C’era una volta la propria coscienza

Eh sì, quel che contava una volta era la propria coscienza; adesso pare che non sia più così.

Leggo da La Stampa un articolo, riprodotto dall’immagine in testa a questo post, che dice:

“La Procura di Bari ha chiesto la condanna ad un anno e otto mesi di reclusione per il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola”.

“Per l’accusa, il governatore pugliese tra il 2008 e il 2009 avrebbe fatto pressioni  sull’allora manager dell’Asl affinché riaprisse i termini di un concorso a primario di chirurgia toracica dell’Ospedale San Paolo di Bari. L’ intenzione di Vendola – sostiene la Procura – era quella di favorire la nomina del professor Paolo Sardelli. (che a concorso riaperto, lo vinse – ndr)”.

“Ieri mattina Vendola– che ha definito esorbitante la richiesta dei magistrati – si è presentato in tribunale per l’udienza preliminare davanti al gup Susanna De Felice. Era stato proprio il governatore pugliese a chiedere di essere giudicato con il rito abbreviato. E in attesa di conoscere la sentenza, Vendola, a fine mattinata, ha  dichiarato: «Una sentenza di condanna, sia pure relativamente ad un concorso in abuso d’ufficio, per me sarebbe un punto di non ritorno. Segnerebbe un mio congedo dalla vita pubblica. Ma una sentenza ispirata a verità e giustizia credo che restituirà a me quello che mi è dovuto, cioè la mia totale innocenza»”.

Ora mi chiedo: ma lui non lo sa se ha commesso quell’ illecito?  Perché ce la vuol menare? Se ha la coscienza a posto continui a far politica,  se non ce l’ha si dimetta e si ritiri in buon ordine, anche se i giudici lo dichiareranno innocente. O è una sentenza già scritta?

Aggiornamento del 31 ottobre

Ed in effetti: assolto con formula piena. Come volevasi dimostrare.

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Una risposta a C’era una volta la propria coscienza

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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