.

 “Raccontano che in questi sessant’anni l’Europa ha mantenuto la pace interna. Davvero? L’Europa, dopo la Seconda guerra mondiale, non era una, ma almeno due. Una, verso Est, ha conosciuto una pace non precisamente invidiabile e i carri armati a Budapest e a Praga erano l’immagine di società repressive dominate da una dittatura ideologica che aveva fatto delle Nazioni comuniste delle grandi caserme. L’altra ha conosciuto uno sviluppo economico favoloso, ma ha mantenuto la sua pace interna, l’integrità dei suoi confini, la prosperità delle sue società grazie alla tutela politica, militare e nucleare degli Stati Uniti  d’America.

 “Quando qualche Paese europeo ha voluto far da se, come l’Italia nei confronti del mondo arabo, di  solito ciò è avvenuto al prezzo dell’appoggio esplicito o almeno di cordiali rapporti con regimi autoritari e militaristi  che della pace, della difesa dei diritti umani, di tutto ciò che dovrebbe essere l’essenza spirituale di un ≪Nobel per  la pace≫ sono stati e continuano a essere quanto di più lontano e antitetico. Anche il Kosovo è Europa e quando  l’Ue ha deciso di intervenire è stato solo perché gli Stati Uniti di Clinton e della Albright hanno voluto dare il colpo  decisivo. Anche Srebrenica e Sarajevo sono Europa, ma gli europei hanno assistito impotenti ai massacri tutti europei che li si consumavano.

 “L’Europa si è aggrovigliata nelle sue incertezze. Ha pensato che una moneta unica potesse sostituire una politica estera unica e ha sostituito una politica estera inesistente con i silenzi e gli  accomodamenti. Quando si è mossa, come in Libia, l’ha fatto in modo goffo disunita. Si muoverà ora, per la delegazione ufficiale  che dovrà raggiungere l’europea Oslo.

 “Che colpo”.

(Questo era stato il mio precedente post)

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11 risposte a A proposito di quel Nobel che fa cader le braccia

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. quarchedundepegi ha detto:

    Questo Nobel mi ha lasciato semplicemente perplesso!

  3. lupus.sine.fabula ha detto:

    Concordo pienamente con il tuo articolo… io davvero mi chiedo se non c’era di meglio. Che sia diventato poco credibile anche il premio Nobel?

  4. lupus.sine.fabula ha detto:

    Ah no, ho capito adesso il senso del Nobel all’Europa! La commissione ha probabilmente deciso di attribuirlo quest’anno, perchè l’anno prossimo chissà se ci sarà ancora- l’Europa.

  5. elisabetta ha detto:

    Non ho parole…. anzi… posso dire le sole che mi vengono sempre in mente…(ripetitive ma sempre valide):

    “Anche i Nobel non sono più quelli di una volta”

    eli

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