[Libri] – “Come Dio comanda” di Niccolò Ammaniti – Mondadori, 2006

Devo proprio prestarci attenzione: prima di iniziare a leggere un libro devo accertarmi che non abbia vinto un premio letterario. Mi era già capitato con “Inseparabili” di Alessandro Piperno, premio Strega 2012 (vedi qui il mio post), me lo conferma, seppur per ragioni completamente diverse, questo “Come Dio comanda”, premio Strega 2007.

Eppure di Nicolò Ammaniti avevo letto con grande piacere “Io non ho paura” e “Io e te”, dei quali avevo riferito in questo mio post, assegnando a entrambi le quattro stelline,.

La vicenda è ambientata a Varrano, un immaginario paesino del Nord Italia fortemente industrializzato, dove i campi e i boschi si alternano ai capannoni, le tangenziali e i centri commerciali.

Tre sono i personaggi principali: Rino Zena, suo figlio Cristiano e l’amico Corrado Rumitz, detto Quattro Formaggi.

Rino, il padre, è un violento trentaseienne con simpatie neonaziste e xenofobe. Beve, si ubriaca e vive di espedienti; la sua più grande paura è quella di veder assegnato il figlio, che ama, ad una casa famiglia e di doversene, così, separare. Cristiano, tredicenne, ama profondamente il padre che è per lui il riferimento più importante e che gli dà piena fiducia, pur se ne conosce bene i  difetti. Quattro Formaggi è lo scemo del villaggio: orfano, da bambino ha vissuto in un collegio dove ha subito dure angherie; da adulto ha avuto un grave incidente che gli ha provocato problemi fisici e accentuato quelli psichici.

La trama, che per ovvie ragioni non svelo, ma della quale darò un breve cenno a pagina due, per chi volesse saperne di più, sarebbe di per sé interessante e non mi stupisce che Gabriele Salvatores ne abbia tratto un film. Tuttavia questo romanzo non mi è piaciuto e ho fatto una gran fatica  a giungere, seppur incuriosito, sino alla fine.

Leggo da Wikipedia:

Come già successo per precedenti opere di Ammaniti, la pubblicazione del romanzo ha suscitato reazioni differenti tra pubblico e critica. Nonostante un buon successo di vendite, alcuni critici si sono espressi negativamente. La prima stroncatura è arrivata da Andrea Cortellessa, che sulle pagine de La Stampa ha sostenuto che lo schema emotivo che governa il libro è «di un’ovvietà da insultare qualsiasi lettore».[1]Anche Fabrizio Ottaviani su il Giornale si è espresso con toni forti: «Dominato dalla paura di lasciarsi scappare il lettore, Come Dio comanda testimonia l’avvenuta dispersione del capitale letterario di Ammaniti, già molto esiguo. Scomparsa la minima traccia di stile, il romanzo potrebbe essere stato redatto da chiunque. Nonostante la violenza, il linguaggio crudo, il compiacimento nel soffermarsi su dettagli sgradevoli e urtanti; nonostante la vecchia scusa secondo cui è il genere a escludere ogni pietas e ogni denuncia morale o sociale, siamo di fronte all’opera di un funzionario in doppiopetto».

Tra le recensioni positive invece quella di Filippo La Porta su la Repubblica, che definisce Ammaniti «il Dickens di oggi: scatta un’istantanea spietata del degrado, che suscita orrore, stupore e lacrime. Usando anche l’immaginario fumettistico (Quattro Formaggi è una straziante, patibolare incarnazione di Pippo). Resta addosso l’odore inconfondibile del dolore, che solo gli animali sentono». Accoglienza più che positiva anche dal regista Gabriele Salvatores che ha definito il libro «un thriller che ti lascia senza fiato, che è anche una grande storia d’amore totale… tra un padre e un figlio».

A me ha dato molto fastidio l’uso di un linguaggio piuttosto volgare non solo in bocca o nei pensieri dei personaggi, per la loro connotazione, ma anche quando utilizzato dall’autore per la descrizione di fatti o situazioni che non lo renderebbero strettamente necessario. Un  esempio:

“ Rino Zena era crollato di nuovo a dormire e quando si era svegliato il fischio  nelle orecchie, come d’incanto, era passato insieme  al cerchio intorno alla testa. In compenso aveva  una gran fame. Se ne stava sul letto e s’immaginava un piatto di salsicce bruciacchiate e un bel po’ di pane. Aveva l’uccello duro e i  coglioni gonfi come uova sode. Da quanto non scopo? Erano passate almeno due settimane. Ma quando aveva mal di testa la fica era l’ultimo degli argomenti che lo interessavano. Questa sera faccio una spedizione  punitiva, si disse tirandosi  su dal materasso e andando al cesso nudo e con il coso dritto come il bompresso di un veliero”.

Del pari non ho apprezzato l’insistenza quasi ossessiva nel descrivere i particolari di situazioni scabrose, ancorché coerenti con i momenti del romanzo. Sarò troppo sensibile? Forse, ma il mio gradimento non ha superato le due stelline. Mi spiace.

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Memo:
I links del mio blog per i libri letti:
– I precedenti commenti
– La tabella di riepilogo.
– Le cinque stelline

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2 risposte a [Libri] – “Come Dio comanda” di Niccolò Ammaniti – Mondadori, 2006

  1. Monique ha detto:

    Sono con te. Dopo le prime dieci pagine ho smesso, ho trovato agghiacciante le descrizioni delle situazioni e il linguaggio e davvero non capivo il “cui prodest” di tutto ciò.

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